Luganese
Gli autogestiti occupano nella notte le ex scuole di Viganello
Un comunicato dell'Assemblea del Soa Il Molino parla di ‘un'azione temporanea stabilita in base alle esigenze collettive’
Occupazione temporanea?
(Ti-Press)
1 luglio 2023
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Un comunicato complesso, come solitamente sono quelli degli autogestiti. Ricco di riferimenti storici, come, in questo ultimo caso, la Parigi del 1871. Lo hanno ‘imbucato’ nella posta elettronica dei mass media nella tarda serata di venerdì per annunciare la nuova occupazione autogestita, quella delle ex scuole di Viganello.

“Tu chiamale se vuoi TenTAZioni”, il titolo della missiva al grido del “Noi apriamo scuole, voi chiudete nei bunker”: “Forse – si legge nel manifesto – non arriveremo al punto di sparare a tutti gli orologi della città (ecco il riferimento al passato, Ndr) ma riprendendoci spazio, occupandolo e liberandolo intendiamo ridefinire anche la nostra idea di tempo, decisamente non lineare, riappropriandocene secondo le nostre necessità”.

Da Parigi al Ticino

La durata dell’occupazione, che viene definita temporanea (si parla fino a domenica), sarà stabilita “in base alle esigenze collettive di un’assemblea popolare” prevista sabato, 1° luglio, alle 16: “Nel frat-tempo..., se a qualcuno dovessero insorgere i soliti pruriti, ricominci pure a grattarsi pensando a come insabbiare la nuova riapertura delle indagini sulla distruzione dell’ex macello e al fatto che da due anni a questa parte l’area giace in macerie, senza responsabili politici né materiali, ma soprattutto senza vita (umana) e senza progetti. Altro che ‘sprecare il lavoro fatto nei mesi scorsi per imbastire un discorso sulla cultura dal basso e la necessità di nuovi spazi’, come sostiene – depistando per l’ennesima volta con questioni che non c’entrano nulla! – il sindaco ad interim Foletti. La verità è che il municipio continua a falsificare e a ‘mentire sapendo di mentire’. Tanto più che da parte delle istituzioni non c’è mai stata nessuna volontà di trovare soluzioni”.

Poi il riferimento personale: “Siamo consapevoli di essere ‘minoranza’ ma attorno a noi abbiamo sempre sentito un calore importante e non smettiamo di sentire necessaria la nostra lotta in questa città. E quale luogo migliore, simbolicamente, se non una scuola? Abbiamo quindi deciso di occupare l’ex stabile scolastico di Viganello perché una città che progetta cementificazione e speculazione attorno ai grandi poli dell’intrattenimento e del turismo, lascia colpevolmente deperire intere strutture scolastiche, mentre alloggia studenti e studentesse in container o situazioni scomode e provvisorie”.

E domani?

Il futuro di questa occupazione? “Non sappiamo se questo sarà il nostro approdo definitivo, non sappiamo se sarà approdo da condividere con altre realtà ma vogliamo riaprire la discussione sull’autogestione secondo le nostre modalità e a partire da questa occupazione. Confrontandoci con la popolazione che ci vive, con le realtà che vorranno attraversarlo nei termini di rivendicazioni politiche e culturali definite sulla base di necessità collettive”.

Questo il programma presentato per sabato. Dalle 10 corso di danza africana, allenamento di boxe, giochi da tavola e chiacchiere sparse. Alle 13 pranzo popolare, dalle 14 partite di basket e calcio e alle 16 assemblea.

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