Ticino

L'evoluzione della criminalità organizzata, ma anche l'impatto delle nuove tecnologie e della disinformazione

Sono alcune delle sfide che la Polizia cantonale è chiamata oggi ad affrontare. Il comandante Cocchi all'incontro con quadri, agenti e collaboratori

Un momento del Rapporto di Corpo
(Foto Polcantonale)
10 febbraio 2026
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L’evoluzione della criminalità organizzata, l’impatto delle nuove tecnologie e della disinformazione, ma anche la crescita delle tensioni geopolitiche, il rischio di conflitti economici, l’instabilità politica di alcuni Stati. Sono tra le principali sfide che la Polizia cantonale è chiamata oggi ad affrontare. Le ha elencate il comandante Matteo Cocchi in occasione dell’annuale Rapporto di Corpo, svoltosi di recente a Rivera, al Centro cantonale della protezione civile: un momento d’incontro con quadri, agenti, collaboratrici e collaboratori, dedicato alla condivisione delle attività svolte nell’ultimo anno e alla presentazione di progetti in corso.

Presenti fra gli altri, oltre a Cocchi, il sostituto comandante Lorenzo Hutter, i maggiori Thomas Ferrari e Marco Zambetti e il capitano Athos Solcà, che hanno illustrato le attività delle rispettive Aree di competenza (Polizia giudiziaria, Gendarmeria...), approfondendo alcuni aspetti di rilievo, riferisce una nota della Polcantonale.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla velocità del cambiamento che caratterizza l’attuale contesto storico, un aspetto che impone “un costante adattamento alle situazioni e alle nuove forme di minaccia”. In tal senso, nella veste di presidente della Conferenza dei comandanti e delle comandanti delle polizie cantonali svizzere (Ccpcs), Cocchi ha ribadito il compito “importante” di questo organo nel promuovere la collaborazione, lo sviluppo e lo scambio di esperienze tra i vari corpi di polizia della Svizzera, evidenziando “la valenza di una coordinazione accresciuta in più ambiti, sia di livello strategico sia operativo”.

Per quanto riguarda le Aree della Polizia cantonale, è stata presentata, prosegue il comunicato, una retrospettiva dei diversi impieghi, in Ticino e fuori dei confini cantonali, che si confermano “rilevanti in termini di risorse e per la loro complessità”. È stata pure affrontata la pianificazione legata ad alcuni eventi che avranno luogo nel corso del 2026 sul territorio cantonale e per i quali “sarà necessario prevedere un coordinamento e uno sforzo significativi”. Sono stati inoltre forniti aggiornamenti sui diversi progetti in ambito informatico. Per quel che riguarda la Polizia giudiziaria, è stata sottolineata “l’importanza di un approccio proattivo, che richiede di investire risorse a diversi livelli e di sviluppare una visione capace di anticipare le possibili minacce, segnatamente in ambito di criminalità strutturata ed economico-finanziaria”. Sono state poi passate in rassegna diverse operazioni, alcune delle quali inter-Area, mostrando come anche la collaborazione interna “sia determinante per la buona riuscita degli interventi”. È stata ribadita anche “l’importanza di una sempre maggiore specializzazione, volta a rispondere in modo adeguato sia alle esigenze dell’utenza sia a quelle del personale”. In questa prospettiva s’inserisce la creazione di gruppi specialistici, finalizzata “ad aumentare la qualità della presa a carico dei casi e, di conseguenza, l’efficacia dell’azione di polizia”.