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Calato l'asso
20.04.2021 - 15:570
Aggiornamento : 21.04.2021 - 10:26

Casinò di Campione, ecco il piano sostenuto dai creditori

Ore cruciali per sapere se la casa da gioco potrà riaprire, ottenendo l'ammissione del concordato preventivo

È iniziato il conto alla rovescia, che si concluderà con l'udienza del 3 maggio, per sapere se il casinò di Campione d'Italia, ottenendo l'ammissione al concordato preventivo, potrà riaprire e, quindi, rilanciare l'economia campionese, in ginocchio dal 27 luglio 2018, giorno in cui la casa da gioco è stata chiusa, a seguito della decisione dei giudici fallimentari di Como. In zona Cesarini nella serata di lunedì 19 aprile e quindi nei termine concessi dal Tribunale di Como, la Casinò Campione Spa ha depositato la ''documentazione aggiuntiva al piano di concordato'' che era stato presentato nell'estate 2018 e che non era stato preso in esame dal Tribunale fallimentare di Como, anche perché allora non c'era stato il consenso del Comune dell'enclave.

Ottenuto il consenso del Comune dell'enclave

Consenso che questa volta, assieme a quello della quasi totalità degli ex dipendenti del casinò, c'è stato così come quella dei creditori, incominciando dalla Banca Popolare di Sondrio. ''E questo rappresenta la volontà da parte di tutti i soggetti coinvolti di arrivare alla riapertura del casinò'' commenta Roberto Canesi, anche in considerazione del fatto che i debiti della casa da gioco (120-130 milioni di euro) sono l'aspetto sul quale si è soffermata la Procura di Como che in tutte le occasioni ha ribadito la richiesta di fallimento, sulla quale i giudici lariani si pronunceranno il prossimo fra quindici giorni. Ecco perché il riva al Ceresio è iniziato il conto alla rovescia. Nell'enclave è visto come un buon auspicio il fatto che, come sottolinea Paolo Boroluzzi, assessore comunale ''è stato profuso il massimo sforzo da tutte le parti coinvolte a parte dagli ex lavoratori, passando per le Organizzazioni sindacali, i creditori e il team di professionisti che hanno collaborato con l'amministratore unico Marco Ambrosini e concretizzato questa opportunità concessa dal Tribunale di Como. È evidente che qualcosa è cambiato a Campione se, nell'insieme di questa complicatissima vicenda, si è potuti giungere a questo punto''. 

 

 

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