Per allacciare il Palexpo Fevi, la Città prevede una spesa di quasi 400mila franchi. Mentre la Calore Sa si espande verso il quartiere Rusca-Saleggi

Allacciare lo stabile Palexpo Fevi alla centrale di teleriscaldamento del quartiere Morettina di proprietà della Calore Sa, sostituendo gli impianti presenti nel locale tecnico, gli “aerotermi” del salone e trasformando lo spazio che contiene la cisterna dell’olio combustibile in un deposito. Il tutto per una spesa globale di 391mila franchi (dedotti i sussidi il costo netto sarà di circa 350mila franchi).
La proposta arriva dal Municipio cittadino, che sottoporrà la richiesta di credito al Consiglio comunale. L'idea s'inserisce in un concetto più vasto, con diversi edifici pubblici collegati alla stessa rete, nell'ambito di un volontà dichiarata di rispetto dell'ambiente tramite l'utilizzo di fonti rinnovabili.
“La Calore Sa è stata fondata dall’Azienda elettrica ticinese (Aet) e dalla Società elettrica sopracenerina (Ses) con l’obiettivo di promuovere la tecnologia del teleriscaldamento in Ticino – ricorda l'Esecutivo nel messaggio che accompagna la richiesta di credito –. La centrale di quartiere della Morettina, a Locarno, è entrata in funzione nel 1997”. Il sistema prevede la distribuzione di calore prodotto da una centrale termica a più edifici situati all’interno di un medesimo quartiere. Il calore viene trasferito alle utenze tramite acqua calda, che circola in condotte isolate e interrate: uno scambiatore, che va a sostituire il tradizionale bruciatore, lo prende e lo immette nei circuiti dell'edificio, sia per scaldare gli ambienti sia per la produzione di acqua sanitaria. Solitamente il sistema di distribuzione interno (radiatori, serpentine e altri) rimane invariato.
“Nel 2019 la centrale della Morettina è stata oggetto di un importante intervento di rinnovo e potenziamento che ha permesso di incrementare ulteriormente la quota di energia prodotta – ricorda ancora il Municipio –. Attualmente alla rete sono collegati diversi stabili comunali: Centro dei servizi di pronto intervento, le scuole dell’infanzia ed elementari dei Saleggi”.
Con il progetto Verbano 2030, la Calore Sa intende ampliare l’offerta di teleriscaldamento nel territorio di Locarno: “La prima fase del progetto, attualmente in esecuzione, prevede la realizzazione di una nuova rete di teleriscaldamento nel quartiere Rusca-Saleggi, dotata di una centrale termica dedicata”, si legge ancora nel messaggio municipale.
Tornando al Palexpo Fevi, l'autorità cittadina ricorda che attualmente l’impianto di riscaldamento è alimentato con olio combustibile: “Nel mese di gennaio dello scorso anno, la caldaia, installata nel 1987, ha subìto un guasto impossibile da riparare. Per garantire il regolare svolgimento delle attività e degli eventi programmati, nonché assicurare il riscaldamento nei mesi più freddi, è stata tempestivamente installata una caldaia esterna provvisoria. Considerata la notevole estensione dello stabile e la complessità dell’impianto termico, il Municipio ha ritenuto opportuno incaricare uno studio tecnico esterno per l’analisi e la valutazione delle possibili soluzioni”. Un'analisi che ha portato a scegliere la soluzione più efficiente sotto il profilo tecnico, ambientale ed economico: l'allacciamento alla rete di teleriscaldamento.
“Determinanti per la scelta sono stati i costi iniziali contenuti, i tempi di installazione ridotti e l’eliminazione di qualsiasi spesa futura legata alla manutenzione o alla sostituzione dell’impianto. Particolarmente rilevante è anche la limitata necessità di spazi per l’installazione, che permette, a differenza delle altre soluzioni, di recuperare superficie utile all’interno del locale tecnico”. Senza dimenticare la flessibilità: “Una volta ampliati gli spazi del Palexpo e risanati dal profilo energetico, la produzione del calore sarà in linea con le attuali normative e non necessiterà di ulteriori sviluppi dell’impianto”.
Nella richiesta di credito sono incluse anche le opere collaterali. In particolare, l’intervento prevede la sostituzione del sistema di regolazione, delle condotte, degli scaldaacqua, del quadro elettrico del locale tecnico e degli “aerotermi”, gli otto apparecchi agganciati al soffitto, con i bocchettoni che immettono aria all'interno del salone principale. Un salone con una superficie di 2'100 metri quadri, per un volume di oltre 26mila metri cubi, e che ospita tutti gli anni diversi eventi e manifestazioni.
Con lo smantellamento dell’impianto, l’attuale locale della cisterna potrà essere riconvertito e usato come deposito (la superficie è di circa 20 metri quadrati); un'opzione già prevista nell'investimento globale (rimozione del serbatoio e opere per rendere lo spazio idoneo al nuovo utilizzo).
Contemporaneamente alla richiesta di credito, il Municipio ha avviato la procedura edilizia. Dopo l’approvazione definitiva da parte del Consiglio comunale e il rilascio della licenza, verranno avviati i lavori, probabilmente già nel corso della prossima primavera: “L’obiettivo è concludere le opere entro l’estate del 2026, in modo da rendere disponibili il nuovo impianto di riscaldamento e il locale magazzino riconvertito in tempo per l’autunno dello stesso anno”.