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Ho visto un prato: era in centro città
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11.08.2021 - 17:420

La polverina della visibilità si posa su ‘Agorà Mundi’

Targhe multilingue in diversi punti di Locarno per (finalmente) illustrare il progetto dei ciottoli internazionali su Piazza Grande, ideato da Attilio Wismer

Un pascolo. L’effetto collaterale non per forza negativo delle insistenti piogge estive è la trasformazione di Piazza Grande in un verdeggiante pascolo urbano. Un’erba come in centro mai se n’è vista si è accucciata sotto la teoria di sedie festivaliere e sembra cullare l’acciottolato che pavimenta il cosiddetto salotto del centro città. A proposito del quale – con una tempistica perfetta rispetto alla brezza internazionale che tira durante la rassegna – emerge una novità che in proiezione rafforza in modo intelligente e creativo i connotati turistici e culturali locarnesi: parliamo dell’improvvisa accelerazione operata dal Municipio, e dai suoi Servizi culturali, riguardo ad “Agorà Mundi”, il grande progetto (quasi) invisibile portato avanti da anni dall’architetto e artista Attilio Wismer.

Dal 2012, con “Agorà Mundi”, il selciato di Piazza Grande viene regolarmente arricchito con ciottoli importati da ogni parte del mondo. Finora ne sono stati inseriti 116, e un altro centinaio è in attesa di trovar posto. I ciottoli provengono da oltre 100 Paesi, con una “sezione” appositamente dedicata alle città del cinema (Berlino, Hollywood, Roma, Soletta, ...). I fornitori sono amici, parenti e conoscenti che tornando dai loro viaggi importano un ciottolo trovato sul posto, il quale, laddove il selciato della piazza lo richieda, andrà ad integrarsi con gli altri «in una pacifica convivenza». Ogni sasso porta una storia diversa, che Wismer ha censito e fatto confluire in una pubblicazione (edita da Casagrande) realizzata con le fotografie (dei primi 62) di Stefano Spinelli. I temi di cui parla il “progetto concettuale” sono migrazione, integrazione, memoria, anche in relazione ad accadimenti internazionali come il Patto di Locarno del '25, o la nascita del Festival del film, nel '47.

Il problema, finora irrisolto, era appunto l’invisibilità di “Agorà Mundi”: se non sai che c’è, non puoi vederlo. Ma se lo sai, prende improvvisamente vita, con tutte le sue implicazioni storiche, culturali, morali e a questo punto anche turistiche. Il cambio di marcia è avvenuto dopo l’esito del concorso per la riqualifica degli spazi pubblici del centro urbano: «Veniva posto l’importantissimo vincolo del mantenimento del selciato di Piazza Grande – dice Wismer –, così ho parlato del progetto con Bruno Buzzini, che ha percepito nella mia opera un valore per la città e ha garantito il suo impegno per darle visibilità». Il passo successivo è stato un incontro con una delegazione municipale, seguito un approfondimento con Rodolfo Huber, direttore ad interim dei Servizi culturali. Il risultato è incoraggiante: «Sarà innanzitutto creato un link visibile sul sito della Città, poi, concretamente, in diversi punti di Locarno verranno posate delle targhe che spiegheranno “Agorà Mundi” nelle diverse lingue europee e in quelle asiatiche e rimanderanno anch’esse al sito www.agoramundi.ch».

Il paziente lavoro di posa dei ciottoli era stato interrotto nel 2017, quando Wismer si era arresto «a causa del pietoso stato di incuria della piazza, che presenta ciottoli raminghi rimossi e spaccati dai pesanti macchinari usati per montare le strutture dei vari eventi, e giacciono ammassati negli angoli». All’artista era balenata l’idea di continuare l’opera altrove: «Guardavo a Venezia, altra città del cinema e porta d’Oriente collegata a Locarno; ma anche a Ginevra, la città delle Nazioni Unite. Poi però mi sono ricreduto, dicendomi che il progetto è nato nella piazza di Locarno e in qualche modo avrebbe dovuto continuare su di essa». Bastava che qualcuno dimostrasse di crederci. Adesso sembra arrivato il momento.

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