Locarnese

Bilancio partecipato sulla qualità di vita: bene Locarno. Ma anche gli altri

Dai risultati del sondaggio popolare, un buon grado di soddisfazione sia in città, sia nelle località vicine, coinvolte negli scenari aggregativi

La presentazione del capo della Sezione enti locali (Sel) Marzio Della Santa
26 febbraio 2026
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La domanda di partenza era “Come si vive a Locarno?”. Tra settembre e ottobre 2025 la Sezione enti locali (Sel), in collaborazione con la Città, ha sottoposto alla popolazione e alle aziende un sondaggio. Mercoledì sera, 25 febbraio, nella sala al primo piano del Palazzo della Sopracenerina, in Piazza Grande, sono stati presentati i risultati. Al centro di questa fase del “bilancio partecipato” non c'era solo il capoluogo della regione, ma anche i comuni coinvolti nei due scenari aggregativi: Losone, Tenero-Contra, Minusio, Brione sopra Minusio e Orselina.

Per tornare alla questione iniziale, va detto che il grado di soddisfazione dei cittadini (così come degli abitanti delle altre località) per la qualità di vita è risultato complessivamente buono. Con alcune variazioni a dipendenza dei settori. Tuttavia, l'analisi dei dati da parte della Sel, incaricata dell'elaborazione tecnica del progetto, non si è limitata alla percezione soggettiva di chi ha risposto al sondaggio, ma ha preso in considerazione anche i dati oggettivi, legati sostanzialmente alle spese che i Comuni sostengono e ai servizi offerti alla popolazione.

La presentazione è stata curata dal capo della Sel, Marzio Della Santa, e dai suoi collaboratori, Massimo Trobia e Danilo Mattenberger. «Abbiamo scattato un'istantanea della realtà locarnese di oggi – ha affermato Della Santa –. Il livello della qualità di vita è considerato generalmente elevato, pur con la consapevolezza che in futuro dei cambiamenti potrebbero mettere in questione questo risultato. Si tratta quindi di stabilire cosa fare per continuare a contribuire al benessere sostenibile degli individui e delle aziende che risiedono sul territorio. Per quanto riguarda l'aggregazione, bisognerà capire quale scenario può aiutare a raggiungere il risultato voluto». Il tasso di partecipazione al sondaggio è stato del diciassette per cento (2'451 risposte su 14'527 formulari) per le persone fisiche e dell'otto per cento per le aziende. Il grado di soddisfazione a Locarno si situa attorno al 90 per cento, con punte del 94 nelle aree collinari.

Diversi i temi analizzati nel corso della serata: la conciliabilità tra vita privata e vita professionale, la salute e l'ambiente, le relazioni sociali, l'offerta culturale e il tempo libero, e infine la sicurezza. In questi settori, sia a Locarno sia nel resto dell'agglomerato i risultati sono stati lusinghieri. Un dato confermato anche dal punto di vista oggettivo, valutando le spese sostenute dagli enti pubblici e il numero di servizi.

La regione sembra invece perdere punti per quanto riguarda le questioni legate al reddito e alle finanze familiari. Un tema caldo, con dati poco incoraggianti: il 47 per cento degli intervistati fa fatica ad arrivare alla fine del mese; nel caso delle famiglie monoparentali con figli si arriva addirittura al 63 per cento. Anche l'impegno civico e la fiducia nelle istituzioni ottiene esiti poco brillanti. In questo caso il dato che più fa riflettere è quello legato alla fascia d'età: i cittadini che manifestano un maggior disaccordo sono quelli che hanno dai 20 ai 24 anni.

Un accenno, infine, al punto di vista delle aziende. Gli aspetti che risultano positivi sono legati essenzialmente ai trasporti e alla mobilità, come pure ai servizi privati di pubblica utilità (ristorazione, commercio e altri).

Il sindaco Nicola Pini: ‘Assieme si può fare di più’

Ricordiamo che il percorso partecipativo ha come scopo quello di costruire, con la popolazione e i rappresentanti del tessuto economico locale, una visione condivisa per il futuro sviluppo del territorio. Un futuro che potrebbe passare pure da un'aggregazione. In tal senso, nella sua introduzione alla serata, il sindaco di Locarno Nicola Pini è stato esplicito: «Lo studio ci dice cosa va bene e cosa no. Scatta una fotografia di quello che offriamo e ci spiega cosa potremo offrire in futuro. Ora dovremo capire se lavorare con qualcuno o solo con noi stessi e se insieme si può fare meglio. Mi sento di dire che, in ogni caso, assieme si può fare di più».

La città ha già sperimentato il coinvolgimento della popolazione in diverse iniziative chiave, come il Programma d'azione comunale (Pac), il rinnovo dei parchi giochi (sfociato in un investimento di mezzo milione di franchi), le scelte per la rotonda di Piazza Castello (c'era stato un concorso d'architettura e fra poche settimane arriverà il messaggio municipale) e altre orientate alle esigenze dei giovani. Questi processi, ha ribadito Pini, mirano a raccogliere opinioni, idee e critiche direttamente dai cittadini, trasformandole poi in interventi concreti sul territorio. Una delle prossime tappe sarà un workshop, cogestito da Città e Sel, previsto il 6 e il 7 marzo prossimi, con 170 persone invitate: si partirà da un'analisi della realtà di Locarno e dell'agglomerato, per riflettere quindi sui fattori che potranno influenzare la vita nel comprensorio nei prossimi 10-15 anni. L'obiettivo sarà definire, attraverso l'intelligenza collettiva, le azioni per preservare o migliorare la qualità di vita, anticipando i cambiamenti per non farsi trovare impreparati. Una tappa dalla quale potranno scaturire anche indicazioni sui due scenari aggregativi.

Infine, un accenno a una questione sollevata nel corso della discussione seguita alla presentazione delle cifre: quanto il benessere del comprensorio dipende dalle offerte del capoluogo? «Spesso il benessere dei Comuni vicini è determinato dalle offerte erogate dalla città – ha risposto Della Santa –. Attraverso un'aggregazione anche loro dovrebbero assumersi le proprie responsabilità».