Domande (e proposte) al Municipio in un'interrogazione. In Città la spesa sociale è in continua crescita: per il 2026 previsti 1,77 milioni di franchi

Negli ultimi anni la spesa sociale a carico della Città di Locarno è cresciuta in modo significativo: nel preventivo 2026, ad esempio, sono stati inseriti a tale scopo 1,77 milioni di franchi. Di pari passo continua a salire il numero di richieste di assistenza sociale (da parte di singoli e di nuclei familiari) e aumentano i casi di lunga durata. Dati che destano preoccupazione. In particolare, i Consiglieri comunali Mauro Belgeri e Barbara Angelini Piva (e altri quattro cofirmatari, tutti del Centro) hanno depositato un’interrogazione al Municipio, chiedendo “maggiore trasparenza, monitoraggio e coordinamento”.
L'obiettivo, in sostanza, è capire come sono seguiti i casi di lunga durata e come vengono favoriti i percorsi di reinserimento. Ma anche se esistono indicatori per valutare l’efficacia degli interventi e le uscite dall’assistenza, se il carico di lavoro del servizio sociale e degli sportelli Laps (Legge sull'armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali) è sostenibile e se esperienze di altri Comuni potrebbero essere adattate a Locarno.
Viene inoltre chiesto al Municipio se ritiene opportuno un maggiore coinvolgimento politico, ad esempio tramite una commissione consultiva, per migliorare la presa a carico delle situazioni più delicate e garantire un utilizzo responsabile delle risorse pubbliche.
Quest'anno, la Città prevede “contributi al Cantone per I'assistenza sociale” per un importo di 1,77 milioni di franchi, con un aumento di 170mila rispetto al 2025 e di quasi 210mila in confronto ai conti consuntivi del 2024. Il numero di domande evase nel corso del primo semestre 2025, stando ai dati del Municipio, è salito del dieci per cento. Paragonando le cifre dello scorso dicembre a quelle di dodici mesi prima, i beneficiari dell’assistenza sono aumentati del due per cento (più 1,3 per cento i nuclei familiari).
Gli interroganti riassumono così la situazione a Locarno: il numero di richieste di assistenza sociale è significativo, con un impatto crescente sia sul lavoro del servizio Laps, sia sulle finanze comunali: “La presa a carico delle persone in difficoltà richiede un approccio coordinato, trasparente e attento all'evoluzione delle situazioni individuali – si legge ancora nel testo di Belgeri e Angelini Piva –. La gestione delle situazioni di assistenza richiede un equilibrio delicato tra sostegno alle persone in difficoltà e responsabilità nell'utilizzo delle risorse pubbliche; la spesa sociale rappresenta una delle voci più sensibili e in costante aumento, anche a causa di fattori strutturali quali l'aumento del costo della vita e la precarizzazione del mercato del lavoro”.
Esperienze analoghe, come quella introdotta già alcuni anni or sono nel Comune di Cugnasco-Gerra, hanno mostrato che “un coinvolgimento più ampio delle autorità politiche nelle fasi chiave del percorso assistenziale favorisce una maggiore coerenza e un miglior coordinamento istituzionale, con esiti ritenuti positivi in termini di qualità decisionale e accompagnamento delle persone”. Una strategia che “può contribuire a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e a garantire un utilizzo più mirato delle risorse pubbliche”. Infine, “un monitoraggio più attento delle situazioni di lunga durata permette di individuare tempestivamente percorsi di reinserimento, prevenire cronicizzazioni e ridurre, nel medio-lungo periodo, la pressione finanziaria sul Comune”. In altre parole, “un approccio più strutturato e partecipato può contribuire a migliorare la presa a carico delle persone, valorizzando le loro potenzialità e favorendo percorsi di autonomia, ma anche a identificare le cause del rialzo delle richieste”.
Lunga la lista delle domande poste all'Esecutivo. Eccole: “Quali misure sono attualmente adottate dall'ufficio dell'assistenza e sportelli Laps per monitorare i casi di lunga durata e favorire percorsi di reinserimento? Esistono indicatori interni che permettano di valutare l'efficacia degli interventi di sostegno e il tasso di uscita dall'assistenza? Il Municipio ha valutato le esperienze adottate da altri Comuni? Se sì, quali elementi potrebbe replicare nel contesto cittadino? L'attuale carico di lavoro dell'ufficio dell'assistenza e sportelli Laps e conseguentemente dell'ufficio dell'operatore sociale è sostenibile alla luce dell'aumento delle richieste e della complessità dei casi? Un maggiore coinvolgimento politico può migliorare la presa a carico delle diverse situazioni? Se sì, è stata esaminata la possibilità di istituire una commissione consultiva che potrebbe essere composta da capo del Dicastero socialità, capigruppo del Consiglio comunale e capo servizio Laps con il compito di incontrare le persone che richiedono I'assistenza per la prima volta e pure le persone che beneficiano dell'assistenza da almeno un anno, al fine di valutare l'evoluzione del percorso e le prospettive di reinserimento?”.