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Astano, scolarizzati quasi tutti gli orfani dell’ex hotel

La concessione del diritto all’istruzione è stata ritardata a causa del preavviso negativo del Consiglio di Stato all’attribuzione dei migranti al Ticino

L’ex struttura alberghiera che ospita i migranti ucraini
(Ti-Press)
2 marzo 2023
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Sono giunti ad Astano all’inizio del mese di dicembre scorso i dieci orfani minorenni ospitati nell’ex albergo. Solo di recente, una gran parte di loro, ha potuto essere introdotta nelle strutture scolastiche cantonali. Un ritardo che, da un certo punto di vista, stride e fa discutere, visto che "l’inserimento nei percorsi di scolarizzazione o di formazione ordinari avviene dal momento in cui i bambini e i giovani dispongono di una residenza sul territorio ticinese", come si legge dal sito internet cantonale sulle informazioni di base sulla scuola ticinese destinate alle persone provenienti dall’Ucraina.

Situazione sbloccata da poco

Come mai ci è voluto così tanto tempo? Non è garantito il diritto all’educazione anche per i bambini e i giovani arrivati in Ticino in provenienza dall’Ucraina, come a tutti gli altri presenti sul territorio cantonale? Secondo nostre informazioni, risale alla settimana scorsa la decisione del Consiglio di Stato di finalmente concedere il preavviso positivo alla Segreteria di Stato della migrazione (Sem) per l’attribuzione al Cantone Ticino dei migranti ospiti dell’ex albergo di Astano. Prima, il governo cantonale, a maggioranza, aveva posto il veto all’attribuzione al Ticino degli orfani giunti tre mesi fa nel paese malcantonese.

Il governo aveva posto due condizioni

Il Consiglio di Stato aveva addirittura posto un paio di condizioni, perlomeno criticabili. All’Associazione casa Astano, che lo scorso 13 settembre, dopo i necessari sopralluoghi e i lavori di ristrutturazione dell’immobile, aveva ottenuto l’abitabilità della ex struttura alberghiera, è stato chiesto di pagare le spese di scolarizzazione dei minorenni ucraini e di dichiarare di non ospitarne più. Richieste che appaiono fuori dall’ordinario e quantomeno controverse. Però, bisogna riconoscere che fuori dall’ordinario è stato anche l’arrivo dei migranti giunti in Ticino grazie all’intercessione di un’associazione privata, indubbiamente mossa da nobili ideali, che si sono scontrati con le regole burocratiche delle procedure da rispettare.

Il loro arrivo è stato ‘straordinario’

La situazione di stallo è durata a lungo, perché, dal punto di vista del Consiglio di Stato, si è cercato di giungere a una soluzione soddisfacente, poi trovata, inerente alla qualità della scolarizzazione degli ospiti. Le trattative si sono protratte per oltre due mesi, siccome l’arrivo dei migranti ad Astano non ha seguito la procedura ordinaria. In altre parole, gli ucraini non sono rientrati nel Piano di accoglienza cantonale che prevede tre fasi, ma sono prima giunti in Malcantone, poi hanno fatto richiesta al Centro federale d’asilo di Chiasso. La concessione del permesso di soggiorno S si è fatta oggettivamente attendere parecchio, anche perché, l’anno scorso, il Ticino ha accolto una quota di migranti superiore rispetto agli altri cantoni svizzeri e rispetto alla chiave di riparto. Un argomento, questo, che appare criticabile di fronte a quanto sta capitando ed è successo in questo lungo anno di guerra. Di più: di recente, stando ad Amnesty International, la Russia avrebbe trasferito con la forza e deportato civili dalle aree occupate dell’Ucraina compiendo crimini di guerra e probabili crimini contro l’umanità.

Sei frequenteranno scuole private

Tornando alle nostre latitudini, due migranti residenti ad Astano, nel frattempo, sono diventati maggiorenni, altrettanti sono in età di pre-tirocinio. Questi quattro giovani, ieri, sono stati accolti all’interno di un percorso scolastico di un istituto superiore a Trevano. Gli altri sei saranno introdotti, nei prossimi giorni in istituti privati. La scolarizzazione, per una parte dei migranti, è dunque partita soltanto questa settimana. Un ritardo apparentemente inspiegabile, motivato anche dal problema logistico, dovuto al fatto che Astano è un luogo discosto e le scuole locali non sono state in grado di accogliere numeri importanti di nuovi allievi. Le discussioni e le trattative tra l’associazione e il Cantone vertevano infatti sull’opportunità di spostarsi in un centro urbano, dove tutto sarebbe immensamente più gestibile. Ora, le complicazioni dovrebbero essere risolte. Sono però trascorsi tre mesi dall’arrivo ad Astano degli orfani traumatizzati dalla guerra e senza, fino a giorni scorsi, una soluzione praticabile per la loro scolarizzazione.

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