Ticino

Nasce GeoRisk, uno strumento di analisi dei rischi globali per l'economia ticinese

Presentato dalla Camera di commercio e dall'analista Sergio Giraldo, ogni mese offrirà un report con le tendenze in atto nei paesi dove il Ticino fa import ed export

Hormuz ma non solo
(Keystone)
10 settembre 2026
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Da oggi il mondo imprenditoriale, ma anche quello mediatico per i suoi approfondimenti e quello del lavoro in generale, ha uno strumento di analisi in più per comprendere i rischi geopolitici che incidono sulle imprese ticinesi. Si tratta di GeoRisk, presentato dalla Camera di commercio assieme all'analista Sergio Giraldo.

GeoRisk offrirà, mensilmente, «un'analisi complementare a tutte quelle già esistenti, che però sono generiche e non incentrate sul Ticino», spiega il direttore della Cc-Ti Luca Albertoni. Utile, quindi, «per capire cosa succede nei macrosettori della nostra struttura economica, paragonare la situazione svizzera e quella ticinese, e comprendere appieno cosa succede nel mondo. Dal punto di vista dell'imprenditore, è uno strumento utile per anticipare eventi e conseguenze, prendere decisioni strategiche e migliorare la propria posizione».

Ed è Giraldo a raccontare, materialmente, di cosa si tratta: «Un tentativo di setacciare tutto quello che accade e che ha un impatto diretto sull'economia ticinese e svizzera, col focus su fatti geopolitici e macroeconomici». Con un occhio di riguardo alle otto filiere principali della nostra economia: farmaceutica, elettronica, chimica, macchinari, apparecchiature elettriche, metalli industriali, alimentare e abbigliamento. Fondamentalmente, «si cercherà di interpretare il mondo e fornire un report mensile, con uno score di partenza per capire, appunto, i fattori di rischio per le aziende attive nell'export e nell'import. Con l'obiettivo – afferma ancora Giraldo – di anticipare i rischi e chiarire, un domani, quali problemi potrebbero verificarsi certo, ma anche quali opportunità si possono cogliere».

Per esempio, le variabili tenute in considerazione da questo strumento saranno «la valuta, cioè come oscillerà il cambio del franco e come influenzerà importazioni ed esportazioni; tutto il tema della logistica, e l'aumento dei costi, basti pensare allo stretto di Hormuz chiuso o il canale di Panama con molti meno transiti a causa della poca acqua e con i prezzi che salgono; quali politiche commerciali vengono scelte nei vari Paesi partner del Ticino, quindi lo sviluppo del tema dazi o il controllo delle materie prime come sta iniziando a fare sempre più l'Indonesia; indici mensili sulle principali economie, se crescono, se calano i consumi dove il Ticino esporta; tutto il tema riguardo all'energia».

In un mondo sempre più interconnesso: «Pensiamo solo che la scarsa navigabilità del Reno porta un aumento del costo della benzina in Ticino», ricorda in chiusura Albertoni.

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