Esprime delusione Lorenzo Jelmini, segretario cantonale Ocst: ‘Dispiace constatare che la multinazionale non abbia riguardo per il territorio’

Niente piano sociale alla Equans di Rivera. Lo rende noto senza nascondere il proprio disappunto, Lorenzo Jelmini, segretario cantonale del sindacato Ocst. È stata negativa la risposta della direzione della succursale di Rivera, che lo scorso fine marzo ha annunciato ai propri dipendenti l’avvio della procedura di consultazione in vista di un licenziamento collettivo (ai sensi dell’articolo 335 del Codice delle obbligazioni svizzero). La multinazionale sopprimerà 19 impieghi e non ha accolto la richiesta di introdurre un piano sociale per chi ha ricevuto la disdetta. I lavoratori coinvolti operano nei settori della fibra ottica, alla luce della riduzione di commesse collegate alla costruzione di reti Swisscom in fibra ottica, nell’amministrazione e nella posa di impianti di riscaldamento.
All’origine della riduzione dell’organico, ci sono ragioni economiche e di organizzazione aziendale: la succursale ticinese ha dovuto far fronte a un’imprevista contrazione degli ordinativi e del volume d’affari nel settore delle telecomunicazioni. Jelmini si dice contrariato per l’esito negativo della consultazione, dal punto di vista dei lavoratori: «La riduzione nel settore delle fibre ottiche ci può anche stare, perché il lavoro dipende da Swisscom e dai Comuni ed è diminuito. Per il resto si tratta di un calo non dovuto al mercato. Dispiace constatare che la conduzione di questa succursale di una multinazionale, che ha fatto registrare utili, non abbia avuto riguardo per il territorio, lasciando che tutte le conseguenze delle difficoltà siano addossate ai dipendenti. Non c’è stata alcuna volontà nel mettere in atto misure alternative al licenziamento, misure che avevamo proposto e che prevedevano la ripartizione dell’onere della disdetta: una riduzione della percentuale lavorativa che sarebbe stata possibile, nei settori amministrativo e degli impianti sanitari».