ULTIME NOTIZIE Cantone
Mendrisiotto
6 ore

A Mendrisio Massimo Cerutti lascia il Plr

Il municipale divorzia dalla sezione del partito. Sarà indipendente. La settimana scorsa il Municipio lo ha esonerato dalla regia del dicastero Aim
Ticino
6 ore

Giudice supplente, proposta l’elezione di Federica Dell’Oro

Così la commissione Giustizia e diritti. La parola al plenum del Gran Consiglio
Gallery
Mendrisiotto
6 ore

Mendrisio fa un passo avanti sul sentiero del Laveggio

Il Consiglio comunale vota all’unanimità i fondi per completare i camminamenti lungo il fiume, nel solco di un parco intercomunale
Ticino
7 ore

Rielezione toghe, correttivi per scongiurare un nuovo 2020

La commissione firma il rapporto stilato da Pagani: ‘Il Consiglio della magistratura si doti di un regolamento ed espliciti il diritto di essere sentito’
Mendrisiotto
8 ore

Coldrerio, un 18enne aggredito e picchiato da due persone

Funziona il dispositivo di ricerca della polizia: fermati gli autori del tentativo di rapina. La loro posizione è al vaglio degli inquirenti
Luganese
8 ore

La Città lancia un percorso formativo rivolto ai commercianti

Lugano Living Lab promuove un incontro all’ex asilo Ciani per far conoscere le ‘opportunità’ e favorire una digitalizzazione alla portata di tutti
Ticino
8 ore

Superamento dei livelli, un accordo che sembra avere i numeri

Firmato a maggioranza il rapporto commissionale che propone una sperimentazione su base volontaria con vari modelli di codocenza. In parlamento a febbraio
Luganese
9 ore

Christian Vitta e Raffaele De Rosa a confronto a Massagno

I due consiglieri di Stato parleranno delle sfide dei rispettivi Dipartimenti. L’evento è in agenda il 5 febbraio al Cinema Lux e al Salone Cosmo
Luganese
10 ore

Caslano incontra i propri 18enni

Ventidue i giovani nati nel 2005 che hanno partecipato all’evento organizzato con l’autorità comunale
Mendrisiotto
10 ore

Parco Villa Argentina, un gruppo di lavoro per la riqualifica

Lo fa sapere il Municipio rispondendo a un’interrogazione di Tiziano Fontana, precisando che l’Ufficio dei beni culturali attende un progetto definitivo
Ticino
10 ore

Al via il programma cantonale di screening colorettale

Il Dipartimento sanità e socialità offre, da febbraio, un test gratuito e volontario per una patologia dove la prevenzione è fondamentale
Ticino
11 ore

Raccolte firme sui costi della salute, allarme rosso in casa Ps

Riget e Sirica agli iscritti: rischiamo di fallire su referendum contro la deduzione per i premi dei figli e iniziativa per i premi al 10% del reddito
Ticino
11 ore

Dalla Vpod oltre 7’700 firme per cure sociosanitarie di qualità

Consegnate oggi le sottoscrizioni che chiedono anche più attenzione alle prestazioni socioeducative. Ghisletta: ‘Cautamente ottimista, serve migliorare’
Bellinzonese
11 ore

Ad Arbedo-Castione 90 abitanti in più

Il dato della popolazione conferma la tendenza di una crescita costante
Luganese
11 ore

Tentata rapina al chiosco in stazione a Ponte Tresa, due fermi

Un uomo, insieme a una complice, ha minacciato la commessa con un’arma da taglio chiedendo l’incasso. I due hanno poi desistito e sono fuggiti a piedi
Luganese
11 ore

In manette per 12 kg di canapa destinati al Ticino

In prigione al Bassone da giovedì per tentata estorsione, il 30enne albanese si rifiuta di rispondere agli inquirenti
09.06.2022 - 16:03
Aggiornamento: 17:52

Truffe Covid, tutti condannati gli 8 imputati ‘traditori’

La Corte: ‘Erano gonfiate le cifre d’affari indicate nei formulari. Hanno approfittato della crisi pandemica e dell’assenza di controlli’

di Guido Grilli
truffe-covid-tutti-condannati-gli-8-imputati-traditori
Ti-Press
Così sfruttarono l’emergenza pandemica

«Gli imputati hanno indicato nei formulari cifre d’affari gonfiate, riferite oltretutto ad attività estere e nessuna attività in Svizzera»; «La Corte è giunta alla conclusione che in tempi normali mai gli istituti di credito avrebbero concesso i crediti Covid indicati nell’atto d’accusa – oltre 1 milione di franchi (620mila franchi di crediti ottenuti e 800mila franchi di indennità di lavoro ridotto) – durante la pandemia invece sì perché si era in una situazione eccezionale e vi erano meno controlli. Un momento in cui si soffriva, un momento di grande incertezza». E ancora: «Le società utilizzate dagli imputati si sono rivelate scatole vuote, prive di liquidità. Fa male perché in quel periodo la gente piangeva. È questo l’aspetto grave, come pure che i crediti ottenuti non sono stati utilizzati per essere reinvestiti nelle società, bensì per un night club, per targhe a tre cifre, per veicoli. Tutto questo è irrispettoso per chi ha sofferto. Gli imputati hanno sfruttato il momento di solidarietà delle nostre autorità statali. Gli 8 imputati, che hanno agito tra il marzo 2020 e il 2021, sono tutti colpevoli di truffa e cattiva gestione di società». Così, con una articolata motivazione il giudice Siro Quadri, presidente della Corte delle Assise criminali di Lugano, ha emesso un verdetto di colpevolezza nel maxiprocesso svoltosi una settimana fa nei confronti degli 8 imputati.

