Se lo domanda un gruppo di consiglieri comunali Plr/Pvl in un’interrogazione al Municipio, chiedendo se non sia il caso di valutare cambiamenti nella Crtl

Il dibattito sulla bocciatura del Programma d’agglomerato del Luganese di quinta generazione (Pal5) sbarca anche a Palazzo civico. E lo fa con un’interrogazione di alcuni consiglieri comunali Plr e Pvl – prima firmataria Petra Schnellmann –, denominata ‘Pal5: un campanello d’allarme per il futuro del Luganese?’.
Ricordando che già nel 2018 era stato bocciato il precedente Pal3, con già allora conseguenti domande e preoccupazioni del Legislativo. “Oggi, a distanza di alcuni anni, il tema torna purtroppo d’attualità e invita a interrogarsi non solo sulle motivazioni della decisione federale, ma anche sull’evoluzione complessiva dei Pal e sugli insegnamenti che possono essere tratti per il futuro”. Questo, anche visto il ruolo di polo economico di Lugano e il contesto di forte competizione fra gli agglomerati a livello nazionale per approfittare dei contributi federali per lo sviluppo delle proprie infrastrutture.
Sette domande dunque. Si chiede se il Municipio sia già in possesso della valutazione completa dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, che ha bocciato il Pal5 dando solo 3 punti su 10. Si domanda poi quali insegnamenti si possono trarre e quali conseguenze concrete ci saranno sui progetti che interessano la città, da un punto di vista operativo e finanziario. Interessante poi tutto il capitolo relativo alla governance. Da un lato si chiede se la Città abbia o meno un ruolo sufficientemente incisivo nella definizione dei Pal e nel dialogo con Cantone e partner istituzionali e dall’altro, “alla luce dell’esperienza maturata e del recente esito del Pal5, il Municipio ritiene che l’attuale modello di governance della Commissione regionale dei trasporti del Luganese (responsabile dell’allestimento del dossier, ndr) sia ancora pienamente adeguato?”. Si domanda infine un resoconto di quanto proposto e realizzato in tutti i Pal sin qui adottati e quale sia la visione municipale sul futuro della mobilità e sulle priorità.