laRegione
il-paradosso-boom-culturale-ma-crisi-della-storia-dell-arte
I membri del comitato dell'associazione. Dall'altro a sinistra, in senso orario: Eduardo Agustoni, Daniele Agostini, Ivano Proserpi, Anastasia Gilardi, Manuela Kahn-Rossi e Laura Damiani Cabrini
ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarnese
7 ore

Brissago, 12 anziani positivi alla Casa San Giorgio

Risultano inoltre contagiati dal coronavirus quattro collaboratori. Le visite sono state sospese e gli ospiti sono in isolamento
Mendrisiotto
8 ore

Chiasso, 'dopo le tessere sconto pensiamo a buoni acquisto'

La proposta, con un'interrogazione al Municipio, è stata formulata da quattro consiglieri comunali del Plr
Bellinzonese
9 ore

Mezzi pubblici: Valle di Blenio più connessa a Biasca

In arrivo due cambiamenti di orario, a dicembre e ad aprile, che garantiranno un servizio migliorato. Ma secondo il direttore delle Autolinee ancora non basta
Luganese
11 ore

Lugano, mense per tutti dopo ben 16 anni

La lunga e travagliata gestazione della mozione raccontata da Cristina Zanini Barzaghi che ricorda la richiesta presentata da tutte le donne del Cc
Bellinzonese
15 ore

Eco-belli, per una Bellinzona più pulita

I dettagli del progetto elaborato da un cittadino e ripreso in una mozione dal consigliere Bang. Obiettivo: contrastare l’abbandono di rifiuti
grafici
Ticino
15 ore

Coronavirus, in Ticino 33 ulteriori ricoveri e un morto

Cresce anche il numero di nuove infezioni: tra ieri e oggi se ne sono registrate 404. Stabile il numero di persone in cure intense
Luganese
20 ore

Una testata come scusa della disobbedienza

Un raduno ‘antagonista’ contro le misure di contenimento del Covid diventa un brutto ricordo per una giovane giornalista
Luganese
20 ore

Pvp di Lugano: fluidificazione riuscita solo in parte

Un anno di sperimentazione delle modifiche al traffico. Col Coronavirus di mezzo
Bellinzonese
20 ore

Nuovo Quartiere Officine, ‘manca una vera progettualità’

Bellinzona: dopo il geografo Torricelli, che sollecita una dibattito sul tema, anche il verde Ronnie David critica i contenuti e teme la speculazione edilizia
Luganese
1 gior

Brucia una cucina, evacuata una palazzina

È successo questa sera a Viganello in via Pedemonte. Si registrano danni ma non feriti
Ticino
1 gior

Covid-19, raduno di protesta finta e testate vere

In piazza Molino Nuovo a Lugano una trentina di persone, di gruppi antagonisti, hanno 'detto la loro' contro le misure del governo
Ticino
1 gior

Tre politici nel comitato dell'Acs

L'assemblea elegge il consigliere nazionale Alex Farinelli, la deputata cantonale Sabrina Gendotti e la consigliera comunale Raide Bassi
Luganese
1 gior

Agno, inquinamento da idrocarburi al vecchio Vedeggio

Alcuni militi della Caserma dei pompieri di Lugano sono intervenuti oggi pomeriggio verso le 15 per arginare la fuoriuscita di carburante
Ticino
1 gior

Coronavirus, annullata l'espoprofessioni prevista a marzo

Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport: in sostituzione della XIV edizione sarà proposto un programma alternativo di eventi
Bellinzona
1 gior

Alleanza alle Comunali: l'Mps c'è, i Verdi ci pensano su

Se da una parta la posizione è chiara, gli ecologisti hanno invece bisogno di altro tempo per riflettere
Bellinzonese
1 gior

La biodiversità della golena da scoprire grazie a un percorso

A Bellinzona il progetto temporaneo invita adulti e bambini a prendersi il tempo per osservare l'ambiente naturale del bosco
Luganese
06.06.2020 - 14:400

Il paradosso: boom culturale, ma crisi della storia dell'arte

Mentre l'offerta si moltiplica ed è sempre più apprezzata, la professione rallenta. Ne abbiamo parlato con la presidente della neonata associazione

Virgilio Gilardoni, Giuseppe Martinola, Piero Bianconi: alcuni degli illustri studiosi ticinesi che hanno lasciato una significativa impronta nella storia dell'arte. Nonostante il glorioso passato, la professione sembrerebbe però attraversare un momento difficile, almeno secondo Laura Damiani Cabrini – presidente dell'Associazione storici dell'arte della Svizzera italiana (Asasi), con sede a Lugano. Di questa crisi e delle finalità della neonata Asasi abbiamo parlato con la professoressa.

Asasi è nata meno di un anno fa, perché la necessità di riunirsi?

