In un’interrogazione con prima firmataria Petra Schnellmann propone alla Città di copiare altri Comuni che hanno già introdotto un sostegno finanziario

I periodi di siccità sono stati frequenti durante quest’estate. Di conseguenza, l’utilizzo e lo sfruttamento dell’acqua per cercare “di ridurre la pressione sulla risorsa idrica” è ancora un tema di interesse. A tal proposito Petra Schnellmann, Lara Olgiati, Sébastien Reuille, Carola Barchi e Rubens Bertogliati (Plr-Pvl) hanno presentato un’interrogazione al Municipio di Lugano sul recupero e il riutilizzo dell’acqua piovana. I cinque consiglieri fanno notare che si “può trattare sia di soluzioni semplici, come serbatoi collegati ai pluviali e destinati principalmente all’irrigazione, sia di impianti più strutturati, dotati di cisterne e sistemi di distribuzione”, per utilizzare l’acqua raccolta anche per il risciacquo dei Wc, la pulizia di superfici e altri impieghi che non richiedono acqua potabile.
I firmatari chiedono innanzitutto quale sia la procedura attualmente prevista per installare impianti privati di questo tipo e se la Città disponga già di incentivi. In caso affermativo, vogliono sapere quanti contributi siano stati concessi negli ultimi cinque anni e per quale importo. In caso contrario, chiedono al Municipio di valutare l’introduzione di un sostegno finanziario per cittadini e imprese. L’ipotesi, per i cinque consiglieri, potrebbe prendere spunto dai modelli adottati da diversi Comuni ticinesi, come Mendrisio, Collina d’Oro, Stabio, Comano, Castel San Pietro, Coldrerio e Val Mara. Il Municipio viene quindi interpellato anche sui risultati di queste esperienze e sull’eventuale modello più sostenibile per Lugano, ad esempio attraverso un contributo proporzionale all’investimento e differenziato tra tipologie di edifici. Chiedono inoltre se esistano fondi o programmi attraverso i quali finanziare una simile misura. Sul fronte pubblico, vogliono sapere quanti edifici e infrastrutture della Città dispongono già di sistemi di recupero dell’acqua piovana, per quali utilizzi e con quale risparmio annuo di acqua potabile. Un altro punto riguarda le nuove costruzioni e i risanamenti e chiedono se il Municipio intenda promuovere sistemi riconducibili al modello della ‘città spugna’. Infine, viene chiesto quale strategia preventiva la Città intenda adottare nel medio e lungo periodo per ridurre l’utilizzo di acqua potabile e se, accanto agli interventi sui singoli edifici, possano essere valutati anche bacini di stoccaggio dell’acqua in valle come soluzione complementare.