Lugano

Siccità, il Plr-Pvl chiede informazioni sul recupero dell’acqua piovana

In un’interrogazione con prima firmataria Petra Schnellmann propone alla Città di copiare altri Comuni che hanno già introdotto un sostegno finanziario

Siccità, il Plr-Pvl chiede informazioni sul recupero dell’acqua piovana
A volte manca, a volte cade dal cielo
(Ti-Press)
11 settembre 2026
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I periodi di siccità sono stati frequenti durante quest’estate. Di conseguenza, l’utilizzo e lo sfruttamento dell’acqua per cercare “di ridurre la pressione sulla risorsa idrica” è ancora un tema di interesse. A tal proposito Petra Schnellmann, Lara Olgiati, Sébastien Reuille, Carola Barchi e Rubens Bertogliati (Plr-Pvl) hanno presentato un’interrogazione al Municipio di Lugano sul recupero e il riutilizzo dell’acqua piovana. I cinque consiglieri fanno notare che si “può trattare sia di soluzioni semplici, come serbatoi collegati ai pluviali e destinati principalmente all’irrigazione, sia di impianti più strutturati, dotati di cisterne e sistemi di distribuzione”, per utilizzare l’acqua raccolta anche per il risciacquo dei Wc, la pulizia di superfici e altri impieghi che non richiedono acqua potabile.

I firmatari chiedono innanzitutto quale sia la procedura attualmente prevista per installare impianti privati di questo tipo e se la Città disponga già di incentivi. In caso affermativo, vogliono sapere quanti contributi siano stati concessi negli ultimi cinque anni e per quale importo. In caso contrario, chiedono al Municipio di valutare l’introduzione di un sostegno finanziario per cittadini e imprese. L’ipotesi, per i cinque consiglieri, potrebbe prendere spunto dai modelli adottati da diversi Comuni ticinesi, come Mendrisio, Collina d’Oro, Stabio, Comano, Castel San Pietro, Coldrerio e Val Mara. Il Municipio viene quindi interpellato anche sui risultati di queste esperienze e sull’eventuale modello più sostenibile per Lugano, ad esempio attraverso un contributo proporzionale all’investimento e differenziato tra tipologie di edifici. Chiedono inoltre se esistano fondi o programmi attraverso i quali finanziare una simile misura. Sul fronte pubblico, vogliono sapere quanti edifici e infrastrutture della Città dispongono già di sistemi di recupero dell’acqua piovana, per quali utilizzi e con quale risparmio annuo di acqua potabile. Un altro punto riguarda le nuove costruzioni e i risanamenti e chiedono se il Municipio intenda promuovere sistemi riconducibili al modello della ‘città spugna’. Infine, viene chiesto quale strategia preventiva la Città intenda adottare nel medio e lungo periodo per ridurre l’utilizzo di acqua potabile e se, accanto agli interventi sui singoli edifici, possano essere valutati anche bacini di stoccaggio dell’acqua in valle come soluzione complementare.

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