ULTIME NOTIZIE Cantone
Locarno
5 ore

Originalità e ambizione: la Cultura è in due parole

Direzione dei Servizi, con il bando uscito ieri la Città di Locarno cerca una figura in grado di ridisegnare l’intera struttura
Ticino
7 ore

Mafie in Ticino: ‘Tanti i progetti, ma sono davvero operativi?’

A chiederlo è il deputato Quadranti (Plr) sentito in audizione dalla Commissione giustizia e diritti in quanto non soddisfatto delle risposte del governo
Mendrisiotto
7 ore

Aim di Mendrisio, crediti quadro più ‘trasparenti e oculati’

La Commissione della gestione richiama le Aziende sull’uso di questo strumento finanziario. E smagrisce l’investimento richiesto di quasi 2 milioni
Bellinzonese
8 ore

Giardinieri multati a Bellinzona, ‘le regole sono chiare’

Consegna del verde agli ecocentri, il Municipio replica alle critiche e ammette però la presenza di eccezioni: ‘Solo se accompagnati dai proprietari’
Locarnese
8 ore

Ginecologia e ostetricia, si valuta la collaborazione

Nel Locarnese approfondimenti in corso: nascite alla Carità e ginecologia operatoria alla Santa Chiara
Mendrisiotto
8 ore

‘Goccia a goccia’, i primi vent’anni di Espérance Acti

Il documentario che testimonia l’attività dell’associazione di Balerna verrà presentato il 14 e 15 ottobre alla Torre dei Forni
Luganese
8 ore

Campo Marzio nord di Lugano, avviato l’iter senza variante di Pr

Polo turistico e congressuale: il Municipio chiede 306’000 franchi e la revoca della modifica pianificatoria votata dal Consiglio comunale nel 2017
Bellinzonese
8 ore

Pecore moribonde: ‘Chi avrebbe dovuto tutelare la loro salute?’

I Verdi (primo firmatario Marco Noi) interrogano il Consiglio di Stato in merito al gregge abbandonato a se stesso in zona diga del Lucendro
Locarnese
9 ore

Da ‘Stranociada a Strarisotada’, sempre di successo si tratta

Lasciata alle spalle (si spera) la pandemia, archiviata un’edizione 2022 gettonatissima dalla popolazione, si prepara il futuro dell’evento
Luganese
9 ore

Lugano, lotta alla povertà in tempi di crisi

Simposio con la Federazione delle Ong della Svizzera italiana sabato 22 ottobre nell’auditorio dell’Usi
Luganese
9 ore

Lugano, condividere e conoscere per progettare insieme

Il 25 ottobre al Palazzo dei Congressi un incontro promosso da Autismo Svizzera italiana e Fondazione Ares
Luganese
9 ore

Alambicco in funzione nel nucleo di Astano

La tradizionale sagra sarà proposta sabato 8 ottobre. Ad animare la giornata anche bancarelle, una mostra e l’alambicco in funzione
Locarnese
9 ore

Locarno, incontro in mediateca

Il primo del nuovo ciclo dedicato all’inconoscibilità. Relatore: il filosofo Raffele Scolari
Mendrisiotto
10 ore

Razzismo e social media, tavola rotonda a Mendrisio

Alla Filanda un laboratorio di discussione per produrre nuove riflessioni che contribuiscano allo sviluppo della lotta al razzismo in rete in Ticino
Luganese
10 ore

All’Open di Lugano vince l’ucraino Li Min Peng

Scacchi protagonisti all’hotel Villa Sassa con la quindicesima edizione del torneo internazionale e della competizione under 16
Luganese
10 ore

I Mondiali a Lugano saranno al Centro esposizioni

Pubblicato il bando per organizzare la visione delle partite. Possono annunciarsi esercizi pubblici, associazioni e gruppi con sede in città
Ticino
10 ore

Un’Agorà per conoscere otto ‘progetti a impatto’

Appuntamento per sabato 15 ottobre a Lugano, ai cittadini sarà chiesto di esprimersi su ‘progetti imprenditoriali a impatto e d’innovazione sociale’
Bellinzonese
10 ore

Il teatro di Igor Mamlenkov a Ponto Valentino

Sabato 8 ottobre alle 16.30 nel salone della frazione di Acquarossa andrà in scena lo spettacolo ‘Kto Ta? Chi c’è?’
Bellinzonese
10 ore

