Il Consiglio di Stato ha risposto alla richiesta della Regione Piemonte di aumentare il rilascio d’acqua dal Lago Maggiore per combattere la siccità

Il Consiglio di Stato ha risposto oggi, tramite lettera, alla richiesta ufficiale ricevuta da parte della Regione Piemonte, in riferimento ai bassi livelli idrici del Lago Maggiore, causati delle condizioni meteorologhe di quest’estate (mercoledì mattina a Bellinzona era arrivata la richiesta di aumentare il rilascio d’acqua dai bacini situati a nord del territorio piemontese, così da sostenere il livello del Po e limitare le conseguenze per l’agricoltura). Nella sua lettera, il governo ticinese esprime il proprio accordo di principio sulla necessità di operare in maniera congiunta, nell’interesse del territorio. Per questo motivo, da Palazzo delle Orsoline hanno già preso contatto con gli operatori idroelettrici attivi sul territorio cantonale, informandoli e sensibilizzandoli in merito alla richiesta della Regione Piemonte.
Il Consiglio di Stato sottolinea di aver ha "evidenziato, ad ogni modo, che anche la Svizzera è attualmente confrontata con una situazione di allerta per siccità, a causa delle scarse precipitazioni: lo dimostra il fatto che l’attuale riserva di acqua contenuta nei bacini idroelettrici ticinesi si situa al limite inferiore dei dati registrati negli ultimi 10 anni. Questo stato di cose potrebbe rendere difficile un rilascio di quantitativi di acqua rilevanti, anche per ragioni di tutela della riserva idroelettrica invernale". Il Governo ha tenuto a specificare che "nell’ambito del quadro legale vigente, il Cantone Ticino dispone di un margine di manovra ridotto, in quanto la maggior parte delle acque sottostà a un regime di concessioni attribuite nel secolo scorso a operatori privati con sede oltralpe, nei confronti dei quali il Cantone non ha autorità e ottiene solo a fronte di grande impegno deflussi minimi. Inoltre, vi sono precisi vincoli relativi alla sicurezza dell’approvvigionamento energetico: l’ente cantonale, dotato di autonomia gestionale per parte delle acque, è infatti tenuto per mandato legale a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento energetico".
Il Consiglio di Stato ha inoltre sottolineato l’importanza di approfondire in maniera congiunta la gestione parsimoniosa dell’acqua e l’uso efficiente delle risorse: un tema già seguito dalla Comunità di lavoro della Regio Insubrica. In questo ambito, il governo ticinese ha anche garantito la disponibilità a favore di azioni di supporto qualora la Regione Piemonte fosse confrontata con una situazione di emergenza idrica relativa all’acqua potabile – nello spirito di collaborazione transfrontaliera in materia di assistenza reciproca in caso di emergenze di protezione civile (formalizzata anche nel Protocollo d’intesa tra la Prefettura del Verbano Cusio Ossola e il Cantone Ticino). In questo senso, il Consiglio di Stato ha dato la propria disponibilità nel mettere a disposizione in tempi rapidi un’unità mobile per il trattamento dell'acqua.