Locarnese

Nel cuore di Locarno vent'anni d'inclusione

Casa Vallemaggia della Pro Infirmis festeggia, con iniziative aperte a tutti, due decenni di attività dedicate alle persone con disabilità

Il Ristorante Vallemaggia
20 marzo 2026
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Casa Vallemaggia di “Pro Infirmis Regione Sud” compie vent'anni. Dal 2006 a oggi, nel cuore di Locarno, la struttura è diventata un punto di riferimento per l’inclusione sociale e professionale delle persone con disabilità. Una realtà unica in Ticino che riunisce sotto lo stesso tetto strutture gastro-sociali, una Scuola di vita autonoma, un Centro diurno e servizi di sostegno educativo a domicilio per giovani e adulti.

Per sottolineare il traguardo, verranno promosse alcune iniziative che permetteranno alla popolazione di incontrare e conoscere le diverse offerte e realtà. La presentazione passerà attraverso una campagna pubblicitaria, ma anche con racconti di vita di chi anima Casa Vallemaggia e con porte aperte. Il momento culminante delle celebrazioni è programmato per sabato 6 giugno, con la festa popolare in piazza San Francesco, in Città Vecchia: «Invitiamo tutta la popolazione a venire a conoscerci, a scoprire i nostri spazi e a condividere questo traguardo con utenti, collaboratori e famiglie – afferma Sarita Capra, responsabile di Casa Vallemaggia –. Vent’anni non sono solo un anniversario: sono un impegno rinnovato a costruire, insieme al territorio, una società più inclusiva. Per noi l’inclusione non è un traguardo da raggiungere né uno slogan da esibire. È un modo di intendere il mondo e di agire dentro di esso. È un cammino lungo, fatto di responsabilità, di standard professionali, di relazioni autentiche e di azioni concrete».

I laboratori gastro-sociali: qualità professionale e inclusione concreta

Il Ristorante Vallemaggia, la buvette presso il Dipartimento formazione e apprendimento (Dfa, Supsi) e il BisPrò al Polo Isolino di Solduno sono esercizi pubblici aperti alla clientela, inseriti nella vita economica e sociale della regione, che intrecciano qualità professionale e dimensione umana e sociale: «Sono luoghi di relazioni, crescita e partecipazione – aggiunge la responsabile –. Sono spazi di lavoro, che vanno oltre l’integrazione. La qualità è un requisito professionale e l’inclusione è un modo di operare ogni giorno. Nei nostri laboratori-gastro lavorano circa 30 collaboratori beneficiari di una rendita d'invalidità, affiancati da operatori sociali e professionisti della ristorazione. Ogni giorno si confrontano con ritmi, esigenze e responsabilità importanti. Collaboriamo con le Scuole speciali e con l’Assicurazione invalidità per percorsi di stage e riqualifica professionale. L’obiettivo è offrire un servizio gastronomico apprezzato dalla clientela e, allo stesso tempo, costruire contesti in cui ciascuno possa esprimere competenze, assumersi responsabilità e trovare il proprio posto nella comunità. L’inclusione non è un risultato da dichiarare, ma una responsabilità da esercitare quotidianamente».