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Il Verbano, preziosa riserva di acqua (Ti-Press)
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19.01.2022 - 05:30

In estate più alto il livello del Lago Maggiore

Ma le manovre, volute per evitare le ripercussioni di un’eventuale siccità a valle della Miorina, sono criticate dalle località rivierasche

di Marco Marelli e Serse Forni

Lago Maggiore un po’ più alto nella bella stagione. Quest’anno, nel periodo estivo, il livello potrà essere mantenuto un metro e 35 centimetri sopra lo zero idrometrico (10 centimetri in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Tuttavia non a un metro e mezzo, come indicato il 22 dicembre scorso dall’Autorità di Bacino del Po. Una comunicazione, quella del mese passato, che ha provocato una sollevazione generale dei sindaci e degli operatori turistici del Verbano. Soprattutto quelli della sponda piemontese, che nei prossimi giorni incontreranno l’assessore regionale all’Ambiente, il leghista Matteo Marnati, finito nell’occhio del ciclone, per aver votato sì all’innalzamento del livello del Lago Maggiore. Una delibera che prevede come entro il 2026 all’occorrenza si potrà arrivare ai famigerati 150 centimetri sopra lo zero idrometrico.

Ma qual è l’occorrenza? La siccità. L’agricoltura della pianura lombarda e i titolari delle centrali idroelettriche chiedono di tenere più acqua nel Lago Maggiore da usare “alla bisogna”. Insomma, il Verbano alla stregua di una riserva di “oro blu”, che salendo rischia però di sommergere le spiagge. Insomma, esigenze contrapposte. Marnati tenta un terza via, e ne parlerà nell’incontro di venerdì a Torino con i sindaci dei comuni lacustri piemontesi. Pensa all’innalzamento del litorale dal confine di Stato di Brissago a Verbania, finanziato con i fondi del Piano nazionale di resistenza e resilienza: «Se il Lago Maggiore è tanto importante per garantire riserve d’acqua ad altri territori chiederò all’Autorità di Bacino di sostenere finanziamenti per riorganizzare le spiagge e le attività ricettive a bordo lago. Perché nessuno ci deve rimettere, né l’agricoltura, né chi vive di turismo».

Cosa significa un livello minimo estivo a 1,35 metri sopra lo zero idrometrico? Lo zero idrometrico si attesta a 193,01 metri di quota sul livello del mare (s.m.l.). Quindi, il Verbano potrà essere mantenuto a 194,36 metri s.l.m. per la bella stagione (finora 194). A titolo di paragone, si può considerare che in questi giorni il livello del lago (basso come capita spesso in inverno) è a circa 192,7 metri.

Criticità anche su suolo locarnese

I problemi delle località rivierasche di oltre confine sono gli stessi che potrebbero trovarsi a fronteggiare i comuni locarnesi attorno al Verbano. Innalzamenti per proteggere il territorio da esondazioni sono in parte già stati eseguiti, ad esempio sul lungolago a Locarno, ma non è una soluzione praticabile ovunque. Il Consiglio di Stato, dal canto suo, affronterà la questione nel corso di una riunione prevista nelle prossime ore. In seguito, se lo riterrà necessario, si esprimerà. Va detto che la decisione di alzare il livello minimo è da anni vista con preoccupazione in Ticino, non solo per l’aumento dei rischi per la popolazione in caso di alluvione, ma anche perché il lago mantenuto artificialmente più alto si mangia aree balneabili e fette di territorio turisticamente importanti. Senza dimenticare le questioni ambientali, con tante zone oggetto di progetti di rinaturalizzazione, che potrebbero venir vanificati dalla decisione presa da parte italiana.

Lo sbarramento di regolazione della Miorina si trova a valle di Sesto Calende ed è gestito dal Consorzio del Ticino (composto a sua volta da grandi consorzi d’irrigazione della Lombardia e del Piemonte, come pure dall’Enel che produce energia elettrica e possiede centrali idroelettriche lungo il fiume). Largo circa 200 metri, lo sbarramento “è costituito da 120 paratoie metalliche, azionate dalle leve di due gru scorrevoli – si legge in una scheda dell’Ufam (Ufficio federale dell’ambiente) dedicata al tema e redatta nel 2016 –. Inoltre dispone di una piccola chiusa, la quale ha perso nel frattempo ogni sua funzione. Le paratoie di metallo possono essere abbassate singolarmente e la loro regolazione è molto precisa, poiché per ogni paratoia sono previste quattro posizioni. In caso di piena, se le paratoie sono completamente abbassate, possono essere risollevate soltanto quando il livello del lago torna a essere di nuovo basso. In una concessione rilasciata nel 1940 dall’Italia è stata fissata l’ampiezza della fascia di regolazione, all’interno della quale il consorzio può decidere liberamente l’entità della portata”.

La regolazione ha l’obiettivo di prevenire livelli troppo alti o troppo bassi del lago. Ridurre il flusso in uscita permette di conservare l’acqua necessaria alle oltre 7’000 aziende agricole e alle cinque centrali idroelettriche a valle come pure per il buon funzionamento della navigazione lacustre e a monte della Miorina.

L’apertura completa dello sbarramento, invece, serve a proteggere al meglio le rive in caso di minaccia di inondazioni. “Tuttavia, le limitate capacità di deflusso a Sesto Calende causano situazioni in cui nemmeno l’apertura completa dello sbarramento riesce più ad attenuare l’aumento del livello del lago – si legge ancora nella scheda dell’Ufam –. Soltanto la modernizzazione e l’ampliamento delle capacità dello sbarramento potrebbero porre rimedio a situazioni simili. Ciò offrirebbe un margine maggiore nella gestione del lago, a beneficio di entrambi i Paesi”. Trovare un equilibrio non sembra facile e da anni è in corso una discussione sui livelli minimi estivi e invernali. Ricordiamo, infine, che in caso di piena il lago (che ha un bacino imbrifero enorme, attorno ai 6’600 chilometri quadrati) a Locarno può essere 30 centimetri più alto rispetto alla quota che si registra alla Miorina.

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