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12.03.2019 - 18:03

Bissone: Eolo cos'hai fatto!

Una folata di vento sposta la rotta dell’elicottero che strappa la cuspide di 30 chili dal campanile. Danni ingenti alla chiesa.

di Alfonso Reggiani
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Rescuemedia

«È stata evitata una disgrazia: per fortuna, il pilota dell’elicottero è riuscito a riguadagnare quota dopo aver urtato e strappato la cuspide della chiesa di San Carpoforo. Ha rischiato moltissimo di schiantarsi contro la chiesa o lungo i binari delle Ffs».

Questo il commento del sindaco di Bissone Andrea Incerti in seguito all’incidente che avrebbe potuto finire peggio, molto peggio: «Stamattina, quando sono stato informato, ho pensato fosse uno scherzo, invece era tutto vero». A bocce ferme, si registrano “solo” danni materiali e nessuna vittima.

Oggi non si parlava d’altro in paese. L’incidente è capitato verso le 8. In quel momento un pilota di Eliticino Tarmac stava effettuando voli di trasporto materiale in un cantiere privato nei pressi delle chiesa. Le cause sono in fase di accertamento da parte degli inquirenti della Polizia cantonale. Stando a nostre informazioni, la cuspide e il crocefisso in cima – un metro di altezza in rame, pesante circa 30 chili – non sono precipitati ma sono stati posati a terra dal pilota.

Il velivolo, mentre stava trasportando un mazzo di corde impiegate per imballare il materiale edile è stato investito da una raffica di vento. La folata ha spostato di una trentina di metri la rotta dell’elicottero e una delle funi penzolanti ha avvolto a mo’ di cappio il crocefisso in cima alla cuspide.

L’elicottero procedeva lentamente. Ciò ha evitato danni maggiori all’edificio sacro: il pilota ha infatti subito fermato la macchina in volo stazionario. Nell’impossibilità di poter liberare la fune dall’ostacolo, ha dunque deciso di alzarsi, piano piano, staccando la cuspide. Sempre lentamente, l’ha poi posata accanto alla chiesa, per evitare danni peggiori. Né il pilota, né il personale di volo e nemmeno chi transitava nell'area ha corso pericoli e le distanze di sicurezza dagli edifici erano state rispettate.

Eliticino Tarmac è assicurata e si assumerà i costi di riparazione

È questa, la dinamica che abbiamo ricostruito. Non vi sarà alcuna inchiesta da parte del servizio incidenti dell’Ufac, dal momento che si è trattato di un danno materiale “semplice”comunque notificato, come vuole la prassi. E i danni saranno a carico dell’assicurazione della compagnia (Rc). Danni che sono però più ingenti di quello che si potevano immaginare di primo acchito. Dopo il sopralluogo dei tecnici del Comune, sono infatti emersi tre fori circolari, ciascuno di una grandezza di circa 30 per 30 centimetri sul tetto della chiesa (al campanile e nelle navate centrale e laterale).

I buchi verranno chiusi provvisoriamente con teloni. Sono stati originati dal materiale proveniente dal danneggiamento del campanile, delle cornici e delle tegole. Pure una facciata ha subito danneggiamenti. «Ora, l’urgenza immediata è tuttavia quella di chiudere i buchi – prosegue il sindaco –. Altrimenti, in caso di cattivo tempo, piove dentro e si rovina ulteriormente il patrimonio della chiesa. Nel frattempo, la chiesa è sata chiusa fino a nuovo avviso e le messe verranno celebrate all’oratorio di San Rocco».

L’incidente suona come una beffa per Parrocchia di Bissone: «Proprio lunedì sera il Consiglio parrocchiale, dopo anni di attesa, aveva deliberato i lavori di restauro della chiesa di San Carpoforo. Un voto positivo giunto dopo la conferma dalla Confederazione, dal Cantone e dal Comune dei contributi per cominciare i lavori di miglioria, in particolare del tetto: Ricordo che la chiesa è un bene protetto a livello cantonale. Ha ospitato messe di rilevanza europea come quella celebrata per le Guardie svizzere in Vaticano. Un bene che necessitava da tempo di interventi di miglioria». ci spiega il sindaco Andrea Incerti che è anche presidente del Consiglio parrocchiale di Bissone: «Bisogna ricordarsi che la prima traccia di questa chiesa risale all’anno 1’148, poi venne rimaneggiata nel XI e XII secolo». L’investimento per il restauro, alla luce dei danni di ieri, è difficile da quantificare. Di sicuro lieviterà.

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