Saverio Bozzini di Gioventù Bruciata, in vista della prossima seduta del Legislativo vuole comprendere il reale costo per il Comune

“Prese di posizione che hanno creato confusione” e “interpretazioni contrastanti”. Per Saverio Bozzini, esponente di Gioventù Bruciata Monteceneri, la discussione attorno alla fase di raccolta firme del referendum del progetto Casa di Nante è stata poco chiara: “Anche tra alcuni consiglieri comunali vi sono tuttora perplessità su cosa sia stato effettivamente deciso con l’approvazione del messaggio municipale”.
Nel testo di un’interpellanza presentata segnala come, durante la fase referendaria, siano state diffuse informazioni ritenute divergenti sull’investimento. Viene inoltre evidenziato come la quota a carico del Comune venga stimata in circa due milioni di franchi, mentre altre valutazioni parlano di un onere complessivo fino a circa tre milioni, includendo fondi propri e indebitamento.
Bozzini chiede quindi conferme e precisazioni sul reale impatto finanziario, sull’entità e sull’affidabilità dei contributi di terzi – stimati in circa 1,71 milioni di franchi – e sullo stato delle domande di sussidio cantonale. L’interpellanza solleva inoltre domande sulle procedure di approvazione dei finanziamenti, sui tempi di realizzazione del progetto e sull’eventuale avvio dei lavori prima delle decisioni definitive dei competenti organi cantonali. Infine, viene chiesto al Municipio un aggiornamento sull’affidabilità del partner coinvolto nel progetto – la Valbianca Sa –, alla luce di recenti articoli che ne descrivono la situazione finanziaria come “delicata”.