Locarnese

Calcolo delle abitazioni secondarie a Locarno. Il Ps: ‘Così non va...’

In un'istanza di intervento alla Sezione degli enti locali (Sel) segnalato il Municipio cittadino per ‘irregolarità’

Alloggi di vacanza, per il Ps cittadino i conti non tornano
(Ti-Press)
30 gennaio 2026
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La Sezione di Locarno del Partito socialista (Ps) ha presentato un’istanza d’intervento alla Sezione degli enti locali (Sel), denunciando “la violazione della Legge federale sulle abitazioni secondarie (LASec) da parte del Municipio cittadino”. E questo, come si legge in una nota inviata dalla stessa sezione Ps ai media, “nonostante le irregolarità siano già state portate all’attenzione dell'Esecutivo tramite un’interrogazione datata dicembre 2024 (primo firmatario il consigliere comunale Francesco Albi)”. Un'interrogazione alla quale il Municipio aveva puntualmente risposto circa un mese fa, parlando di una situazione sotto controllo e ribadendo le strategie adottate per limitare l'impatto di una presenza eccessiva di case secondarie e le possibili conseguenze negative.

La Città, si legge ancora nella nota stampa della sezione socialista, “si ostina, in evidente contrasto con la legge e con la circolare pubblicata dalla Sel nell’ottobre 2023, a non computare le unità destinate a locazioni di breve durata, tipo Airbnb, nel calcolo delle residenze secondarie richiesto dalla Confederazione”.

Attualmente, Locarno dichiara una percentuale di abitazioni secondarie pari al 19,7 per cento (dati dell’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, Are, del marzo 2025), appena sotto la soglia critica del 20 per cento per le case di vacanza fissata dalla LASec, in vigore dal 2016. Il dato di Locarno “è però falsato poiché esclude le unità destinate a locazioni brevi, circa 200 alloggi – afferma il Ps –. Applicando il calcolo conforme alla legge, la quota di abitazioni secondarie si attesterebbe a circa il 22 per cento, superando il limite legale e attivando di fatto il divieto di costruzione di nuove abitazioni secondarie”.

La mancata applicazione del divieto “si è tradotta nel rilascio sistematico e prolungato negli ultimi anni di licenze edilizie non conformi al diritto superiore, favorendo in particolar modo i promotori immobiliari a scapito del tessuto abitativo primario”.
In conclusione, il Partito socialista “ribadisce l’urgenza di un approccio politico e pianificatorio più responsabile da parte della Città di Locarno, volto a tutelare il tessuto abitativo primario nei quartieri, garantire alloggi a pigioni accessibili per tutte le fasce della popolazione e ridurre la pressione sugli affitti esercitata dalle abitazioni secondarie”.

Alla Sel viene quindi chiesto di “accertare e constatare la violazione della LASec da parte del Municipio; di ordinare la rettifica del conteggio delle abitazioni secondarie includendo tutte le unità destinate a locazioni turistiche di breve durata; di verificare la legittimità delle autorizzazioni edilizie rilasciate sulla base di conteggi errati e, se necessario, sospenderle o annullarle; di informare le autorità cantonali e federali competenti della vigilanza sull’applicazione della LASec, comunicando l’esito dell’istanza e le misure adottate”.

Il Municipio: ‘Un parere giuridico esterno conferma la nostra prassi’

“Abbiamo preso atto con sorpresa dell’istanza presentata dal Partito socialista, che verrà esaminata e discussa nel corso della prossima seduta di martedì – indica il Municipio –. Riteniamo tuttavia doveroso ribadire che, considerata la complessità e la particolare delicatezza della tematica, abbiamo agito con la dovuta prudenza, avvalendoci di un qualificato parere giuridico esterno. Sulla base di tale parere, abbiamo confermato la nostra prassi, nel pieno rispetto del quadro normativo vigente e senza alcun secondo fine. In questo contesto, appare oggettivamente difficile sostenere che determinati locali possano continuare a essere considerati abitazioni (primarie o secondarie) laddove risulti evidente un utilizzo a scopo commerciale protratto nel tempo, peraltro con autorizzazioni rilasciate dal competente servizio cantonale ai sensi della Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione (Lear) e a seguito di una regolare procedura edilizia volta a concedere il relativo cambiamento di destinazione. In tali circostanze, il superamento del limite dei 90 giorni comporta inevitabilmente la perdita della valenza abitativa a favore di quella commerciale. Proprio in ragione dell’importanza e della sensibilità del tema, la Città ha ritenuto opportuno sottoporlo anche all’attenzione dell’Associazione dei Comuni ticinesi e della Piattaforma di dialogo tra Cantone e Comuni, in modo da favorire un confronto istituzionale costruttivo con l’intento di individuare una prassi comune il più possibile chiara e condivisa”.

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