Bellinzona, Caffè narrativo e Notte dei pupazzi con BiblioBaobab

Mercoledì 5 ottobre dalle 16 alle 18 un momento di racconto attorno al tema del viaggio, venerdì 7 e sabato 8 ottobre doppio momento dedicato ai bambini
Luganese
11 ore

Paradiso accoglie i suoi diciottenni

Il Municipio ha incontrato i quattro ragazzi e le tre ragazze che hanno raggiunto la maggiore età
Mendrisiotto
11 ore

Mendrisio, il burraco sostiene il calcio femminile

La prima edizione del ‘Cartamante’ organizzato dal Lyons Club Monteceneri si è svolta a LaFilanda
Bellinzonese
11 ore

Apre l’alambicco di Monte Carasso

Il locale sarà disponibile da lunedì 17 ottobre fino al 28 gennaio (eccetto durante le vacanze natalizie, dal 17 dicembre all’8 gennaio)
Luganese
11 ore

Viganello, cerimonia di consegna del premio Americo Caratti

Nel giugno scorso Lorenzo Masiero e Alessandra Mocellin hanno conseguito la miglior licenza di scuola media
Bellinzonese
11 ore

Bellinzona, corso di carboncino con Pro Senectute

Dal 4 ottobre al 20 dicembre, ogni martedì dalle 14 alle 16 al Centro diurno socioassistenziale ‘La Turrita’
31.01.2022 - 11:08
Aggiornamento: 16:07

Incendio nel Gambarogno, si teme il vento tempestoso

Lo spegnimento prosegue, a preoccupare i pompieri le raffiche annunciate. Nella lotta alle fiamme decisive si dimostrano le vasche in quota

incendio-nel-gambarogno-si-teme-il-vento-tempestoso
Ti-Press
Uomini ed elicotteri impegnati sul fronte dell’incendio da stamattina
+1

«Ne avremo ancora per un po’. Non siamo nella fase risolutiva dello spegnimento dell’incendio». Così il comandante del Corpo pompieri di Bellinzona Samuele Barenco (nonché coordinatore delle operazioni) interpellato in merito al vasto incendio che da domenica mattina alle 4 sta consumando ettari di vegetazione e che sta tenendo col naso all’insù la popolazione, che scruta verso la montagna con la speranza di non vedere più quella preoccupante e densa colonna di fumo salire verso il cielo.

«L’incendio durante la notte si è sviluppato parecchio. La zona interessata – ricorda – va dal Monte Gambarogno fino, scendendo a sud, all’abitato della frazione di Indemini – specifica il comandante –. Si tratta di una superficie molto, molto importante, per il momento non ancora quantificata con precisione. Il fronte del fuoco che stiamo gestendo però misura oltre due chilometri», stima. Focolai che camminano in modo imprevedibile, un’avanzata che «dipende anche molto dalla vegetazione, con cui il fuoco assume “forme” differenti», precisa.

L’operazione di spegnimento è ripresa questa mattina («sta procedendo bene») con pompieri appartenenti ai Corpi di Gambarogno e Bellinzona impegnati a «lavorare sui fianchi del rogo, affinché si possa arginare e contenere lo sviluppo del fuoco, proteggendo la strada e l’abitato di Indemini (da cui ieri sono state evacuate alcune persone). Fortunatamente per il momento c’è poco vento e riusciamo ad agire con efficacia. Tuttavia, le previsioni meteorologiche annunciano forti raffiche di vento tempestoso da nord dopo mezzogiorno. La situazione cambierà in modo importante. Per noi diventerà tutto più complicato», dice con un certo sconforto.

«Siamo preoccupati dall’aumento del vento – ribadisce quindi –. Per il momento continuiamo a operare per frenare le fiamme. Più tardi, bisognerà capire come adeguare la nostra tattica d’intervento e far fronte alle prospettate raffiche ventose».

Finora le persone sfollate sono 45 (13 persone nelle frazioni di Ri, Pezze e Boè e 32 da Indemini), l’evacuazione si è resa necessaria a causa del denso e acre fumo liberato dalla combustione. Coloro che non hanno trovato rifugio presso i familiari o conoscenti, sono stati accolti nei locali della Protezione civile di Quartino. Altri residenti non domiciliati hanno fatto rientro alle loro dimore d’Oltralpe.

V’è un precedente non così lontano nel tempo: nel 1981 un violento incendio interessò la stessa area. Le fiamme consumarono i boschi da Neggia al Lago Delio, e fu proprio oltre confine che originò il rogo.

