Riazzino

Rimpatrio forzato dei Pokerce, ‘serve un atto di umanità’

Interpellanza interpartitica (primo firmatario Maurizio Canetta) chiede al governo ticinese lumi sulle modalità dell'espulsione e sostegno ai due ragazzi

(Ti-Press)
8 maggio 2026
|

L'espulsione dalla Svizzera dei genitori e del fratellino (autistico) di Zelal e Yetka Pokerce, su mandato della SEM, non poteva lasciare indifferente la politica ticinese. È infatti di oggi la notizia di un'interpellanza interpartitica urgente, trasmessa ai servizi del Gran Consiglio per chiedere lumi su quanto sta accadendo in queste frenetiche ore. Presentata dal granconsigliere del Ps Maurizio Canetta e sottoscritta da diversi parlamentari (tra di loro anche esponenti di Plr e Centro), deve la sua urgenza ”allo sviluppo della vicenda con l’espulsione di tre membri della famiglia. I due ragazzi si trovano in una situazione psicologicamente devastante e una risposta è loro dovuta”. Oltre ai ben noti rischi che corrono i genitori dei due giovani curdi in Turchia (proprio di recente la Commissione europea non ha nascosto le sue preoccupazioni riguardo al continuo deterioramento degli standard democratici, dello stato di diritto e del rispetto dei diritti fondamentali) e le modalità di espulsione (intervento mattutino muscoloso della Polizia, imbarco sull’aereo, viaggio sotto scorta, sequestro dei telefonini mobili e assenza di contatto con il resto della famiglia), resta da capire come i due ragazzi, soli in Ticino, potranno ora affrontare il futuro. “Sono come noto in attesa dell'esito del ricorso presentato dalla loro avvocata contro una prima decisione negativa dell’Ufficio della migrazione sull’istanza per riconoscere il caso di rigore”. Il parere del Consiglio di Stato è dunque centrale per aprire la strada alla concessione ai due ragazzi del permesso B di integrazione. La decisione spetta alla Segreteria di Stato per la Migrazione, che ovviamente tiene conto del parere del governo cantonale. I due ragazzi sono perfettamente integrati in Ticino, dove vivono dal 2021. Perfettamente inseriti nella nostra comunità, sostenuti da una petizione, da rappresentanti delle istituzioni e della scuola, potrebbero trovare un prezioso sostegno nella decisione governativa. Alla luce di queste considerazioni, i firmatari chiedono al CdS se è in grado di confermare che nell’operazione di espulsione è stato tenuto in debito conto il fatto che tra gli espulsi c’era un bambino e che il fermo è avvenuto davanti ai due figli maggiori. Per quale motivo sono stati sequestrati i telefonini dei genitori, impedendo ai loro figli di avere contatti in un momento così delicato e difficile. Inoltre se il governo, nel suo preavviso, terrà in considerazione il forte sostegno ai due ragazzi della popolazione, di parte del parlamento e di una sede scolastica. Non da ultimo domandano se vi sono “motivazioni oggettive che ostano a una posizione positiva sulla richiesta per Zelal e Yekta Pokerce, se vi sono altre situazioni simili in corso in Ticino” e se “il governo ritiene sostenibile la posizione della SEM sull’affidabilità della giustizia in Turchia, alla luce delle preoccupate prese di posizione di molte istanze istituzionali”. L'interpellanza auspica dunque un atto di umanità.

Segui laRegione su: WhatsApp oppure Telegram e ricevi ogni mattina le notizie principali