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laR
 
06.04.2021 - 05:30

Locarno, arriva la Portineria di Quartiere Semkì

Un progetto di prossimità modellato sulle esigenze e le disponibilità dei cittadini. A promuoverlo è l’Associazione Quartiere Rusca e Saleggi

locarno-arriva-la-portineria-di-quartiere-semki
Un sondaggio per conoscere bisogni e risorse dei cittadini

Fa ormai parte quasi solo dei ricordi quel servizio che, all’ingresso dei condomìni, era a disposizione degli inquilini per aiutarli nelle piccole faccende della quotidianità. Trattenere pacchi e ritirare raccomandate, custodire chiavi, dare una mano nelle riparazioni o accudire animali domestici erano alcune delle prestazioni offerte dalle portinerie, punti di riferimento che in gran parte oggi non esistono più e dei quali in molti sentono la mancanza. È attorno al vuoto lasciato dalla loro scomparsa che da alcuni anni in Europa sono iniziati a sorgere dei progetti di Portineria di Quartiere, che hanno destato l’interesse anche dell’Associazione Quartiere Rusca e Saleggi di Locarno che ne sta creando una. Come spiega Rosanna Camponovo Canetti, presidente del sodalizio, «si tratta di un servizio di prossimità che non riguarda un solo immobile ma un isolato, un piccolo quartiere o un comparto. L’idea è nata in Italia e in Francia con modelli differenti ma aspirazioni e finalità comuni, prendendo spunto proprio dalle classiche prestazioni di portineria, che vengono declinate in modalità innovative e completate con servizi supplementari. Alla base rimane però sempre una conoscenza diretta e un rapporto di fiducia fra gli utenti e i “portinai” volontari».

Un ascolto personalizzato

Dal 2018 a promuovere il concetto di Portineria di Quartiere in Ticino c’è Generazioni & Sinergie. L’associazione, attiva nel mantenimento di relazioni positive fra generazioni e fondata sui valori di apertura, responsabilità sociale e trasversalità, ha organizzato due atelier chiamati ‘Costruiamo la nostra portineria di quartiere’ tenutisi a Massagno e a Locarno. «Per sostenere lo sviluppo di queste realtà emergenti – dice Camponovo Canetti – Generazioni & Sinergie ha elaborato un modello di certificazione a tre livelli. Ora noi stiamo lavorando per raggiungere il primo». Diverse linee direttrici esistono già: «Per quanto ci riguarda, vogliamo rivolgerci in modo prioritario alle persone più fragili per età o disabilità, a chi è solo, a chi si trova in difficoltà nel gestire famiglia e lavoro, ai nuovi arrivati. Poi, a dipendenza delle forze a disposizione, allargheremo il ventaglio. Va però sottolineato che non intendiamo sostituirci a gruppi o enti già attivi sul territorio, ma siamo a disposizione per eventuali collaborazioni». Per capire invece le difficoltà e le esigenze dei residenti della zona, l’Associazione Quartiere Rusca e Saleggi li ha invitati durante il mese di marzo ad annunciarsi per compilare un sondaggio in presenza. «Abbiamo voluto trovarci di persona per conoscere e raccogliere i bisogni e le proposte della popolazione. Una volta che hanno risposto al questionario abbiamo dedicato ad ognuno circa mezz’ora per discutere e approfondire alcune questioni. Sono stati dei momenti molto apprezzati, soprattutto perché chi è arrivato si è sentito veramente ascoltato. In diversi si sono “lasciati andare”, lanciando anche messaggi personali ed emozionanti». L’approccio volto al coinvolgimento diretto per raccogliere informazioni non è nuovo per l'Associazione Rusca Saleggi: «Rientra in quella che chiamiamo la preliminare ‘dimensione esplorativa’. È un modo per avvicinarsi e dare voce alla popolazione così da poi poter creare quell’aggregazione che tanto ci sta a cuore. A percorrere questa via siamo partiti tre anni fa con una serie di incontri chiamati ‘Racconta il tuo quartiere’ e ‘Racconta il tuo dicastero’.

Esigenze e disponibilità

Tornando al sondaggio – di cui devono ancora essere analizzati i dati – Camponovo Canetti nota che sono emersi sia dei grandi bisogni (ad esempio da parte di anziani o famiglie monoparentali con bambini piccoli), sia delle necessità più circoscritte (che vanno dall’aiuto per montare un mobiletto a quello per andare a bagnare i fiori al cimitero). «In tanti hanno anche messo l’accento sulla figura del vicino di casa che ancora spesso non si conosce. All’inizio della pandemia c’è chi si è fatto avanti ad esempio per occuparsi della spesa, ma tra i nostri interlocutori in diversi vorrebbero un contatto più costante, anche solo per scambiare due parole o bere un caffè». Semkì è il nome provvisorio dato a quanto si sta sviluppando nel quartiere cittadino: «Il messaggio è che noi ci siamo, non solo durante l’emergenza o le elezioni, ma tutti i giorni». Il riferimento alla politica non è casuale in quanto agli incontri sono stati invitati anche i candidati di tutti i partiti in lista per le elezioni del 18 aprile. «In campagna elettorale si sentono sempre molti slogan e promesse, ma spesso dal giorno successivo al voto molto evapora, così abbiamo voluto chiamare i candidati a raccolta. C’è stato un buon riscontro e in tanti si sono detti pronti a darci una mano. In generale sono diversi i cittadini che hanno dato la loro disponibilità a collaborare a titolo volontario portando oltretutto una marea di idee».

Crocevia di incontro e scambio

Dopo le analisi dei questionari si partirà con il primo pacchetto di proposte. «Siamo molto fiduciosi e ora aspettiamo solo il momento di iniziare a concretizzare il progetto». Per quanto riguarda l'ubicazione, «siamo in trattative con l’Atte che, appena possibile, aprirà la sua nuova sede alla Residenza Intergenerazionale PerSempre, dove dovremmo ricevere un piccolo locale che farà da base per l’attività. Nel frattempo i proprietari ci hanno messo a disposizione il giardino e il portico per svolgere i sondaggi. Nelle intenzioni c’è anche la creazione di una piattaforma online, ma terremo sempre conto di chi non ha dimestichezza o accesso alle tecnologie informatiche; anche per questo è importante avere una sede fisica». Le premesse ci sono dunque tutte per fare di questo nuovo crocevia un luogo che dia impulso alla comunità per vivere in modo più coeso e arricchente attraverso il sostegno reciproco e la valorizzazione delle competenze di ognuno.

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