Un'interpellanza di Edoardo Cappelletti denuncia indennizzi tagliati pesantemente che non tengono conto dell'evoluzione salariale e della tredicesima

Per gli alunni amministrativi, ossia gli aspiranti avvocati, l’indennizzo si riduce da 2’600 a 2’000 franchi al mese per 12 mensilità, con un taglio superiore al 23%. Il Municipio giustifica il taglio richiamando la Carta del praticante dell’Ordine degli avvocati del Canton Ticino. Tuttavia, la Carta del praticante prevede retribuzioni progressive di 2’000, 2’200 e 2’500 franchi in funzione della durata della pratica, oltre alla tredicesima mensilità.
“La nuova retribuzione riprenderebbe quindi meccanicamente l’importo iniziale, senza considerare l’evoluzione salariale né computare la tredicesima, risultando nel complesso ingiustamente penalizzante”, scrive il consigliere comunale di Lugano Edoardo Cappelletti (Pc) che considera inaccettabile il taglio “del 45% agli indennizzi di giovani che svolgono un’attività per l’Amministrazione: l’ente pubblico dovrebbe al contrario dare il buon esempio, valorizzando anche dal profilo finanziario l’occupazione giovanile”, e ha quindi presentato un’interpellanza al Municipio.
Tra le questioni poste, oltre a pretendere spiegazioni dall'autorità politica, il consigliere comunale chiede spiegazioni su quanti siano gli alunnati amministrativi e gli stage professionali toccati dalla modifica e a quanto ammontano i risparmi annui. Il consigliere comunale mette in evidenza che “dal 1° settembre la Città ha aggiornato delle tipologie di stage e dei rispettivi indennizzi nell’amministrazione comunale”. Tali modifiche comporteranno sostanziali ripercussioni per l’alunnato amministrativo e gli stage professionali. Stage professionali, per i quali la precedente progressione di 2’600, 3’120 e 3’640 franchi verrebbe sostituita da un’indennità unica di Fr. 2’000.- mensili per 12 mensilità.
Un peggioramento ancora più gravoso: “Un taglio sproporzionato e generalizzato con riduzioni tra il 23% e il 45%, che non consentirebbe nemmeno di tenere conto di elementi quali la finalità, la durata e il mansionario alla base dello stage”, scrive Cappelletti, secondo il quale “la revisione avrebbe potuto peraltro rappresentare anche l’occasione per valutare, per le tipologie di stage attualmente non retribuite, il riconoscimento di un indennizzo o almeno di un adeguato rimborso spese a titolo di riconoscimento dell’impegno profuso al servizio dell’amministrazione”.