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La capogruppo del Partito liberale-radicale di Lugano, Karin Valenzano Rossi (Ti-Press)
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07.01.2021 - 22:05
Aggiornamento : 08.01.2021 - 00:25

Valenzano Rossi: A Lugano ‘semi-dittatura della maggioranza’

Fra autocritica, riferimenti ai fatti di Washington e bordate alla Lega, il Plr ha approvato senza sorprese le liste per le elezioni comunali

Progettualità e autocritica, qualche bordata alla Lega dei Ticinesi e diversi riferimenti all'assalto effettuato ieri sera da alcuni sostenitori di Donald Trump al Congresso degli Stati Uniti. Si è invece svolta senza scossoni l'assemblea della sezione luganese del Partito liberale-radicale (Plr), primo partito a (ri)lanciare la campagna elettorale per le elezioni comunali del 18 aprile. A larghissima maggioranza (rispettivamente 97% e 89%) i votanti hanno infatti approvato le liste per Municipio e Consiglio comunale (Cc). Per l'esecutivo, rispetto alla rosa dell'anno scorso, come già anticipato l'unica novità è data dal consigliere comunale Rupen Nacaroglu in lizza al posto di Morena Ferrari Gamba, ritiratasi dalla corsa e in lista soltanto per il legislativo.

E sebbene con quest'avvicendamento le candidate per il Municipio restino solo due – ma di peso: la capogruppo Karin Valenzano Rossi e l'ex presidente sezionale Giovanna Viscardi – su sette, il presidente Guido Tognola ha comunque voluto sottolineare il ruolo del Plr nell'affermazione femminile in politica, citando: Alma Bacciarini (prima consigliera nazionale ticinese), Marina Masoni (prima consigliera di Stato), Valeria Galli (prima municipale a Lugano), tutte liberali-radicali. Ciononostante, le donne risultano in minoranza rispetto agli uomini anche nella lista per il Cc: 19 su 57 nomi.

Condanna dei fatti di Washington

L'assemblea si è svolta per ovvie ragioni in diretta streaming, con i vertici della sezione eccezionalmente in trasferta alla sede del Plr di Camorino e con decine di collegati. Va da sé che durante gli interventi i riferimenti alla pandemia si sono sprecati, mentre sono stati di meno ma incisivi quelli ai fatti di Washington. «Da pochi giorni si è concluso un anno drammatico – ha detto Tognola –. Un anno culminato nei fatti di ieri sera che finalmente hanno mostrato quella fondamentale differenza fra un liberismo tanto osannato, quanto fuorviante e assai poco liberale, ed i principi fondamentali di quella democrazia nella quale siamo cresciuti». Rocco Olgiati, presidente della Commissione cerca, nel suo breve intervento ha pure citato uno dei padri della democrazia statunitense, Benjamin Franklin, ricordando il suo messaggio: preservare e proteggere la repubblica, esortando quindi tutti i candidati a «esprimersi a difesa della nostre istituzioni e dei nostri diritti, a difesa degli estremismi di destra e di sinistra». E tra i sette candidati, anche Nacaroglu e Valenzano Rossi si sono riferiti al grave episodio capitato nella capitale degli Stati Uniti. «È uno specchio molto preoccupante di quello che possono portare le politiche urlate, anche alle nostre latitudini», ha detto il primo.

Valenzano Rossi: ‘La maggioranza ha instaurato una semi-dittatura’

E a proposito di queste ultime, come già l'anno scorso – quando aveva definito «non all'altezza» di guidare la Città il sindaco Marco Borradori –, anche stasera l'attacco più frontale alla Lega è arrivato dalla capogruppo. «Non è un attacco personale – ha però premesso stavolta –, ma un invito a cambiare le modalità di far politica. L'anno scorso avevo detto che questa Città merita di più, una conduzione diversa. Ebbene, dopo un anno e tutto quel che è successo, ne sono ancora più convinta. La maggioranza ha instaurato una semi-dittatura: o si è con loro o contro di loro. Non c'è rispetto per le istituzioni. Con tutte le proporzioni del caso non vorrei vedessimo le stesse scene capitate negli Stati Uniti». «Ricordiamoci che fra i principi liberali-radicali c'è anche il metodo – ha aggiunto a supporto Viscardi –, quindi anche la critica. È corretto che ci siano e non vengano prese sul personale».

