Luganese

Omofobia al Lux, HelvEthica annulla l’evento

Il partito, che con gli Amici della Costituzione ha organizzato il controverso evento che avrebbe dovuto tenersi a Massagno, ha deciso di rinunciare

Il dibattito non è stato voluto dai gestori
(Ti-Press)
7 settembre 2023
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Ideologia gender: non se ne parlerà. O almeno non con questi ospiti, non al cinema Lux art house di Massagno. HelvEthica Ticino e gli Amici della Costituzione hanno deciso di fare un passo indietro, annullando il controverso evento in programma il 12 settembre che avrebbe dovuto chiamarsi ‘La distruzione della libertà in nome della libertà? Ideologia del gender: parliamone’. Serata che ha scatenato grosse polemiche visti gli ospiti, Gianfranco Amato e Silvana De Mari, due personaggi noti in Italia per la propria vicinanza alle idee omofobe e transfobiche. Posizioni per le quali lei, in particolare, è stata più volte condannata dai tribunali della Penisola.

‘Avremmo invitato le parti alla calma’

La polemica ha messo in imbarazzo anche i gestori della struttura massagnese. Joel Fioroni ha spiegato di non condividere i contenuti dell’evento, definendolo «scomodo», e in una presa di posizione ha aggiunto di aver preso molto sul serio la questione, di star valutando con gli organizzatori l’annullamento. E infatti, poco fa, è arrivata la nota di HelvEthica che conferma la decisione di non fare la serata. Non senza, a sua volta, replicare: “Eravamo consapevoli del fatto che si trattasse di un argomento molto delicato, in grado di suscitare sentimenti e reazioni forti – si legge –. HelvEthica Ticino voleva però offrire alla popolazione la possibilità di interrogarsi sulla realtà della teoria di genere e sui suoi risvolti nel mondo dell’educazione. Appellandoci al principio democratico della libertà di espressione – cardine irrinunciabile di ogni vero ordinamento democratico – avremmo esortato ogni partecipante alla serata a voler mantenere un comportamento civile e rispettoso delle opinioni di tutti. Avremmo invitato tutte le parti alla calma e alla moderazione affinché fosse possibile la tanto necessaria discussione pubblica attorno a una radicale trasformazione antropologica, che a nostro avviso viene calata dall’alto senza che scuola, genitori e altre agenzie educative siano coinvolte nei processi di decisione”.

‘Volevamo un’ampia discussione pubblica’

“HelvEthica Ticino non si oppone alla libertà di espressione di genere delle persone maggiorenni – prosegue la presa di posizione –, ma si impegna a favore di un’educazione che rispetti il naturale processo psico-affettivo e cognitivo dell’infanzia, senza che questo venga influenzato da teorie di fluidità di genere, che arrischiano di confondere piuttosto che aiutare il naturale processo di maturazione dell’identità di genere. Siamo tutti d’accordo che il tema richiede un’ampia discussione pubblica: volevamo dargli una chance, confrontandoci con rispetto reciproco. Ma questa chance è negata a una grande fetta della popolazione da una minoranza rumorosa che accusa di discorso d’odio chi non si allinea supinamente al suo pensiero. Ci dispiace molto per i numerosi genitori e docenti che aspettavano con grande interesse l’evento”.

‘Sistema dittatoriale’

Non manca infine un appello affinché “politica, media e tutto l’elettorato riflettano sullo stato della nostra democrazia, che in teoria dovrebbe garantire a tutti le libertà costituzionali di pensiero, di espressione e di religione. Di fatto, tale libertà è distrutta da chi la vuole solo per sé. Chi vuole impedire ai cittadini la libertà di espressione viola la Costituzione, dimostra di temere un confronto civile e aperto e partecipa di fatto all’instaurarsi di un sistema dittatoriale, estraneo alla tradizione elvetica e indegno di una società che si vuole aperta al dialogo”. Un ringraziamento infine alla gestione del cinema Lux che, “nel suo spirito di apertura al dialogo, avrebbe ospitato la conferenza sul gender, senza per questo condividerne necessariamente le posizioni”.

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