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13.05.2022 - 16:07
Aggiornamento: 17:31

‘Non è politica, è ostruzionismo e non possiamo accettarlo’

Nella serata di Marco Pellegrini alla presidenza sezionale, Giuseppe Cotti duro con Verdi e Ps per i ricorsi contro le decisioni del legislativo

Nella serata della scontata nomina di Marco Pellegrini alla presidenza della sezione Ppd di Locarno è arrivata la bordata del municipale Giuseppe Cotti, unico superstite del partito nella stanza dei bottoni di Palazzo Marcacci dopo l’abbandono, alla scadenza della scorsa legislatura, di Paolo Caroni. Il nuovo vicesindaco ha infatti premesso che «bisogna ricominciare a parlare apertamente di quello che facciamo e bisogna anche dire, forte e chiaro, quello che non va bene. Perché non tutto va bene. Io ho un obbligo istituzionale e collegiale e mi attengo a questa regola. Ma posso dire che non tutto va bene».

Poi l’affondo: «Non possiamo più accettare che alcune forze politiche in Città portino avanti una politica paralizzante sulla progettualità. È legittimo dibattere in Consiglio comunale e in Municipio, e va benissimo chiamare alle urne i cittadini. Non è però più politica quella che regolarmente ricorre ai tribunali per ostacolare i progetti democraticamente approvati». Il riferimento, poi esplicitato, era doppio: «Al ricorso sostenuto dai Verdi sulla variante di Piano regolatore per realizzare un autosilo in Città Vecchia, autosilo che permetterebbe di riqualificare l’intero comparto e di fare rivivere i commerci»; ma anche «al ricorso del Partito socialista, l’ultimo di una lunga serie, sul recente credito quadro votato dal Consiglio comunale per risanare gli immobili comunali. Questa non è più politica: questo è ostruzionismo e non possiamo accettarlo».

Del ricorso socialista sul credito quadro ancora non si aveva notizia. Pier Mellini, capogruppo in Consiglio comunale, raggiunto dalla ‘Regione’ lo conferma: «Non si tratta di ostruzionismo, ma di guardare alla politica con chiarezza. Il credito quadro per gli immobili comunali come concetto va benissimo, ma non va assolutamente bene il modo in cui è stato presentato nel messaggio. È necessario specificare ciò che è miglioria e ciò che è risanamento. Una distinzione oggi inesistente, piaccia a no. Il ricorso ci sta dunque tutto».

E su questo genere di arena politica torna dunque ad affacciarsi Marco Pellegrini, municipale dal 2000 al 2008 e prima ancora consigliere comunale. Nel suo intervento Pellegrini ha detto di aver accettato il cimento «perché mi piacciono le sfide e mi stimolano a fare sempre meglio per un partito, il nostro, che oggi ha bisogno di un cambiamento». Un partito, ha proseguito, che «non merita di essere nella posizione attuale con una sola rappresentanza in Municipio. Comunque, se oggi siamo in questa situazione, tutti assieme dobbiamo fare autocritica e riconoscere gli errori commessi». Il neopresidente sezionale ha riconosciuto di non sapere «se riusciremo a riprendere il seggio perso, ma perlomeno tutti devono crederci ed è necessario riattivare in noi quella sana competizione e stimolo affinché ritorni l’orgoglio di essere Ppd. L’obiettivo sarà quello di costruire una squadra per arrivare all’appuntamento elettorale per riconquistare il seggio e per questo le parole chiave sono "crederci" e "lavorare"».

Pellegrini per il Municipio? ‘Mi stimola’

Una squadra di cui, ci ha confidato in seguito Pellegrini, potrebbe far parte egli stesso come candidato al Municipio. «Non nascondo che l’appetito vien mangiando. Mi sono rimesso in gioco come presidente sezionale e l’ipotesi di un ritorno in Municipio per contribuire a riconquistare il secondo seggio mi stimola parecchio».

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