Dopo il furto degli strumenti (poi restituiti) a novembre, altre tre irruzioni negli spazi dell'istituzione culturale locarnese, l'ultima questo mercoledì

“Qui non ci sono ricchezze, né interessi nascosti, non c’è nulla da conquistare, nulla da sfidare, nulla contro cui ribellarsi. Qui c’è una comunità che prova a fare la sua parte, con semplicità”.
Sono le parole, contenute in una lettera aperta, attraverso le quali il segretario della Musica Cittadina di Locarno, Giuseppe Abbatiello, spera di contribuire a mettere un freno all’ondata di incursioni non gradite nella “casa” di una realtà storica del panorama culturale e sociale locarnese (in particolare con la sua banda e la scuola di musica), violata a più riprese in poco più di due mesi. Il primo (e più significativo) episodio era capitato lo scorso novembre, quando ignoti si erano introdotti all’interno della sede di via delle Aziende a Locarno rubando diversi strumenti (due tromboni, una tuba e un eufonio), prima di restituirli, seppur danneggiati, a seguito dell’appello della stessa istituzione, oltretutto a pochi giorni dal concerto di Gala… “Grazie all’assicurazione e al lavoro di chi li ha riparati, oggi possono di nuovo suonare. E di questo siamo sinceramente riconoscenti”.
Dalla missiva si apprende poi delle successive irruzioni nei locali della Musica Cittadina, ben tre, di cui l’ultima questo mercoledì, da parte di ignoti (che secondo nostre informazioni avrebbero preso di mira anche altri stabili della zona)… “Per quanto abbiamo accertato, senza furti di strumenti ma lasciando vetri e serramenti danneggiati”, specifica Abbatiello, prima di sottolineare come “con questo scritto non intendiamo puntare il dito né alimentare polemiche, ma raccontare chi siamo e cosa rappresenta la Musica Cittadina Locarno: una realtà sociale, volontaria e aperta, che opera da anni al servizio della vita culturale e comunitaria della città. Non è un’istituzione distante, è fatta di persone di età diverse, di volontari che dopo il lavoro o la scuola si ritagliano del tempo per provare, imparare, stare insieme. È un posto dove si cresce, dove si sbaglia, dove si ride, dove si suona anche quando la giornata è stata pesante”.
Un luogo nel quale più che gli oggetti custoditi in sé, sono il loro utilizzo e la loro storia a definirne il valore… “Ci sono strumenti che servono a portare musica nelle piazze, nelle feste, nei momenti importanti della vita collettiva. Ci sono spartiti consumati, sedie spostate mille volte, chiavi passate di mano in mano con fiducia. Per questo quanto accaduto non è stato solo un danno materiale. Ha inciso su uno spazio aperto, sociale e innocuo, che non sottrae nulla a nessuno e che contribuisce, nel suo piccolo, alla coesione e alla vita culturale della città”.
Una missione che non viene di certo messa in discussione da questi episodi, per quanto deplorevoli… “La musica continuerà. Continueremo a provare, a suonare, a esserci. Perché la risposta più forte a ciò che divide resta sempre la stessa: stare insieme”.