All’intervento – oltre ai pompieri dei Corpi di Gambarogno e Bellinzona, ai militi della Protezione civile – da ieri ha preso parte all’operazione anche l’esercito svizzero con tre elicotteri Superpuma.

L’importanza delle vasche in quota per una lotta diretta efficace

Nel piano di contrasto degli incendi boschivi, la duplice funzione dell’uso dell’elicottero si traduce nell’opera di attacco diretto con l’uso delle benne (le note “bambi bucket”) e attraverso la cooperazione con i mezzi terrestri impegnati in prima linea, mediante la fornitura di riserva idrica nelle apposite vasche dalle quali poi avviene il prelievo tramite motopompe. La presenza in quota di grandi vasche, dalla capacità di 50-60 metri cubi è diventata, negli ultimi tempi, sempre più determinante per una lotta efficace e tempestiva.

Alain Zamboni, comandante dei Civici pompieri di Locarno sottolinea l’importanza di simili strutture soprattutto nella fase iniziale dell’incendio: «Si tratta di risorse che possono essere decisive nelle prime ore di lotta alle fiamme. Vengono solitamente realizzate a una quota ritenuta idonea e dove, ovviamente, la scarsità d’acqua nelle vicinanze è tale da rendere difficile un contrasto diretto. Il problema di questi serbatoi è legato alla loro alimentazione. Sono non di rado riempiti da sorgenti che hanno una portata limitata ed è quindi chiaro che, una volta svuotati, richiedono tempo per riempirsi nuovamente. Questo è purtroppo, in alcuni casi, un loro tallone d’Achille».

Il vantaggio di queste “piscine in quota”, soprattutto per i mezzi di spegnimento aerei, è comunque evidente: «Riducono i tempi di spostamento degli elicotteri dal momento del lancio d’acqua sulle fiamme al riempimento della benna. Spole che possono richiedere anche diversi minuti e che, ovviamente, più sono lunghe più riducono l’efficacia tra un getto e l’altro. Un aspetto che può essere sicuramente risolutivo».

Di questi impianti nel Locarnese ne esistono ancora pochi; sono presenti più che altro laddove il territorio, per sua conformazione orografica e geologica, è in sostanza privo di punti naturali idonei di approvvigionamento idrico utili per il pescaggio degli elicotteri (come in Valle Onsernone). A farsi promotori di simili progetti sono solitamente i proprietari dei boschi, vale a dire Patriziati e Comuni, con l’appoggio e la consulenza degli uffici forestali di circondario.

Un gregge di ovini messo in salvo nella notte

Indemini, paese minacciato dal fuoco. I residenti sono stati invitati, a titolo preventivo, a lasciare le loro abitazioni visto che non si può escludere che le fiamme scendano ancora lungo il pendio, avvicinandosi alle proprietà. Tra coloro che hanno dovuto lasciare la propria casa figura anche una coppia di anziani allevatori di bestiame, la cui azienda agricola si trova poche decine di metri sotto la strada cantonale. Oltre ai due coniugi, sono stati provvisoriamente trasferiti anche i loro animali, una trentina di ovini. «Siamo saliti a Indemini domenica sera attorno alle 20 – ci racconta un loro familiare, che ha collaborato allo spostamento del gregge –. Il bestiame, dopo averlo raggruppato fuori dalla stalla, l’abbiamo condotto all’Alpe di Neggia, dove ha trascorso la notte al riparo. Abbiamo percorso a piedi alcuni km, ma tutto è filato liscio. Gli animali non erano affatto terrorizzati e questo ha reso più facile il lavoro. Oggi un allevatore della zona ci ha messo a disposizione una sua stalla per accogliere le pecore e gli agnelli fino a quando l’incendio non sarà domato. Naturalmente siamo preoccupati per ciò che potrà accadere nelle prossime ore. Le fiamme erano impressionanti stanotte e se poi si alzerà il vento, ecco che le cose potrebbero ancora peggiorare».


Il Dovere 3 gennaio 1981
Una pagina di cronaca regionale di 41 anni fa

Leggi anche:

Fiamme sul Monte Gambarogno: pompieri ed elicottero in azione

Incendio nel Gambarogno, chiuso il valico di Indemini

Rogo in Gambarogno, in corso l’evacuazione di Indemini

Potrebbe interessarti anche
© Regiopress, All rights reserved