Siamo partiti da una constatazione piuttosto semplice, cioè che è il mestiere dello storico dell'arte nella Svizzera italiana ha subito negli ultimi anni una sorta di rallentamento. Fino a un paio di lustri fa, lo sviluppo degli studi di storia dell'arte è andato pari passo con l'evoluzione dei musei sul territorio. Alla fine degli anni Ottanta sono sorti quasi tutti i musei che abbiamo conosciuto e frequentato e che hanno dato un grosso impulso alla ricerca nell'ambito della storia dell'arte. Oggi i musei hanno modificato in parte le loro strategie, facendo meno ricerca e più divulgazione. 

Ed è un male?

Assolutamente no (sorride, ndr). Il problema è che ogni tipo di divulgazione ha alle spalle decenni di ricerche. Senza la spinta di quest'ultimi anche la divulgazione si esaurirà prima o poi. Quello che sappiamo oggi, ad esempio, di Leonardo, grande protagonista di mostre di successo, è frutto di secoli di studio, senza i quali oggi sarebbe uno dei tanti pittori che non si conoscono. E domani forse nascerà un altro Leonardo ma senza la spinta della ricerca, potrebbe non emergere. 

Ecco, appunto, il turismo culturale sta vivendo un ottimo momento...

Infatti è curioso come ci sia, anche in Ticino, da parte del pubblico sempre maggiore attenzione alla cultura, a tutti i livelli. Il numero dei visitatori nei musei è cresciuto in modo esponenziale, le mostre si moltiplicano. E invece l'assunzione di personale qualificato in queste strutture sembra quasi essersi ridotto. Anche il turismo culturale è in espansione ma gli investimenti nella ricerca non sembrano andare di passo.

Come se lo spiega?

La concezione di base che si sta facendo largo un po' in tutti i settori è che un buon manager possa sostituire i professionisti del mestiere. Le competenze vengono messe al margine a favore della vendita del prodotto. Vediamo infatti una fioritura di corsi universitari di management o marketing culturale. Ma l'arte non è un prodotto come un altro e bisogna conoscere ciò di cui si parla.

E quindi c'è necessità di storici dell'arte. Quanti siete in Ticino?

Ne abbiamo contati un'ottantina, attivi tra istituzioni museali, scuole, fondazioni, Usi e Supsi. E poi ci sono naturalmente gli indipendenti. Senza contare gli studenti: le nuove leve faticano a trovare una collocazione. Molti studenti finiscono per rimanere in Svizzera interna oppure tornano ma intraprendono altre professioni.

Concretamente, Asasi cosa potrà fare?

Gli storici dell'arte lavorano perlopiù in solitaria e l'associazione nasce con lo scopo di metterli in rete e soprattutto di incentivare gli studi di storia dell'arte sul nostro territorio. Anni fa si era immaginato in un centro di ricerca sull'emigrazione artistica, ma non se n'è fatto nulla.

Potreste crearlo voi un polo di ricerca?

Sarebbe bello. Vorremmo rinvigorire gli studi di storia dell'arte e gli scambi tra studiosi, con conferenze, convegni, pubblicazioni. Mi piacerebbe si creasse uno spazio di condivisione degli studi in corso per poterli presentare al pubblico, così che possa essere scoperto il 'dietro le quinte' del nostro lavoro, che è poco visibile e conosciuto. Vorremmo allo stesso modo poter condividere anche il nostro materiale di studio. Molti di noi possiedono archivi privati, banche dati fotografiche, che potrebbero essere messi a disposizione di altri studiosi, con la costituzione di una sorta di archivio che altrove non trova spazio. Non è stat ancora individuato un luogo non l'abbiamo ancora individuato, sebbene vi siano delle trattative in corso.

Il potenziale c'è comunque, mi sembra di capire. 

Senza dubbio. Il nostro è un territorio particolare e ricco sotto vari aspetti e i temi sui quali lavorare non mancano. Il discorso in parte è stato e viene approfondito con le ricerche effettuate negli istituti aggregati all'Accademia di architettura di Mendrisio e alla Supsi. Rimangono però ancora scoperti altri aspetti. Il Ticino è stato terra d'emigrazione a tutti i livelli artistici, diventando nell'ultimo secolo luogo d'immigrazione, dando asilo a molti artisti che hanno contribuito alla sua crescita culturale. E poi c'è il discorso dell'italianità degli studi. Siamo eredi di una tradizione culturale, molto tutelata nei due secoli di storia ticinese, in quanto si tratta di una specificità del territorio elvetico. È una ricchezza importante.

Vi siete formati a giugno 2019, presentandovi ufficialmente a novembre, e poi?

Avevamo un programma già stabilito, avremmo dovuto iniziare il 20 marzo con la presentazione di un volume a Carona. Poi naturalmente tutto si è fermato a causa dell'emergenza sanitaria. Oggi stiamo ripensando tutto. È tutto ancora in divenire, ma una data certa c'è: l'assemblea a metà novembre. Chi volesse comunque rimanere informato può leggere la programmazione sul sito asasi.ch o scrivere a info@asasi.ch.

© Regiopress, All rights reserved