Luganese

Lugano Marittima, se lo spazio pubblico è appaltato a privati

Secondo l'interpellanza de La Sinistra, i bisogni dei giovani e delle fasce meno ricche della popolazione non sono realmente presi in conto

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(Ti-Press)
17 luglio 2026
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“Lugano Marittima è un’esperienza positiva, ma non si può occupare il suolo pubblico dandolo in appalto a privati. Non possiamo permettere che gli spazi pubblici più belli vengano privatizzati. Tutte le fasce d’età e di reddito devono avere i medesimi diritti di beneficiare di questi spazi. L’impressione è invece che i bisogni dei giovani e delle fasce meno ricche della popolazione non siano realmente presi in conto. In questo caso come in altri”. Questo è un passaggio dell'interpellanza intitolata “Lugano Marittima e i bisogni di aggregazione giovanile. Una buona idea da ripensare?” e presentata da sei consiglieri comunali de La Sinistra (primo firmatario Cristiano Canuti).

E la libertà di stare senza consumare?

L’atto parlamentare richiama un recente intervento sul tema firmato da Niccolò Castelli, direttore artistico Giornate di Soletta su ‘laRegione’: “Le posizioni a favore di regole severe (controlli all’entrata, divieto dell’autoconsumo, orari limite, interventi di polizia contro il rumore) sono la prima e al momento unica risposta, presa in emergenza da parte di autorità che non riescono a immaginarne altre. Sono le risposte di chi ha potere in città e pretende di poterne beneficiare secondo canoni consumistici, che si reggono su una vendita molto spinta delle bevande alcoliche (anche ai minorenni), salvo poi stupirsi degli effetti negativi dell’abuso. Sono risposte che fanno pensare all’agire politico di chi favorisce il casus belli, fomenta il sentimento di insicurezza, reale o meno che sia, per poi sfruttarlo politicamente con misure restrittive. Sono però e per fortuna anche misure criticate da chi chiede che viga una libertà maggiore negli spazi pubblici a Lugano: libertà di stare senza consumare, di portarsi le bibite da casa, di vivere e creare aggregazione senza per forza diventar clienti”.

Mancano luoghi d’aggregazione spontanei

L’interpellanza dipinge Lugano come una città che è aperta solamente all’aggregazione di chi ha soldi da spendere e che questa aggregazione passi necessariamente attraverso un forte consumo di bevande alcoliche. Non andrebbero incentivate forme di aggregazione che puntano sul consumo di momenti musicali o culturali ‘sviluppati dal basso’, che sono altrettanto importanti per lo stare (bene) assieme? Muovono da queste considerazioni le domande poste al Municipio, al quale viene chiesto se intenda far fare un’analisi sociologica dei bisogni di aggregazione dei giovani nel periodo estivo (ma non solo) e se siano soddisfatti dall’offerta esistente, se per l’estate 2027 non stia pensando di mettere a disposizione gratuita spazi pubblici (non marginali) d’aggregazione a gruppi giovanili, ad associazioni e a enti no profit, che possano sviluppare un’offerta ricreativa e culturale non commerciale e se immagini di proporli a prezzi accessibili e che non prevedano la ‘privatizzazione’ degli spazi pubblici.

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