Luganese

‘Il Municipio di Lugano denuncerà i neonazisti a Cornaredo?’

Sproporzionato dispiegamento di polizia contro il presidio antifascista e assenza di agenti attorno al raduno neofascista: raffica di domande dei Verdi

Tante domande per Palazzo civico
(Ti-Press)
3 marzo 2026
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“La difesa dei valori democratici e costituzionali non può essere messa sullo stesso piano della promozione di ideologie che mettono invece in discussione quegli stessi valori”. A ricordare l’ovvio, ma a quanto pare ce n’è bisogno, ci pensano i Verdi di Lugano, che con un’interrogazione tornano a una decina di giorni dai fatti sul surreale 21 febbraio scorso. Ovvero quando il Municipio di Lugano ha predisposto un ingente numero di poliziotti in tenuta antisommossa, addirittura provenienti anche da altri cantoni, a vigilare su un pacifico presidio antifascista in zona pedonale. Questi sono pure stati minacciati di utilizzo della forza, con lacrimogeni e proiettili di gomma, minacce alle quali fortunatamente non è stato dato seguito. Il tutto mentre le forze dell’ordine sembravano contemporaneamente ignorare il raduno di un gruppo neofascista a Cornaredo, che introducendosi nella sede degli scout si guadagnava una denuncia penale per violazione di domicilio.

In questo contesto, i Verdi interrogano il Municipio sollevando dubbi e perplessità sulla proporzionalità delle misure adottate da una risicata maggioranza dell’Esecutivo – Marco Chiesa (Udc), Lorenzo Quadri (Plr) e Karin Valenzano Rossi (Plr), mentre il sindaco Michele Foletti (Lega) sembrerebbe aver poi ribaltato quanto deciso evitando che la situazione degenerasse –, nonché sulla base legale di queste misure e sul messaggio veicolato alla popolazione. Gli ecologisti, primo firmatario il capogruppo Danilo Baratti, ricordano che la Confederazione si fonda sui principi dello Stato di diritto, della democrazia, della dignità umana e della tutela delle minoranze. “L’ordinamento giuridico svizzero non è neutrale rispetto a ideologie che negano tali principi, come dimostra anche l’esistenza della norma penale contro la discriminazione razziale”, si ricorda.

Partendo da questo presupposto, si chiede al Municipio se intende sporgere denuncia per il reato di discriminazione razziale in relazione al “raduno neonazista svoltosi sul suo territorio a Cornaredo”. Si chiede poi se l’Esecutivo sia a conoscenza di denunce penali per minaccia, o abuso di autorità, inoltrate nei confronti di polizia e/o istituzioni politiche da parte dei manifestanti e se davvero per il Municipio, o per la sua maggioranza di destra, gruppi neonazisti e antifascisti siano da trattare allo stesso modo. Altro punto controverso emerso negli scorsi giorni: la richiesta di identificazione formulata dalla polizia nei confronti dei partecipanti al presidio. Quali sono le basi legali per farlo? Le ultime domande vertono sulla proporzionalità del dispiegamento di polizia e della minaccia di utilizzare lacrimogeni e proiettili di gomma nei confronti di manifestanti pacifici.