Luganese
Pestaggio e sequestro di un 18enne, tutti condannati
Chiuso il processo per l’aggressione al giovane di Mendrisio che aveva un debito di droga. Il giudice infligge pene inferiori alle richieste dell’accusa
Giovane picchiato a più riprese e sequestrato: tutti condannati i sei imputati
(Ti-Press/Archivio)
24 febbraio 2022
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«Sono fatti preoccupanti che hanno portato alla luce un sottobosco di giovani che, senza alcuna remora e per futili motivi, hanno picchiato in maniera selvaggia un loro coetaneo, sottoponendolo a un numero impressionante di angherie». Parole del giudice Amos Pagnamenta, pronunciate nel primo pomeriggio di oggi, durante la lettura della sentenza di colpevolezza nei confronti di sei imputati, protagonisti di una serie di violenze, con pochi precedenti alle nostre latitudini, nei confronti di 18enne di Mendrisio, tra la fine del 2020 e il gennaio 2021. «Stupisce la propensione a delinquere dimostrata, a vari livelli, dagli imputati, con atti che solitamente si vedono soltanto in televisione», ha aggiunto il presidente della Corte delle Assise criminali di Lugano che ha sostanzialmente confermato l’atto d’accusa allestito dalla procuratrice pubblica Valentina Tuoni riducendo tuttavia le condanne rispetto alle richieste di pena da lei formulate in sede di arringa.

Due espulsioni dalla Svizzera

In estrema sintesi, al 32enne colombiano, considerato la mente e il mandante della serie di violenze, che vantava nei confronti della vittima il credito di droga di 2mila franchi, sono stati inflitti sei anni e quattro mesi di reclusione. L’uomo è stato riconosciuto colpevole di tentato omicidio, di sequestro di persona ed è pure stato condannato a 10 anni di espulsione dalla Svizzera. Cinque anni di prigione sono invece stati inflitti al 22enne apprendista di origini rumene, a sua volta espulso dal Paese per sette anni. Il suo comportamento è stato definito inqualificabile dal giudice che lo ha riconosciuto colpevole di tentato omicidio e di sequestro di persona. Anche al 28enne italiano residente nel Luganese, responsabile di una colpa gravissima, secondo l’accusa, che lo ha dipinto come il braccio destro del colombiano, è stata inflitta una pena pesante: quattro anni e otto mesi di carcere, ma nei suoi confronti il giudice ha riconosciuto il caso di rigore e non verrà peraltro espulso dalla Svizzera.

Due con un ruolo più marginale

Cinque anni di reclusione sono inoltre stati inflitti al 24enne di origine serba, riconosciuto colpevole di tentato omicidio e sequestro di persona. Pene più miti sono state ordinate nei confronti degli altri due imputati: il 22enne luganese è stato condannato a tre anni di reclusione, di cui 18 mesi sospesi con la condizionale, il resto da espiare. Venti mesi di reclusione sospesi con la condizionale per due anni sono stati inflitti al 23enne residente nel Luganese che, come ha detto il giudice, ha partecipato solo marginalmente agli episodi di violenza, assumendo un comportamento passivo. Tanto che non è stato più chiamato per le successive spedizioni punitive.

Riassumendo, tre imputati sono stati condannati per tentato omicidio intenzionale perché hanno messo in serio pericolo la vita del 18enne del Mendrisiotto. Determinanti sono stati i calci sferrati alla testa, come se fosse un pallone, e i colpi con una spranga nella zona industriale di Vezia, vicino al confine con Cadempino. Tutti e sei gli imputati sono stati condannati per sequestro di persona aggravato dalla crudeltà.

Il giudice ha riconosciuto solo in parte le richieste di risarcimento formulate da Sandra Xavier, rappresentante legale dell’accusatore privato, ossia la vittima, al termine dell’arringa, nella giornata di martedì. Pagnamenta ha ammesso e concesso un risarcimento per torto morale per complessivi 15’000 franchi, da suddividere per gradi di responsabilità fra i sei imputati, mentre l’avvocata ne aveva chiesti in totale 55’000. Il presidente della Corte ha tuttavia rimandato al foro civile le ulteriori richieste.

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