Scorribande, furti e droga: inflitti a un 24enne due anni e mezzo di prigione, di cui 20 mesi sospesi con la condizionale per tre anni

È stato arrestato dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni lo scorso settembre il giovane accusato e condannato oggi per una lunga lista di reati (20 imputazioni). Nei suoi confronti erano pendenti diverse denunce. Il 24enne di nazionalità svizzera residente nel Luganese è comparso sul banco degli imputati e ha riconosciuto di aver commesso diversi furti, di aver messo in pericolo la vita di un uomo malato, di aver abusato di un impianto di elaborazione dati, dopo aver trovato una carta di credito, di aver venduto oggetti rubati e di aver consumato e venduto cocaina. La Corte della Assise criminali di Lugano gli ha inflitto 30 mesi di reclusione, di cui 20 sospesi con la condizionale per tre anni, una pena pecuniaria di 50 aliquote di 30 franchi e una multa. L’accordo sulla pena unica è stato raggiunto dalle parti, rappresentate dall’avvocata Giorgia Maffei e dalla pp Tuoni. Il giovane dovrà scontare ancora alcuni mesi di prigione, visto che si trova dietro le sbarre dal 9 settembre 2025, in esecuzione anticipata della pena dal 9 ottobre dello scorso anno.
Dal canto suo, il giovane, che negli ultimi due anni si è reso protagonista di una serie di scorribande, ha accettato di sottoporsi a controlli tossicologici regolari e a un trattamento ambulatoriale, che sono stati ordinati nei suoi confronti dalla Corte presieduta dal giudice Paolo Bordoli (giudici a latere Emilie Mordasini e Giovanna Canepa Meuli), che ha accolto la proposta di pena formulata dalle parti. Il 24enne ha pure riconosciuto il principio di risarcire le persone che ha danneggiato, quando avrà la disponibilità economica per farlo. Nel corso del processo celebrato con il rito abbreviato, l’imputato si è scusato per i suoi comportamenti da irresponsabile e sconsiderato, ha dichiarato di essere pentito di quello che ha fatto, vuole impegnarsi nel mantenere il lavoro che gli è stato proposto. Se ne avesse la possibilità, vorrebbe scusarsi personalmente con la signora alla quale ha rubato le chiavi dell’auto e, dopo averla quasi investita, ha guidato la sua vettura con a bordo il marito malato. A favore del 24enne ha giovato, come riduzione della pena, la leggera scemata responsabilità legata al consumo di stupefacenti, accertata dalla perizia psichiatrica.