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06.10.2021 - 11:14
Aggiornamento: 16:24

Viabilità zona scuole Ascona, più sicurezza e sostenibilità

Sollecitato dal Consiglio comunale, il Municipio spiega: ‘Dopo il sondaggio 2020, si studiano soluzioni’

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Menù ricco per il Consiglio comunale di martedì sera

I problemi viari legati alla sicurezza nella zona delle scuole elementari e dell’infanzia di Ascona richiedono soluzioni. Il tema ha tenuto banco martedì sera al capitolo finale – mozioni e interpellanze – della riunione autunnale del Consiglio comunale.

In una mozione di Marco Passalia del Ppd (peraltro assente giustificato dalla seduta), viene ricordato che gli edifici scolastici situati in via Stefano Franscini accolgono più di 270 piccoli alunni. Questo comporta un movimento di persone soprattutto negli orari di entrata e di uscita: gli scolari arrivano a piedi, in bicicletta, in monopattino oppure accompagnati dai genitori in automobile. E per chi abita nelle zone più discoste vi è pure il servizio di trasporto con il bus scolastico. Ovviamente con tante persone e con tanti modi di spostamento differenti possono nascere dei conflitti. Per Passalia, la soluzione potrebbe essere l’introduzione di un senso unico in via Stefano Franscini.

Sull’argomento, Ryan Andreotti del Plr ha presentato un’interpellanza, chiedendo per il medesimo comparto più sicurezza e sostenibilità. Per Andreotti la proposta di Passalia è da ritenersi interessante: «È necessaria la massima attenzione per il traffico in quell’area. Dobbiamo rendere più sicura la strada che costeggia le scuole elementari e dell’infanzia. Per arrivare alle soluzioni migliori occorre un’analisi approfondita».

Tra le domande poste: «I dati raccolti con il sondaggio dedicato a questo tema e lanciato nel 2020 sono già stati analizzati? È possibile spingere i genitori a posteggiare alla palestra nuova o al Teatro del Gatto evitando di arrivare in auto a ridosso delle scuole?».

Chiare le risposte della municipale Margherita D’Andrea, che potrebbero essere sintetizzate con una frase: “Ci stiamo lavorando”. «I dati del sondaggio – ha affermato – sono stati trasmessi alla Supsi, che ha già eseguito una prima analisi. Il piano di mobilità scolastica di Ascona si completa con un piano di mobilità per le persone anziane. Finora lo studio fornisce le prime indicazioni e sono già stati decifrati i punti critici della mobilità scolastica. Abbiamo anche alcune raccomandazioni sui prossimi passi da compiere. Dobbiamo mettere in sicurezza i principali punti conflittuali e gli incroci critici. Allo stesso tempo occorre garantire una rete continua tra le scuole e i quartieri residenziali e anche un accesso sicuro e ottimale agli istituti frequentati dagli alunni. Limitare il traffico in via Franscini può essere un’idea valida».

D’Andrea ha pure ricordato che il Municipio ha intenzione d’incaricare uno studio d’ingegneria del traffico di analizzare le diverse soluzioni e di proporre più varianti: «In seguito sceglieremo quella più adatta nell’ottica della sicurezza dei bambini. In ogni caso il traffico generato dai genitori con le automobili va contro la sicurezza degli alunni: per noi, se le vetture restano distanti dalle scuole è meglio».

Revisione del Piano regolatore:
costi, visioni e un botta e risposta

Nel corso della seduta i consiglieri hanno accordato a larga maggioranza un credito di 420mila franchi per l’avanzamento della revisione del Piano regolatore (Pr) di Ascona. Ma sul tema non sono mancate divergenze d’idee e battibecchi.

Matteo Rampazzi per il Plr ha ribadito l’importanza di una corretta e chiara pianificazione: «Auspichiamo che questo credito sia l’ultimo, anche se molto probabilmente non sarà così. Speriamo che il Pr veda finalmente la luce nella sua interezza. Ci rammarichiamo dei rallentamenti causati dai ricorsi e dalle lungaggini dell’autorità superiore».

Valerio Sala, Gruppo Rosso-Verde+FA ha puntato il dito contro il Municipio che, a suo dire, causa continui costi non adeguandosi alle richieste e alle disposizioni del Cantone, ad esempio per i contenuti abitativi all’ex aerodromo, per la Zona a destinazione vincolata del Castello del Sole e per il posteggio, con relativo dissodamento, in località Beato Berno. Invece d’impuntarsi per progetti in aree pregiate «compromettendo così un bene comune per eccellenza: la natura», stando a Sala il Municipio dovrebbe «tutelare il territorio e pianificarlo in modo corretto al fine di preservare le sue qualità anche in futuro».

Piccata la replica del sindaco Luca Pissoglio, che ha ricordato come la pianificazione sia per legge un compito comunale: «Cosa dobbiamo fare? Lasciare che sia il Cantone a decidere tutto quanto? Il Municipio sta difendendo le sue posizione senza inventare niente di nuovo. Non abbiamo intenzione di rovinare il territorio, ma di proiettarci verso il futuro. Non possiamo starcene seduti sui prati secchi...». Un riferimento, quest’ultimo, alle battaglie condotte dallo stesso Sala per la protezione dei prati magri all’ex aerodromo. Chiamato in causa, l’esponente della sinistra ha ribadito: «Non il denaro, ma la natura è la vera risorsa del futuro».

Crediti per il restauro della chiesa
e per lo svincolo del San Materno

ei Santi Pietro e Paolo.

; i consiglieri, accettando un emendamento formulato dalla Commissione dell’edilizia, hanno aggiunto al progetto anche la “variante a lungo termine”, esclusa dal Municipio, che prevede pure l’abbellimento qualitativo del tratto finale di via Buonamano.

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