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Luganese
02.06.2021 - 19:37
Aggiornamento : 03.06.2021 - 17:50

Condannato a 6 anni l'ex allenatore pedofilo dell'Hcl

Il 57enne, già municipale e docente, abusò sessualmente di suo figlio e di altri ragazzini

L'accusa, sostenuta dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli aveva chiesto una pena di 8 anni. La Corte delle Assise criminali (presidente il giudice Mauro Ermani) ha convenuto sulla congruità della pena, applicando tuttavia una riduzione di due anni per violazione del principio di celerità, ovvero il troppo tempo occorso per portare a in aula penale questa brutta vicenda. Il 57enne ex allenatore delle squadre giovanili dell'Hockey club Lugano, nonché docente e già consigliere comunale e municipale di un comune del Luganese, è stato così condannato a 6 anni di carcere - ne già ha scontati circa due e mezzo fra carcerazione preventiva ed esecuzione anticipata della pena - assortita da un trattamento ambulatoriale cui dovrà sottoporsi. L'avocato difensore Roberto Rulli aveva per contro  invocato una condanna non superiore ai 3 anni e 4 mesi. A sfavore dell'imputato, anche la condotta processuale, ricca di "non ricordo" e in generale "la troppo scarsa assunzione di responsabilità", ha annotato il giudice Ermani, al momento della lettura della sentenza. Un caso di pedofilia acclarato insomma, come peraltro stabilità anche da una perizia giudiziaria, che parlava de possibile impiego di medicamenti per la riduzione della libido, una situazione insomma che dunque potrebbe lasciare qualche interrogativo sui rischi di recidiva, per quanto in tempi recenti non non se ne siamo verificati. Per contro restano ombre sullo svolgimento della procedura penale, rimasta toppo tempo pendente, con una richiesta di giudizio abbreviato - che peraltro secondo il giudice Ermani sarebbe stato da respingere - lasciata senza risposta, fino al passaggio dell'inchiesta ad altro procuratore.

Una lunga storia

La storia si è in effetti protratta su tempi molto lunghi, prendendo avvio 20 anni fa con i primi abusi sul figlio del 57enne Sono anche gli episodi più gravi tra quelli contestati all'uomo, trattandosi di rapporti sessuali di ogni genere (toccamenti, rapporti orali e anali) commessi su un bambino che all'epoca dei fatti aveva appena 9 anni. Per una questione di prescrizione, sono stati considerati solo quelli accaduti nel biennio 2001-2003, ma la vicenda nel suo assieme si è protratta più a lungo, fino al 2013 venendo infine scoperta dal compagno della figlia attraverso il rinvenimento di un filmino. Vi sono poi gli atti sessuali con fanciulli, ripetuti, ai danni di tre giovanissimi discatori del Lugano, ai tempi dell'età di 12-14 anni, attirati a casa propria, essenzialmente toccamenti e pornografia. Una casa, ha detto in sentenza il giudice Ermani, "trasformata in luna park, un luogo dove si fanno le cose che non si possono fare a casa" come bere alcool, guardare film porno, girare nudi e masturbarsi".  Creando un ambiente del genere, "ha sdoganato l'aberrazione trasformandola in normalità. Di questo andazzo l'allora allenatore ha approfittando per soddisfare le proprie pulsioni, arrivando pure a tentare di sodomizzare uno di questi giovanissimi, che però riuscì a opporsi al tentato rapporto sessuale.Come spesso accade, alcune vittime erano rese fragili da particolari situazioni familiari o ambientali, e il forte ascendente che l'uomo sapeva esercitare, creando una sorta di dipendenza psicologica importante, lo aveva resto una sorta di idolo, portatore anche a prospettive di tipo sportivo che venivano a manifestarsi per alcuni ragazzi. Il suo stesso figlio, distante dalla madre e dalla sorellina, aveva sviluppato una forte dipendenza affettiva nei confronti del genitore. In totale sono stati molte decine gli atti di natura sessuale, di vario genere, dagli atti veri e propri ai filmini, commessi ai danni dei ragazzi, una quantità di situazioni, è stato detto in aula, persino difficile da quantificare.

L'arresto avvenne nell'ottobre del 2016: il lungo tempo trascorso avrebbe nuociuto in modo particolare all'accusato (e ora condannato) anche in ragione del suo ruolo di politico locale  e allenatore, permettendo il protrarsi nel tempo di una forte condanna sociale che un processo più celere avrebbe se non altro ridotto nella sua durata. Sull'altro piatto della bilancia, la mancanza di un vero pentimento, di empatia, la banalizzazione dei fatti. Il lungo periodo in carcere non sembra aver permesso una presa di coscienza da parte dell'ex allenatore, qualificato come 'immaturo' a dispetto dell'età non più verdissima. E l'Hockey club Lugano? Ha emesso nei suoi confronti una diffida che gli vieta di avvicinarsi alla Corner arena, l'impianto dove si svolge l'attività sportiva dei bianconeri.

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