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10.09.2021 - 18:10
Aggiornamento: 20:54

Non tutte le castagne son marroni

‘CastagnAmo’: quando la raccolta dei frutti significa valorizzare indirettamente le selve castanili e rafforzare la cultura del castagno 

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Da sinistra: Schiesser, Scheggia, Fasana, Bassetti e Conedera (foto CastagnAmo)

Esca allo scoperto chi, almeno una volta nella propria vita, non si è fermato davanti alla bancarella di un “maronatt”, per acquistare un po’ di caldarroste. Impossibile, poiché i frutti dell’inverno sono entrati di diritto nella tradizione culinaria autunnale e ticinese. Eppure questa abitudine stagionale, che per molti può sembrare pure romantica, poiché richiama la storia e cultura del nostro territorio, nasconde una “pigra” verità.

Infatti la relazione fra uomo e castagna oggi si limita a un rapporto di compravendita, col maronatt che, fra pentoloni e sacchi di carbone, cucina il prodotto e il cliente tutto imbacuccato che, dopo aver terminato l’acquisto, se ne va col suo cartoccio pieno di fumanti marroni di Cuneo (la varietà più utilizzata nella gastronomia). Marroni, quelli di Cuneo, che per anni, se non decenni, hanno letteralmente soppiantato le nostre castagne autoctone, “colpevoli” di essere più piccole e quindi ritenute più povere.

Ben diverso dal rapporto che invece avevano i nostri predecessori con la castagna e il suo albero, poiché erano una delle più importanti fonti di sostentamento per una famiglia dell’epoca. Lo sanno bene i fautori del progetto ‘CastagnAmo’ che, oltre a sensibilizzare e informare la popolazione sull’importanza della castagna, vogliono incentivare la raccolta del frutto sul nostro territorio. 

Ed è proprio stando sul territorio che quest’anno gli organizzatori dell’iniziativa hanno deciso di lanciare la stagione targata 2021 per la raccolta della castagna: come location della conferenza stampa indetta oggi è stata scelta la selva castanile di Brontallo, in Valle Lavizzara.

All’evento erano presenti l’ingegnere Marco Conedera, dell’Istituto di Ricerca Wsl, l'ingegnere Paolo Bassetti, dei Centri di Raccolta del Canton Ticino, Carlo Scheggia, forestale e membro Associazione dei castanicoltori della Svizzera italiana, l’ingegnere forestale Thomas Schiesser, Sezione forestale cantonale, Ufficio forestale 7° Circondario Cevio, l’ingegnere Pierre Coulin, di Hochstamm Suisse e l’ingegnere Beatrice Fasana, Managing Director della Sandro Vanini Sa.

Nel 2019 consegnate quasi 60 tonnellate di castagne

La tradizione per la raccolta della castagna, rispetto al lontano passato, è andata scemando, anche se negli ultimi anni è stato riscontrato un trend positivo, come detto dallo stesso responsabile dei Centri di raccolta del Canton Ticino, Paolo Bassetti: «Negli scorsi anni la risposta della popolazione è stata spesso molto significativa, come due anni fa con la consegna di quasi 60 tonnellate di castagne. Anche quest’anno vorremmo poter avvicinarci a questi quantitativi e siamo fiduciosi che molti andranno a raccogliere le castagne e consegneranno i quantitativi che non sono consumati in famiglia ai Centri di raccolta. Un'ampia partecipazione della popolazione alla raccolta sta alla base di tutto il progetto di valorizzazione della castagna ticinese. Ricordo che grazie alle varie possibilità di utilizzo – dalla vendita fresca per le caldarroste, all'essiccazione e alla trasformazione – anche le castagne di piccole dimensioni sono molto apprezzate».

Le selve castanili, un patrimonio di tutti

Ma i frutti non sono gli unici protagonisti. Grande attenzione viene data anche agli alberi che li producono. Sparse in lungo e in largo per il Cantone sono presenti infatti diverse selve castanili, alcune ancora in fase di recupero, altre riportate ai vecchi splendori di un tempo.

«Grazie al piano forestale cantonale, introdotto dal Consiglio di Stato nel dicembre 2007, si è potuto fare molto per valorizzare e proteggere la biodiversità di questi luoghi – ha affermato l’ingegnere forestale Thomas Schiesser, che ha poi continuato –: come tutti sanno la Vallemaggia, a eccezione del fondovalle pianeggiante, presenta un territorio difficile, dove la geomorfologia rende impegnativa qualsiasi forma di utilizzo. Malgrado ciò la necessità di sopravvivere, qui più che altrove, ha indotto la popolazione locale a mettere comunque a dimora con tutte le difficoltà del caso numerose piante di castagno di diverse varietà».

Prezzi e date

La raccolta centralizzata prenderà il la a partire da lunedì 27 settembre, fino a mercoledì 3 novembre. Si potrà consegnare quanto raccolto in quattro centri distribuiti sul territorio: Biasca, Cadenazzo, Vezia e Stabio. Per le castagne piccole il prezzo è fissato a 1,50 franchi al chilo. Per quelle più grandi 3 franchi al chilo. Si potranno consegnare anche le castagne “ibride”. Anche loro a un prezzo che varia tra 1,50 e i 3 franchi al chilo.

Per promuovere la raccolta e incentivare maggiormente il pubblico ad “andare per castagne” è stato indetto un concorso che permetterà di vincere, a coloro che si annunceranno ai centri di raccolta sparsi sul territorio cantonale, dei buoni acquisto Coop da 50 franchi. 

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