Indignazione per la liquidazione di Lasa

Di segno opposto l'intervento di Fabio Schnellmann: «Vengo tacciato di essere troppo trasversale. Ritengo però che in un periodo di incertezza come questo Lugano abbia bisogno di una squadra coesa, tutti devono remare nella stessa direzione, indipendentemente dalle idee». E di idee e progetti hanno parlato, brevemente tutti. Con passione – e in collegamento da piazza della Riforma – il segretario cantonale Andrea Nava ad esempio ha citato storie personali di cittadini comuni, il vicepresidente sezionale Luca Cattaneo ha ricordato la liquidazione della Lugano Airport Sa dicendosi «indignato» per la gestione della vicenda e sottolineando come proprio quanto accaduto allo scalo abbia fatto tornare in lui la voglia di rimettersi in gioco. Valenzano Rossi ha ricordato poi il fallimento del progetto Mizar e le polemiche sul Polo sportivo e degli eventi (Pse).

Spazio anche per l'autocritica

Ma il Plr luganese, testimone di una sonora sconfitta alle elezioni nazionali del 2019, ha dato ampio spazio anche all'autocritica. Tognola ha definito «non sempre falsa» la nome di partito della casta invitando quindi a tornare al contatto coi cittadini e i problemi concreti, a rimboccarsi le maniche e a mettere da parte polemiche interne e personalismi. «Siamo stati un po' privi, a livello comunale e cantonale, di concretezza e progettualità – l'opinione di Viscardi –. L'attenzione deve rivolgersi anche ai piccoli progetti. Dobbiamo tornare a essere il partito dei cittadini». «Dobbiamo migliorare la comunicazione» secondo Cattaneo, mentre il condiviso messaggio di fiducia è stato ben riassunto da Nacaroglu: «Diamo spazio a chi guarda al futuro e non a chi guarda indietro, a un Ticino che non tornerà più». Chi invece potrebbe tornare, in Municipio, è Roberto Badaracco. Unico municipale uscente del Plr a ripresentarsi, si è manifestato tramite un video saluto che lo ha visto calcare tre luoghi simbolo del suo dicastero: il Lac (per la cultura), piazza della Riforma e piazza Manzoni (per gli eventi) e lo stadio (per lo sport). Proprio il Pse e il Polo congressuale del Campo Marzio sono poi i grossi progetti citati dal municipale pensando alla Lugano di domani.

Fulvio Pelli resta in lizza per il Cc, Ruby Belge no

Questi – Badaracco, Cattaneo, Nacaroglu, Nava, Schnellmann, Valenzano Rossi e Viscardi – quindi i sette nomi per il Municipio, tutti candidati anche al Cc. Di seguito gli altri 50, compreso l'ex presidente nazionale Fulvio Pelli ma senza più il pugile Ruby Belge. Jean Jacques Aeschlimann, Sebastian Amadò, Céline Antonini, Massimo Antonini, Mirko Audemars, Carola Barchi, Daniel Barray, Andrea Baumann, Stefano Bazzi, Valentino Benicchio, Augusto Bernasconi, Mirco Brugnoli, Innocenzo Caizza, Rosa Cappa, Luca Censi, Ornella Chiappini, Mattia Cogliati, Giorgio Edoardo Collia, Andrea Defanti, Morena Ferrari Gamba (uscente), Agustin Gancedo Marsiglia Forni, Daniel Georgis, Tobiolo Gianella (uscente), Tatjana Ibraimovic, Nasib Kucanin, Angelica Londino, Daniele Lardi, Urs Lüchinger (uscente), Franco Maccanelli, Patrick Maggetti, Franco Marinotti, Raffaello Martini, Laura Méar (uscente), Marianna Meyer, Lara Olgiati, Lisa Pantini, Fulvio Pelli, Cristiano Poli Cappelli, Carlo Regondi, Stefania Riggi, Guido Sassi, Andrea Schmid, Petra Schnellmann (uscente), Raffaella Soffiantini, Daniele Stefanini, Margherita Sulmoni, Luisa Tettamanti, Riccardo Togni, Paolo Toscanelli (uscente), Ferruccio Unternährer (uscente).

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Comunali a Lugano, Plr: Ferrari Gamba fuori, Nacaroglu dentro

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