In vista della creazione di un albergo di lusso, il Municipio di Lugano sta allestendo una variante di Piano regolatore

Il Municipio di Lugano sta allestendo una variante di Piano regolatore – la cui trasmissione al Dipartimento del territorio per l'esame preliminare, coordinata con un'istanza di dissodamento di circa duemila metri quadri, è “imminente” – in vista della creazione di un albergo di lusso a Capo San Martino. Lo spiega l'esecutivo, sollecitato da un'interrogazione di Sara Beretta Piccoli (Verdi Liberali). L'attuale Pr di Pazzallo “non ammette la realizzazione del progetto di complesso alberghiero”. La modifica pianificatoria servirà a “codificare una zona speciale che prevede la possibilità di delimitare altre zone di utilizzazione, oltre a quelle edificabili, agricole e protette, purché la loro ubicazione sia imposta dalla loro destinazione fuori dalla zona edificabile e a condizione che nessun altro interesse preponderante vi si opponga”.
Le zone speciali, spiega ancora il Municipio, “sono destinate a rispondere a dei bisogni specifici fuori dalla zona edificabile che sono di principio imposti dalla loro destinazione nel luogo previsto”. Nel caso specifico, “la realizzazione di una struttura alberghiera di alta gamma comprensiva di spazi a lago di pubblica fruibilità in un luogo strategico attualmente in stato di abbandono”. Il principio di codificare una tale zona è stato condiviso con la Sezione dello sviluppo territoriale del Dipartimento del territorio, che in via preliminare ha ritenuto che la delimitazione di una zona a carattere turistico a Capo San Martino permette di rispondere a un bisogno concreto. “Capo San Martino può essere considerato un punto particolare e unico nel contesto di Lugano e pertanto adeguato a rispondere a questo bisogno concreto”.
Il Municipio di Lugano rassicura sul fatto che “non è prevista la vendita dei terreni di proprietà comunale”. L'autorità comunale e il promotore, l'imprenditore vallesano Christian Constantin, “hanno firmato una convenzione che prevede, in caso di approvazione ed entrata in vigore del Piano, il riordino dei confini delle rispettive proprietà, in modo tale da assicurare al promotore la disponibilità in proprietà delle superfici necessarie alla realizzazione del progetto, e al Comune l'entrata in possesso di interessanti superfici a lago (oggi private)”. La stessa convenzione prevede inoltre che “vengano costituiti dei diritti, a carico delle future proprietà del promotore, necessari per la pubblica fruizione delle aree che verranno definite dal Piano”.