Nuovo scritto del Municipio al Consiglio di Stato dopo le recenti predazioni in Valle Osola e non soltanto. Pesantissime le conseguenze per le aziende agricole

Il Municipio di Verzasca deve tornare a chiedere al Consiglio di Stato di fare qualcosa di “rapido e coordinato”, tramite i suoi servizi, per arginare la questione lupo. Questo, dopo le ripetute predazioni di agosto in Valle Osola (Brione Verzasca). Il bilancio di quanto avvenuto fra il 6 e il 14 agosto è di 16 ovini rinvenuti morti e 2 dispersi, per un totale di 18 capi coinvolti. Le predazioni si sono susseguite nelle zone di Pian di Mot, Fusera, Pianesc e Alpe Gemogna, in un comparto territorialmente ristretto e in parte prossimo alle aree abitate e frequentate, ricorda il Municipio in una nota stampa. Sottolineando che “la rapidità degli attacchi sta suscitando forte preoccupazione tra gli allevatori e una crescente apprensione nella popolazione”.
Ulteriori elementi provengono dal monitoraggio locale. Una fototrappola collocata in Valle Osola avrebbe documentato il passaggio contemporaneo di tre lupi, verosimilmente riconducibili al branco “Madom”. Le osservazioni raccolte nel 2026 fanno inoltre ritenere plausibile che il branco abbia spostato più a nord il proprio sito di riproduzione e la relativa area di presenza stabile: mentre nel 2025 il settore di riferimento risultava nella zona della Valle di Mergoscia, gli elementi oggi disponibili fanno ipotizzare uno spostamento nella fascia compresa tra Corippo e la zona di Ganne, sul territorio di Brione Verzasca. Il Municipio chiede che queste indicazioni siano “verificate e oggettivate senza indugio” dal Cantone. L’attenzione non riguarda tuttavia soltanto la Valle Osola. Sul versante opposto della Valle Verzasca sono segnalati movimenti riconducibili al branco “Aspra”, mentre a nord permane l’attenzione per il branco “Lepontino”.
Il Municipio ritiene quindi “indispensabile disporre di un quadro aggiornato e attendibile sul numero effettivo di lupi presenti, sulla composizione dei branchi, sui rispettivi areali, sull’eventuale riproduzione nel 2026 e sulle possibili sovrapposizioni territoriali. L’incertezza attuale non consente infatti alle aziende agricole, alla popolazione e agli enti locali di valutare in modo adeguato l’evoluzione del fenomeno”. Questo ricordando che “le conseguenze per il settore agricolo sono già concrete”. Infatti, “a seguito delle prime predazioni, un agricoltore ha ritenuto necessario scaricare anticipatamente l’Alpe Tenc, in territorio di Brione, a tutela del proprio bestiame. In alta Valle Verzasca operano inoltre diverse aziende agricole professionali per le quali l’estivazione rappresenta una componente essenziale dell’attività e del reddito. In un territorio impervio, nel quale numerosi alpeggi presentano oggettive difficoltà di protezione, un’ulteriore estensione della pressione del lupo potrebbe comportare nuovi scarichi anticipati e rilevanti conseguenze economiche, organizzative e personali, in una stagione già resa particolarmente difficile dalla siccità e dalla disponibilità foraggera”.
Nel nuovo scritto al Consiglio di Stato il Municipio chiede, in particolare, “un monitoraggio rafforzato dell’intero comprensorio verzaschese; la tempestiva attribuzione delle predazioni e, ove necessario, le analisi genetiche; la verifica immediata dei presupposti previsti dalla legislazione federale per misure di regolazione reattiva e, a partire dal 1° settembre, per un’eventuale regolazione proattiva; e l’avvio, se ne ricorrono le condizioni legali, dei necessari passi presso l’Ufam, compresa la valutazione di misure incisive nei confronti del branco responsabile di una situazione di danno grave o di particolare conflittualità”. Inoltre, nella pianificazione cantonale, che “la presenza dei branchi sia gestita in modo sostenibile e proporzionato alle specificità della Valle e alla necessità di garantire la continuità dell’attività alpestre”.
Al governo vengono poi richieste “misure d’emergenza concrete e finanziariamente sostenute a favore delle aziende interessate, nonché un’informazione regolare al Comune sull’evoluzione del monitoraggio e sulle decisioni assunte”. Un punto ritenuto particolarmente importante è “l’organizzazione, in collaborazione con il Municipio, di un incontro informativo pubblico destinato alla popolazione, agli allevatori, ai detentori di animali e agli operatori turistici, nel quale presentare dati aggiornati, misure di prevenzione, comportamenti da adottare in caso di avvistamento, strumenti di sostegno e interventi di regolazione previsti o in esame”.
Il Municipio si dice “consapevole della complessità tecnica e giuridica della gestione del lupo, ma ritiene che la situazione attuale richieda un pronto, deciso e tangibile intervento del Consiglio di Stato. La successione ravvicinata delle predazioni, le difficoltà oggettive di protezione degli alpeggi, l’incertezza sulla consistenza dei branchi e la crescente e diffusa preoccupazione della popolazione impongono risposte chiare e misure concrete”. La tutela del settore agricolo, conclude il Comune di Verzasca, “deve accompagnarsi alla necessità di preservare la serenità, la qualità di vita e la fiducia della popolazione che abita e frequenta la Valle. In assenza di un riscontro tempestivo e di provvedimenti adeguati, il Municipio si riserva di sottoporre la problematica anche alle competenti autorità federali e agli altri organi istituzionali interessati, a tutela del territorio, della sua popolazione e della continuità del settore primario della Valle Verzasca”.