Locarnese

Locarno, sempre più persone in assistenza: ‘Maggiore trasparenza, monitoraggio e coordinamento’

Domande (e proposte) al Municipio in un'interrogazione. In Città la spesa sociale è in continua crescita: per il 2026 previsti 1,77 milioni di franchi

Quando l’aiuto dell’ente pubblico è un’ancora di salvezza
(Ti-Press)
27 gennaio 2026
|

Negli ultimi anni la spesa sociale a carico della Città di Locarno è cresciuta in modo significativo: nel preventivo 2026, ad esempio, sono stati inseriti a tale scopo 1,77 milioni di franchi. Di pari passo continua a salire il numero di richieste di assistenza sociale (da parte di singoli e di nuclei familiari) e aumentano i casi di lunga durata. Dati che destano preoccupazione. In particolare, i Consiglieri comunali Mauro Belgeri e Barbara Angelini Piva (e altri quattro cofirmatari, tutti del Centro) hanno depositato un’interrogazione al Municipio, chiedendo “maggiore trasparenza, monitoraggio e coordinamento”.

L'obiettivo, in sostanza, è capire come sono seguiti i casi di lunga durata e come vengono favoriti i percorsi di reinserimento. Ma anche se esistono indicatori per valutare l’efficacia degli interventi e le uscite dall’assistenza, se il carico di lavoro del servizio sociale e degli sportelli Laps (Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali) è sostenibile e se esperienze di altri Comuni potrebbero essere adattate a Locarno.

Viene inoltre chiesto al Municipio se ritiene opportuno un maggiore coinvolgimento politico, ad esempio tramite una commissione consultiva, per migliorare la presa a carico delle situazioni più delicate e garantire un utilizzo responsabile delle risorse pubbliche.

Le cifre (e i costi) verso l'alto

Quest'anno, la Città prevede “contributi al Cantone per I'assistenza sociale” per un importo di 1,77 milioni di franchi, con un aumento di 170mila rispetto al 2025 e di quasi 210mila in confronto ai conti consuntivi del 2024. Il numero di domande evase nel corso del primo semestre 2025, stando ai dati del Municipio, è salito del dieci per cento. Paragonando le cifre dello scorso dicembre a quelle di dodici mesi prima, i beneficiari dell’assistenza sono aumentati del due per cento (più 1,3 per cento i nuclei familiari).

Gli interroganti riassumono così la situazione a Locarno: il numero di richieste di assistenza sociale è significativo, con un impatto crescente sia sul lavoro del servizio Laps, sia sulle finanze comunali: “La presa a carico delle persone in difficoltà richiede un approccio coordinato, trasparente e attento all'evoluzione delle situazioni individuali – si legge ancora nel testo di Belgeri e Angelini Piva –. La gestione delle situazioni di assistenza richiede un equilibrio delicato tra sostegno alle persone in difficoltà e responsabilità nell'utilizzo delle risorse pubbliche; la spesa sociale rappresenta una delle voci più sensibili e in costante aumento, anche a causa di fattori strutturali quali l'aumento del costo della vita e la precarizzazione del mercato del lavoro”.

Esperienze analoghe, come quella introdotta già alcuni anni or sono nel Comune di Cugnasco-Gerra, hanno mostrato che “un coinvolgimento più ampio delle autorità politiche nelle fasi chiave del percorso assistenziale favorisce una maggiore coerenza e un miglior coordinamento istituzionale, con esiti ritenuti positivi in termini di qualità decisionale e accompagnamento delle persone”. Una strategia che “può contribuire a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e a garantire un utilizzo più mirato delle risorse pubbliche”. Infine, “un monitoraggio più attento delle situazioni di lunga durata permette di individuare tempestivamente percorsi di reinserimento, prevenire cronicizzazioni e ridurre, nel medio-lungo periodo, la pressione finanziaria sul Comune”. In altre parole, “un approccio più strutturato e partecipato può contribuire a migliorare la presa a carico delle persone, valorizzando le loro potenzialità e favorendo percorsi di autonomia, ma anche a identificare le cause del rialzo delle richieste”.

Lunga la lista delle domande poste all'Esecutivo. Eccole: “Quali misure sono attualmente adottate dall'ufficio dell'assistenza e sportelli Laps per monitorare i casi di lunga durata e favorire percorsi di reinserimento? Esistono indicatori interni che permettano di valutare l'efficacia degli interventi di sostegno e il tasso di uscita dall'assistenza? Il Municipio ha valutato le esperienze adottate da altri Comuni? Se sì, quali elementi potrebbe replicare nel contesto cittadino? L'attuale carico di lavoro dell'ufficio dell'assistenza e sportelli Laps e conseguentemente dell'ufficio dell'operatore sociale è sostenibile alla luce dell'aumento delle richieste e della complessità dei casi? Un maggiore coinvolgimento politico può migliorare la presa a carico delle diverse situazioni? Se sì, è stata esaminata la possibilità di istituire una commissione consultiva che potrebbe essere composta da capo del Dicastero socialità, capigruppo del Consiglio comunale e capo servizio Laps con il compito di incontrare le persone che richiedono I'assistenza per la prima volta e pure le persone che beneficiano dell'assistenza da almeno un anno, al fine di valutare l'evoluzione del percorso e le prospettive di reinserimento?”.