La proposta in un'interrogazione interpartitica al Municipio: ‘Occorre creare un ecosistema strutturato, permanente e attivo durante tutto l’anno’

Trasformare il Locarno Film Festival in un motore permanente di innovazione, formazione e sviluppo economico. È la proposta approdata al Municipio di Locarno, sotto forma d'interrogazione. I primi firmatari Vanessa Singy (Plr) e Filippo Beltrametti (Indipendenti), ricordano l’importanza della kermesse cinematografica, che “costituisce una vetrina internazionale di straordinaria importanza per il territorio” e che promuove “diverse iniziative collaterali legate alla formazione, all'innovazione e alle nuove tecnologie audiovisive, sviluppando collaborazioni con Supsi, Usi, BaseCamp, Locarno Pro, Cisa, Film Commission e altri”. Senza dimenticare che “il settore dell’audiovisivo e delle industrie creative sta vivendo una profonda trasformazione legata allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, della realtà virtuale e aumentata, delle tecnologie immersive, del gaming, dello streaming e delle piattaforme digitali”.
Nel testo, sottoscritto pure da altri undici consiglieri comunali di diversi partiti, viene posto l’accento sulle infrastrutture di rilevanza strategica (Palacinema in primis), le competenze accademiche riconosciute e il posizionamento internazionale del Festival: “Ciononostante, a fronte delle numerose dichiarazioni d’intenti formulate negli ultimi anni, si rileva la mancanza di un ecosistema strutturato, permanente e attivo durante tutto l’anno. L’assenza di tale rete limita la capacità del territorio di generare un indotto economico lineare, continuità imprenditoriale e stabilità occupazionale nei settori audiovisivo, creativo e media-tech. Locarno potrebbe aspirare a trasformarsi in un ‘campus europeo dell’audiovisivo’, luogo dove si sviluppano film, si formano nuovi professionisti, si sperimentano nuove tecnologie narrative e spazi di incontro per startup, media e investitori”.
Per gli interroganti la Città può diventare un hub svizzero per il cinema indipendente: “Un ponte tra Milano, Zurigo e il mondo internazionale del festival”, offrendo tutto l’anno occasioni e luoghi di coworking creativo, sale di montaggio e post-produzione, studi podcast/video, mini sound-stage e residenze artistiche. “La sostenibilità e la fattibilità di tale visione a lungo termine sono state recentemente confermate dallo studio ‘Locarno Media City’, redatto dallo Zurich centre for creative economies in seno alla Zurich university of the arts. Il modello d’azione raccomandato prevede l’attivazione di un cluster cinematografico e mediatico basato sull’interconnessione tra sviluppo urbano, ricerca scientifica, formazione e turismo intelligente”.
E ancora: “Alla luce di queste considerazioni, appare opportuno interrogarsi sul potenziale strategico del Festival come motore di crescita permanente per la Città e il territorio circostante, anche in relazione alle opportunità offerte dalla politica locale e dagli strumenti di sostegno federale e cantonali, inclusa la Nuova politica federale regionale (Npr). La rassegna, evolvendo in incubatore permanente, rientra perfettamente nei criteri Npr”. Ciò che permetterebbe di accedere a prestiti agevolati.
Fermo restando che il Festival manterrà la sua indipendenza, l'interrogazione pone una lunga serie di domande al Municipio per chiarire se disponga di una strategia formalizzata o di un piano operativo per valorizzare la rassegna nella direzione auspicata. Ma anche per definire le opportunità e le criticità, per capire quali risultati concreti sono stati raggiunti nell’ambito della piattaforma “Locarno Media City”, quali collaborazioni strutturate esistono tra Città e altri enti attivi nei settori audiovisivi, digitali e creativi. In sostanza, con una lunga serie di quesiti i firmatari si rivolgono all’Esecutivo per capire se, e in che modo, le proposte avanzate siano realizzabili e finanziabili.