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13.12.2021 - 22:19
Aggiornamento : 22:54

La Città punta 3 milioni sulla maggioranza in casa Kursaal

Concesso stasera dal Consiglio comunale il credito per acquistare l’intero pacchetto dell’ente turistico e assumere il controllo della Sa

La Città di Locarno diventa azionista di maggioranza della Kursaal Locarno Sa. Lo ha deciso il Consiglio comunale approvando il messaggio con cui il Municipio chiedeva lo stanziamento di un credito di 3 milioni di franchi con cui rilevare l’intero pacchetto di proprietà dell’attuale azionista maggioritario, ovverosia l’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli. Così facendo, Palazzo Marcacci si approprierà di ulteriori 2’309 azioni, portando la sua percentuale di capitale a oltre 83 punti, prendendo di fatto il controllo della società e assicurandosi dividendi annui per circa 80mila franchi. Va detto che i 3 milioni richiesti potrebbero diventare solo 2, ma paradossalmente sarebbe, per la Città, la peggiore delle ipotesi, visto che ciò succederebbe nel caso di un non rinnovo della concessione alla casa da gioco per la gestione di un Casinò di tipo B, oppure in quello di una partenza della casa da gioco per altri lidi.

Tutti i perché della Gestione

Il messaggio era già stato ampiamente sostenuto dalla Commissione della gestione, secondo cui l’operazione ha diverse finalità interessanti. Stando al rapporto redatto da Orlando Bianchetti e Luca Renzetti, una è la possibilità di diventare interlocutore pressoché unico della Casinò Locarno Sa, con cui i rapporti negli ultimi anni non sempre sono stati facili. Ci sono sempre in ballo sia la vertenza riguardante la quantificazione dell’affitto per l’occupazione degli spazi (è sempre stato un milione all’anno, ma la Sa della casa da gioco è disposta oggi a pagarne la metà), sia il ripristino dei contributi da versare alle Fondazioni per il turismo e per la cultura; contributi che ammontavano a 300mila franchi all’anno ognuna, ma che in ragione del calo dell’utile netto del Casinò erano state prima progressivamente ridotte, poi unilateralmente azzerate. Obiettivo della Città è naturalmente riuscire a ristabilire dei flussi di denaro che vadano a finanziare attività e progetti di interesse pubblico.

Inoltre, come azionista di maggioranza la Città potrà “pianificare in maniera più libera e a lungo termine” il futuro dell’edificio, anche in funzione della gestione urbanistica dell’area, soggetta a medio termine ad una totale riqualifica degli spazi pubblici così come voluto con il concorso internazionale vinto dal progetto “Nouvelle Belle Époque”. La Gestione non taceva neppure il fatto che l’edificio ha bisogno di importanti interventi di ristrutturazione (si parla di circa 700mila franchi) dopo quelli già effettuati a spese degli azionisti Kursaal, che avevano lasciato la Sa senza i mezzi finanziari necessari per continuare l’opera. Questo, tenendo conto dell’importanza strategica dello stabile, considerata “incalcolabile non solo per il suo posizionamento, ma anche per la presenza del Teatro di Locarno”.

Preoccupano le azioni giudiziarie

A favore dell’acquisizione del pacchetto azionario Otlmv si sono espressi in seduta tutti i gruppi politici. Simone Beltrame (per il gruppo Ppd) ha ricordato la sempre più consolidata politica cittadina in ambito di partecipazioni regionali (Ses, Porto regionale). Pier Mellini (Sinistra Unita), ha parlato sia dell’entrata in possesso di un sedime che «non può assolutamente andare in mano a privati», sia delle maggiori responsabilità che graveranno ora sul Comune, non tacendo i rischi legati alle azioni giudiziarie tuttora in corso, fra cui quella che vede opposti da anni i Casinò di Locarno e Lugano. Azioni giudiziarie che mettono in allarme Gianbeato Vetterli (Indipendente), secondo il quale esse andrebbero chiuse prima di passare alla cassa, considerato il rischio di «ritrovarsi, come azionista di maggioranza, senza affittuari e senza ricavi, ma con uno stabile da riattare». Tutti motivi, per l’ex liberale radicale, per respingere la richiesta di credito.

Dopo l’appoggio al messaggio da parte di Kevin Pidò (Lega-Udc) e Marko Antunovic (Verdi), Mauro Belgeri (Ppd) si è concentrato sul valore dell’edificio, respingendo con forza l’ipotesi di una «sostituzione completa» ed evidenziando la necessità di un vincolo conservativo che lo protegga. L’esponente popolare democratico ha anche minacciato un referendum qualora ciò non venisse deciso dal Consiglio comunale. L’auspicio per il futuro è «l’eliminazione delle aggiunte e il ripristino della sala originale del Teatro».

Prima del voto ampiamente favorevole da parte del legislativo, la «coerenza» dell’operazione e il «valore strategico» del comparto sono stati sottolineati dal capodicastero Finanze Davide Giovannacci, che ha detto di confidare di riuscire a riattivare a breve i contributi alle Fondazioni ora rimaste a secco.

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