Locarno, una mozione elaborata presentata da Michele Martinoni e Barbara Angelini Piva vuole ‘garantire trasparenza, imparzialità e integrità nell'azione’

A stretto giro di posta dopo le rivelazioni de ‘laRegione’ riguardo alle fatturazioni contestate all'interno del Cda della Porto regionale Sa – e dopo l'interrogazione nel merito presentata dalla Sinistra Unita –, escono allo scoperto anche il Plr e il Centro, con una mozione elaborata dal titolo “Rappresentanti e supplenti del Comune in soggetti esterni”, con cui viene proposta “l'introduzione di norme sul divieto di prestazione e sulla collisione di interessi, analoghe alla Loc”.
La premessa dei due firmatari Michele Martinoni (Plr) e Barbara Angelini Piva (il Centro) è che “negli ultimi anni il Comune è sempre più frequentemente parte di enti, società e organismi esterni (enti di diritto pubblico, società anonime, consorzi, associazioni o altre forme organizzative) nei quali è chiamato a designare propri rappresentanti. L'art. 115c disciplina in modo chiaro le modalità di nomina, il rapporto con il Municipio e i criteri di assegnazione dei mandati. Tuttavia, esso non contiene attualmente una disciplina esplicita in materia di divieto di prestazione e collisione di interessi per i rappresentanti comunali operanti in tali soggetti esterni. Questa lacuna può generare incertezze applicative e potenziali situazioni problematiche, segnatamente quando un rappresentante comunale intrattiene rapporti economici o professionali con I'ente in cui opera per conto del Comune, oppure quando si trova a deliberare su questioni che lo riguardano personalmente o che coinvolgono suoi parenti”.
Pertanto, si propone di integrare l'articolo 115c con disposizioni specifiche in materia di “divieto di prestazione nei confronti del soggetto esterno in cui si esercita il mandato di rappresentanza; e collisione di interessi e obbligo di astensione”. Gli obiettivi sono “garantire trasparenza, imparzialità e integrità nell'azione dei rappresentanti comunali; assicurare coerenza sistematica con la Loc, replicando per analogia il regime previsto agli artt. 83, 100 e 101 Loc; tutelare I'interesse pubblico e la credibilità del Comune nei soggetti esterni; e prevenire conflitti di interesse e dotare il Comune di una base normativa chiara e solida”.
La soluzione, precisano i due consiglieri, “non introduce principi nuovi, bensì estende in modo coerente e proporzionato ai rappresentanti in soggetti esterni il medesimo sistema già vigente per i membri del Municipio e si inserisce nel solco di quanto sollevato dall'interpellanza presentata dal gruppo Plr il 7 ottobre 2025, ‘Società partecipate: governance degli enti esterni e rafforzamento del ruolo del Comune?’, che chiedeva un controllo maggiore sulle partecipate da parte del Municipio”.