Il presidente della Corte, prima di pronunciare la sentenza, ha formulato un ampio preambolo, rievocando la situazione di crisi pandemica e dell’intervento dello Stato messo in campo in aiuto alle aziende e ai lavoratori. «Tutto parte dal momento in cui il Consiglio federale a Berna si è riunito il 16 marzo 2020 in una seduta straordinaria e a seguito dell’emergenza Covid ha inasprito le limitazioni per la cittadinanza. Per tutelare il Paese erano stati effettuati controlli alla frontiera. E come metodo per sostenere chi da questa situazione ci perdeva sono stati impiegati 8mila militari e previsti degli aiuti ai privati che consistevano in prestiti e sono state intensificate le possibilità di lavoro ridotto a chi ne aveva bisogno. Non è questa la prima sentenza che riguarda questi temi, ma forse questa è la più particolare perché riguarda sia crediti Covid sia indennità di lavoro ridotto. Erano aiuti senza troppi controlli: il 20 marzo, il Consiglio federale aveva previsto di evitare lungaggini burocratiche, provvedendo a emanare la relativa ordinanza. Un periodo in cui le imprese non avevano liquidità per far fronte a spese e salari». Ordinanze di necessità e straordinarie per evitare fallimenti causati dal coronavirus – ha evidenziato la Corte. «Fino a 500mila franchi venivano erogati crediti in breve tempo. E in breve tempo non si possono effettuare controlli. Tutto avveniva in base alla fiducia, attraverso autodichiarazioni. Una fiducia tradita dagli imputati. Complessivamente 76mila i crediti erogati in Svizzera, per complessivi 14 miliardi. Solo più tardi, nell’insorgere di abusi, sono arrivati i controlli» ha sottolineato il presidente della Corte.

Impianto accusatorio confermato. Le difese valutano il ricorso in Appello

Tutte le imputazioni contenute nell’atto d’accusa, stilato dalla pp Raffaella Rigamonti, sono state accolte dai giudici. Ma ecco le singole pene pronunciate dalla Corte. Nei confronti dell’avvocato italiano 50enne – considerato tra principali imputati – i giudici hanno pronunciato 4 anni di carcere e l’espulsione dalla Svizzera per 8 anni. «Sapeva che i bilanci erano falsificati, ottenendo crediti Covid e indennità di lavoro ridotto».

Pena di 3 anni sospesa in ragione di 28 mesi e per la rimanenza da espiare è stata inflitta al 49enne ticinese, «seppure si sia pentito e abbia ammesso le sue colpe». All’altro avvocato italiano, 46enne, il presidente della Corte ha rimproverato fra l’altro di «aver riempito, con un ruolo preponderante i formulari e di non essere sembrato uno sprovveduto. Dalla sua parte, la restituzione del maltolto». Per lui la pena è stata di 2 anni e mezzo, sospesa in ragione di 24 mesi e per la rimanenza da espiare. Condonata invece l’espulsione dalla Svizzera. Per il 66enne del Bellinzonese, «un uomo in pensione che ha cercato di arrotondare le entrate, con faciloneria: in veste di capo di un Consiglio d’amministrazione ha assecondato richieste senza responsabilità». Per lui la Corte ha irrogato una condanna di 2 anni sospesi con la condizionale per 4 anni di prova.

Per il 40enne italiano dimorante a Chiasso «che sapeva degli atti illeciti» e considerato correo, è stato inflitta una pena di 6 mesi sospesi per due anni. Per il 37enne italiano giudicato in contumacia (assente dall’aula per malattia) i giudici hanno inflitto una pena di 12 mesi sospesi con la condizionale ed espulsione per 5 anni. Per il 46enne italiano («anche lui sapeva del raggiro» ha detto il presidente della Corte) 1 anno sospeso con la condizionale ed espulsione dalla Svizzera per 5 anni. Per l’ingegnere, classe 1981, la Corte ha infine irrogato una pena di 6 mesi sospesi per due anni.

Al processo, lo scorso 1 giugno, la procuratrice pubblica Raffaella Rigamonti, aveva formulato richieste di condanna fino a 4 anni e 4 mesi di carcere. Le difese si erano invece battute per massicce riduzioni di pena, in parte ottenute. All’uscita dall’aula alcuni dei legali hanno dichiarato di non escludere di ricorrere in Appello contro la sentenza.

Leggi anche:

Maxi processo crediti Covid, chieste pene superiori ai 4 anni

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved