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23.06.2022 - 18:53
Aggiornamento : 19:28

Presidio del Comitato contro la guerra in Ucraina a Lugano

Il gruppo sta protestando in piazza Luini contro la Lugano Commodity Trading Association, rea di legami con gli oligarchi russi

"Tutta l’attività legata al commercio delle materie prime si muove dunque su un terreno dove si intrecciano affari, politica, drammi umani come la guerra in corso in Ucraina. Moralmente è inaccettabile!". Questo, in estrema sintesi, il motivo del presidio organizzato oggi pomeriggio in piazza Luini a Lugano dal Comitato contro la guerra in Ucraina contro la Lugano Commodity Trading Association (Lcta), che si riunisce oggi e domani. Meeting che, peraltro, il Comitato aveva chiesto in un altro presidio poche settimane fa di annullare.

Le ragioni sono state spiegate in una nota. "Dall’inizio della guerra in Ucraina – si legge –, il commercio internazionale delle materie prime è oggetto di grande interesse in quanto parecchi oligarchi russi sono attivi proprio a Lugano nel settore delle materie prime. In Ticino trovano sede diversi giganti internazionali nel commercio dell’acciaio, metalli di base, oro, gas, carbone, ma anche soft commodities come caffè, cacao, grano, soia, frutta e bestiame". Per quanto riguarda la Lcta, "nelle ultime edizioni ha invitato parecchi personaggi che orbitavano nella cerchia di Putin, o comunque non si distanziavano troppo dalla sua politica aggressiva, autoritaria e profondamente antidemocratica".

Pertanto, oltre all’annullamento della conferenza, si chiede: che le autorità politiche di Lugano e del Cantone si dissocino; che i partiti politici si esprimano contro il meeting; che sia creata una task force per identificare e bloccare i beni degli oligarchi russi in Svizzera e imposto un embargo sul commercio di gas, petrolio e uranio; che siano create un’autorità di vigilanza sul mercato delle materie prime e una legge sul commercio estero che permetta di sanzionare i regimi che violano i diritti umani; la fine dei privilegi fiscali per le grandi aziende e i ricchi; il divieto delle società di comodo; l’istituzione di un registro pubblico dei reali proprietari delle aziende; il rafforzamento della legge sul riciclaggio di denaro e la sua estensione agli avvocati.

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