Luganese

Metodo mafioso e droga: indagini tra Pregassona e Zurigo

Il blitz del febbraio scorso in una villa nel Luganese sarebbe legato a un presunto ’ndranghetista arrestato oltre San Gottardo

L’uomo è stato arrestato nel Canton Zurigo
(Depositphotos)
3 febbraio 2026
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Nella vasta inchiesta antidroga che la procura ticinese sta conducendo dopo il blitz di febbraio 2025 in una villa di Pregassona, figurerebbe coinvolto anche il presunto ’ndranghetista arrestato nel Canton Zurigo nel maggio dello scorso anno. A darne notizia è l’emittente di Comano che racconta il nesso tra le due vicende. Il legame sarebbe la vendita di una palazzina, sempre in zona, di proprietà di una donna la cui figlia consumava droga rifornendosi dai trafficanti attivi nel Luganese. La madre, spinta da forti e ripetute pressioni per dei debiti che la figlia avrebbe contratto coi trafficanti, è finita per cedere sottocosto l’edificio. Ed è qui che entra in gioco l’uomo finito in manette nello Zurighese. A queste pressioni avrebbe infatti preso parte anche lui.

Il collegamento con la cosca Mancuso

Secondo quanto scrive la Rsi, le informazioni in mano al Ministero pubblico della Confederazione “lo indicano come il punto di contatto in Svizzera dell’organizzazione a cui apparterrebbe; e cioè la cellula lombarda della cosca Mancuso”. L’uomo, ora tornato a piede libero, avrebbe respinto le accuse e tra i precedenti penali accumulati in Italia non risulta alcuna condanna per associazione mafiosa.

In Svizzera su di lui pendono invece accuse di coinvolgimento in traffico d’armi, monete false e droga. Nella sua abitazione zurighese, conclude la Rsi, la polizia ha sequestrato quattro pistole, sostanze stupefacenti, denaro contante e vari telefonini. Apparecchi dai quali sono emerse immagini riti di affiliazione e di resti umani.