Il progetto dell'albergo di lusso al centro di un'interpellanza che Sara Beretta Piccoli (Verdi Liberali) ha presentato al Municipio di Lugano

Sì agli investimenti, ma no alla svendita di beni pubblici. C'è il progetto relativo alla creazione di un albergo di lusso a Capo San Martino al centro di un'interpellanza che Sara Beretta Piccoli (Verdi Liberali) ha presentato al Municipio di Lugano. Un progetto che la consigliera comunale “vede di buon occhio, ma temo che – visti i precedenti nel Luganese – la prevista modifica di Piano regolatore possa comportare un vantaggio economico ingente per un privato, un regalo da decine di milioni di franchi in un momento in cui si chiede alla cittadinanza di fare sacrifici”.
Il progetto dell'imprenditore vallesano Christian Constantin interessa diverse particelle di proprietà diverse, anche della Città di Lugano. “Alcune sono parzialmente edificabili, mentre la maggior parte di esse è soggetta a vincoli che ne limitano l'utilizzo e ne disciplinano la destinazione d'uso”. La preoccupazione di Beretta Piccoli è che “la città possa trovarsi nella situazione di alienare terreni pubblici a un prezzo significativamente inferiore al loro valore di mercato, concentrando i benefici di tale operazione nelle mani di pochi soggetti privati”. L'area destinata alla realizzazione dell'hotel “si trova attualmente in buona parte nella proprietà della città e, secondo l'attuale Pr, è classificata come non edificabile”. La sua conversione in zona edificabile “comporterebbe un sensibile aumento del valore dei terreni, che passerebbero da essere zona boschiva o di interesse pubblico a terreno privato in una posizione strategica sul lago su cui sarebbe possibile edificare strutture di lusso di più piani”. In questo contesto, “sarebbe grave se i terreni in questione venissero venduti a un privato al loro valore attuale, molto basso, per poi vedere il loro valore immobiliare crescere vertiginosamente una volta resi maggiormente edificabili”.
Al Municipio viene chiesto quali sono i terreni di sua proprietà; se il diritto di compera del promotore riguarda anche questi terreni; come pensa di rendere edificabile “il terreno che attualmente parrebbe in gran misura non esserlo”; se è già stata allestita una variante di Piano regolatore sulla base del progetto e, in caso affermativo, con quali tempistiche; se la città “ha intenzione di vendere dei terreni di proprietà”. Nel caso in cui questa vendita avvenisse prima della modifica pianificatoria, “il Municipio non ritiene che si tratti di una svendita?”.