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Il traffico spesso congestionato sulla Cadenazzo-Quartino
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07.03.2022 - 17:33
Aggiornamento: 18:01

Semafori sul Piano, la ‘non risposta’ di Simonetta Sommaruga

Piero Marchesi chiedeva se Ustra volesse far rientrare dalla finestra ciò che la popolazione ticinese aveva buttato fuori dalla porta alle urne

Sì all’«implementazione di un sistema di gestione del traffico» sulla Cadenazzo-Quartino perché «si distanzia in modo sostanziale dal progetto proposto a suo tempo dal Cantone Ticino». Di conseguenza, il Consiglio federale «non ritiene di poterlo considerare in netto contrasto con la decisione precedente del popolo ticinese».

Non contribuisce a fare molta chiarezza sulle prospettive d’intervento federali in materia stradale sul Piano di Magadino, la risposta data oggi dalla direttrice del Datec Simonetta Sommaruga al consigliere nazionale Udc Piero Marchesi. Questi, come poi anche il Ppd distrettuale locarnese, si era detto contrariato dall’idea che, nonostante la netta bocciatura popolare ticinese del progetto semaforico votato a fine 2018 dal Gran Consiglio, Berna tornasse alla carica con una sorta di variabile a quello stesso progetto. E aveva così interrogato la consigliera federale. Che nella risposta – consegnata in forma scritta – lascia dunque intendere che sì, Ustra (proprietaria dell’arteria dal 2020) è intenzionata a implementare un sistema di gestione del traffico, ma che esso sarà sostanzialmente diverso da quello a suo tempo portato avanti dal Dipartimento del territorio, votato due volte dal parlamento (giugno e dicembre 2018) e infine sonoramente bocciato dalla popolazione ticinese alle urne, con 71mila voti contrari contro 21mila favorevoli. Il progetto del Cantone prevedeva la sostituzione con semafori "intelligenti" delle rotonde situate a Quartino in zona Luserte, a Contone ovest e a Contone est, nonché il prolungamento dell’attuale fascia multiservizi ("corsia rossa") e l’introduzione di altri due semafori a Cadenazzo. L’obiettivo dei progettisti era creare un’onda verde che consentisse maggiore fluidità al traffico, senza penalizzare gli accessi laterali. La previsione era di così ridurre da 30 a 20 minuti la percorrenza fra Locarno e Bellinzona e da 30 a 15 minuti quella in direzione opposta.

Tredicimila firme e alle urne il 73% di ‘no’

Contro quel progetto – approvato appunto in seconda battuta dal parlamento, visto che nella prima i contrari non avevano raggiunto la maggioranza qualificata necessaria – era stato costituito un comitato interpartitico denominato "Basta sprechi: no ai semafori sul Piano di Magadino". Rappresentato da Marco Passalia (Ppd), Bruno Storni (Ps), Roberta Passardi (Plr) e Cleto Ferrari (ex Lega dei Ticinesi), era riuscito in poco tempo a raccogliere 13mila 164 firme quando ne sarebbero servite soltanto 7’000. La valanga di sottoscrizioni consegnata il 1° febbraio del 2019 alla Cancelleria dello Stato si sarebbe poi in pratica specchiata nel risultato della votazione popolare: 73,1 per cento di "no" ai semafori sul Piano al posto delle rotonde.

Ora, stando a quanto pubblicato a gennaio dalla rivista Touring del Tcs, Ustra interverrà sulla strada che taglia il Piano con "un nuovo sistema intelligente di autoregolazione del traffico temporaneo". Sarà un sistema "per gestire adeguatamente le esigenze regionali di viabilità tra Bellinzona e Locarno durante i prossimi 20-25 anni", come dichiarato dal capo filiale Ustra Marco Fioroni. In concreto, si parla di un nuovo impianto semaforico di gestione (con sette elementi) "basato sull’autoregolazione, adeguando in tempo reale la gestione dei nodi all’effettiva domanda": grazie al rilevamento istantaneo dei movimenti veicolari (tramite videocamere, sensori, eccetera), il sistema sarà in grado di attribuire priorità e durata di passaggio di ogni veicolo. Si tratta, aveva detto Fioroni, di una "metodica che riduce al minimo i tempi di attesa e il numero i veicoli che devono fermarsi o aspettare al semaforo".

Probabilmente basandosi su questa spiegazione, Marchesi aveva reagito ricordando che nel maggio del ’19 il popolo ticinese aveva bocciato il credito di 3,3 milioni "per l’installazione di semafori lungo la strada cantonale Cadenazzo-Quartino". Ciononostante, Ustra sembra rimanere su questo terreno. La domanda al governo era se ciò non fosse "in contrasto con la chiara e legittima decisione del popolo ticinese". Affatto, ha dunque risposto la ministra socialista.

Marchesi scandalizzato: ‘Rifarò la stessa domanda’

Per Piero Marchesi si tratta di «una risposta scandalosa. Per nulla chiara. Una non risposta alla mia domanda precisa». Il consigliere nazionale dell’Udc non lesina dunque le critiche a un Consiglio federale considerato non esaustivo nella sua spiegazione. Anzi. Dal testo (assai farraginoso), secondo l’interessato, «non si capisce cosa stia dietro quell’"implementazione di un sistema di gestione del traffico": semafori? Rotonde? Avrebbero dovuto specificare di cosa, esattamente, si tratta e non rimanere sul vago». Il deputato ticinese a Berna assicura che ripresenterà lunedì prossimo la stessa domanda, «esigendo stavolta una risposta trasparente e precisa. In aggiunta chiederò pure se il Consiglio di Stato ticinese sia già stato contattato e informato al riguardo».

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