Una lettera da chi, nel 2024, aveva affrontato la morte e la distruzione di un'alluvione: ‘Non siete soli. Il vostro dolore è anche il nostro’

Fratellanza, stima e solidarietà. I pompieri di Lavizzara, che nell'estate del 2024 avevano vissuto la terribile alluvione (le vittime furono otto), esprimono la loro vicinanza ai colleghi di Crans-Montana. Colleghi che nelle prime ore del 2026 si sono trovati in prima linea al bar “Le Constellation”, dove 40 persone (la metà minorenni) sono morte in un incendio e 116 sono rimaste ferite.
La lettera, inviata nei giorni scorsi, è toccante. I pompieri del Comune dell'Alta Vallemaggia si rivolgono dapprima al comandante del Corpo della località vallesana: “Abbiamo letto con profonda commozione le sue parole e il racconto di quella notte, che ha segnato per sempre le vittime, le loro famiglie e anche voi, che siete intervenuti per fare tutto ciò che era umanamente possibile. Le immagini che descrive, il caos, le persone ferite, il senso di impotenza di fronte a una tragedia improvvisa e devastante risuonano fortemente anche in noi. Nel 2024 l'alluvione che ha colpito la nostra regione ha portato morte e distruzione, travolgendo il nostro territorio e colpendo duramente anche il Corpo pompieri Lavizzara. In quei momenti, mentre la furia della natura operava i suoi disastri, anche noi ci siamo sentiti impotenti. È una ferita difficile da spiegare, ma che chi indossa questa uniforme conosce bene. Le sue parole ‘nessuno era pronto per una cosa del genere’ esprimono una verità profonda. Dietro a ogni intervento ci sono donne e uomini, spesso volontari, che scelgono di esserci non perché siano invincibili, ma perché credono nel valore dell'aiuto, del servizio e della responsabilità verso gli altri. Sappiamo quanto possa essere gravoso il peso che resta dopo. I dubbi, la stanchezza, il domandarsi se si avrà ancora la forza di continuare. Anche tra le nostre fila molti sono rimasti segnati, qualcuno ha vacillato, qualcuno ha pensato di fermarsi. Non è debolezza: è umanità”.
Il messaggio è destinato a tutti i pompieri di Crans-Montana: “Proprio nel momento più buio, abbiamo scoperto, come lo state scoprendo pure voi, la forza della grande famiglia dei soccorritori. La solidarietà tra corpi, il sostegno reciproco, la presenza silenziosa ma concreta di chi capisce senza il bisogno di spiegazioni. È questo che ci ha permesso di rialzarci, seppure profondamente segnati. Oggi vi scriviamo per dirvi che non siete soli. Il vostro dolore, i vostri dubbi, il vostro coraggio sono anche i nostri. Continuare non significa dimenticare, né negare ciò che è stato. Continuare significa onorare chi ha sofferto, chi ha perso la vita e anche chi ha dato tutto sé stesso quella notte. Il vostro territorio ha bisogno di voi, ma prima ancora voi avete il diritto di prendervi cura di voi stessi, come comunità e come persone”.
Nelle ultime righe il Corpo pompieri di Lavizzara esprime “sincera solidarietà, rispetto e incoraggiamento a non mollare. Guardiamo avanti insieme, a testa alta, consapevoli che la nostra missione è difficile, ma profondamente necessaria. Con stima e fratellanza”.