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19.01.2022 - 05:30
Aggiornamento: 20.01.2022 - 12:13

Circo Knie: fra ‘Cenerigraben’ e futuro incerto in Ticino

Dove andrà il tendone nazionale? Da Trevano a Breganzona, alcune ipotesi sul tavolo. E mentre la famiglia rassicura, si mormora di un addio al cantone

AAA Nuova sistemazione per il Circo Knie cercasi. Le parole del suo direttore hanno gettato un’ombra sinistra sul futuro del circo nazionale nel cantone. Fredy Knie, al termine della fortunata tappa luganese, è stato intervistato dal ‘Quotidiano’, al quale ha fatto indirettamente trapelare dei dubbi sul ritorno in Ticino della colorata carovana. Il motivo? Il terreno dove abitualmente si sistema il tendone sarà infatti interessato nei prossimi anni dal cantiere del Polo sportivo e degli eventi. Non solo: il signor Knie junior ha detto chiaramente che la famiglia è interessata esclusivamente a una soluzione a Lugano, suscitando più di qualche perplessità nel Sopraceneri. E anche sui social il dibattito si è scatenato: possibile che non ci sia un’alternativa valida in città? E possibile che il circo nazionale non prenda in considerazione, ad esempio, Bellinzona che oltre a essere la capitale è anche a meno di quindici minuti di treno da Lugano?

‘Dossier fermi al Cantone’

Nel dibattito su Facebook è intervenuta anche la municipale Cristina Zanini Barzaghi. L’abbiamo interpellata in quanto presidente dell’Agenzia Nqc (Nuovo Quartiere Cornaredo). «La famiglia Knie tiene molto a Lugano e questo ci fa tanto piacere – conferma –. Durante la loro ultima tappa hanno incontrato una delegazione comunale e in Municipio abbiamo discusso brevemente del loro stazionamento. Potrebbero esserci diversi siti, ma molti interconnessi con progetti cantonali». Il riferimento è in particolare al pratone di Trevano, sulla destra all’uscita dalla galleria Vedeggio-Cassarate. «È un luogo già approvato come idoneo e definitivo dai tre Comuni (Canobbio e Porza, oltre a Lugano), per il quale è già stato fatto anni fa un mandato di studio in parellelo, i risultati sono già stati pubblicati da tempo e il progetto è molto bello, il problema è che i tempi per realizzarlo si stanno allungando molto e che tutto dipende da dossier di competenza cantonale, al momento tutti fermi: lo spostamento dello stand di tiro, il completamento della strada cantonale con il prolungamento della galleria, gli adattamenti al terreno già disponibile (di proprietà cantonale, ndr)».

A Trevano già nel 2016

Al pratone di Trevano il circo peraltro ci è stato, una volta nel 2016. «Non ha funzionato molto bene, soprattutto con gli accessi – prosegue la municipale –: la strada provvisoria è oggi molto trafficata mentre in futuro lo sarà molto meno. Ma per intanto i problemi non sono di facile soluzione e si dovrebbe costruire una passerella per l’attraversamento della strada». Ci vorrebbe una soluzione transitoria differente quindi. «Si può verificare se poter restare con il circo allo sterrato della Gerra un ulteriore anno (anche nel 2023 quindi, visto che per l’autunno 2022 è già confermato, ndr)». E poi?

Spostare il tendone a Breganzona?

«Trovare un luogo idoneo non è semplice, ci hanno chiesto 20’000 metri quadrati. Un luogo interessante potrebbe essere ad Agno, il terreno dove si tiene la festa di San Provino: ben servito sia dal trasporto pubblico che da quello privato. Ma la famiglia Knie preferisce restare in città». Un’ulteriore idea, ancora non sottoposta alla famiglia, è il Pian Povrò fra Breganzona e Massagno. «Se n’è discusso recentemente in modo informale – svela Zanini Barzaghi –. Sarebbe tutto da approfondire perché non è un terreno pubblico. È sufficientemente grande sia per il tendone sia per le roulotte. È una zona ben servita dagli autobus, come a Cornaredo, è vicino all’autostrada. Certo, bisognerebbe predisporre il terreno, ma ci sarebbe il tempo per farlo. Se ci fosse una convergenza fra Cantone, Città e Comuni, si potrebbe realizzare uno ‘sterrato verde’ adatto alle loro esigenze».

BELLINZONA E LOCARNO

‘Noi disponibili, ma
ci vuole flessibilità’

Ma il destino del Knie in Ticino è d’attualità anche perché ha (ri)creato un ‘Cenerigraben’. Fredy Knie è apparso molto fermo: Bellinzona e Locarno non vengono prese in considerazione, ufficialmente per una questione di costi. Dichiarazioni che stridono un po’ con l’immagine della ‘Città Ticino’ spesso veicolata e con la recente apertura della galleria di base del Ceneri di AlpTransit, che ha notevolmente avvicinato le città. «Non siamo stati contattati – conferma il sindaco della capitale Mario Branda –. Come Città siamo sicuramente disponibili a verificare se ci sono o meno delle soluzioni e a discuterne. Ma non come ruota di scorta. Qualora si trovasse una soluzione, chiederemmo delle garanzie: non vorremmo che fosse una soluzione provvisoria». Mentre a Bellinzona il tendone Knie si accampava all’ex campo militare, a Locarno era in zona Saleggi. «Ma il terreno presentava delle problematiche in caso di pioggia – ricorda il sindaco Alain Scherrer –. Avevamo fatto dei calcoli per vedere quanto sarebbe potuto costare mettere mano al terreno per adeguarlo alle loro esigenze, ma sarebbe stato un investimento elevato da sostenere solo per il Comune. Abbiamo ragionato quindi su altre alternative, proponendo loro di contattare anche altri Comuni in zona, ma erano molto rigidi su questo punto: o città o nulla». Ancora oggi Locarno resta disponibile «per studiare assieme delle possibilità, ma deve esserci un po’ di flessibilità, bisogna ragionare forse in ottica più regionale». E su questo concorda anche la municipale luganese: «È un tema di valenza cantonale e a mio giudizio potrebbe attivarsi il Consiglio di Stato. Se non vengono più in Ticino, non è una questione che riguarda solo Lugano, ma tutto il cantone».

Knie: ‘Convinti di venire in Ticino’

Ma davvero c’è il rischio che il Circo Knie non faccia più tappa in Ticino? E perché Bellinzona, Locarno o luoghi più vicini a Lugano come Agno non vengono presi in considerazione? L’abbiamo chiesto direttamente alla famiglia, che ha tuttavia replicato in modo stringato: “Stiamo cercando con le autorità una soluzione comune e buona, ci siamo già incontrati più volte. Vi informeremo a tempo debito quando la soluzione verrà trovata. Per il 2022 rimane tutto come finora. La famiglia Knie ama il Ticino e il suo grande pubblico. Siamo convinti di poter continuare a venire in Ticino”.

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