Il progetto firmato dall'architetto Aldo Cacchioli
Locarnese
24.01.2019 - 17:160
Aggiornamento : 17:38

Nasce a Locarno un centro di prima accoglienza

Al via i lavori per 'Casa Martini', che aprirà le porte a persone in difficoltà residenti nella regione (ma non solo...)

Stanno per prendere avvio a Locarno i lavori di realizzazione di “Casa Martini”, un Centro di prima accoglienza per residenti in difficoltà. Il progetto, che nascerà nello stabile di via Vallemaggia (zona in Selva) acquistato nel 2015 dalla Società di mutuo soccorso maschile, è stato presentato oggi dal presidente della stessa società, Marco Pelosi, e dall’architetto che ha disegnato gli spazi e che dirigerà il cantiere, Aldo Cacchioli.
«Sarà un luogo di accoglienza sia diurna che notturna per le persone in difficoltà, residenti nel Locarnese – ha specificato Pelosi – Sarà tuttavia agibile anche a quelle persone in transito in città, che hanno bisogno di consumare un pasto caldo, di fare una doccia, di lavarsi la biancheria o di ricevre abiti. Nei due piani superiori dello stabile è previsto l’allestimento di una ventina di posti letto per situazioni d’emergenza, come sfratti, allontanamenti volontari o coatti dal proprio domicilio, rimpatri d’urgenza e altre situazioni difficili».
Per la gestione della struttura è stata firmata una convenzione d’uso con la Fondazione Francesco per l’aiuto sociale (presidente è Ines Guarisco Gianini, suo vice Marco Silvani e direttore Fra Martino Dotta), che si occuperà della fase operativa di questo importante progetto umanitario. Come già presso il Centro Bethlehem, la mensa sociale di Lugano (gestita dalla stessa Fondazione), anche a “Casa Martini” ai professionisti sarà abbinata l’opera di volontari.
Vi lavoreranno sia operatori sociali e personale di cucina stipendiati, sia volontari per garantire al meglio l’offerta dei servizi di prima accoglienza. Saranno pure previsti spazi per gruppi esterni, che potranno organizzare riunioni o momenti formativi e consumare il pranzo o la cena. I lavori di ristrutturazione permetteranno pure di creare un modulo abitativo semi-indipendente (due stanze da letto, servizi igienici e angolo cucina), destinato a nuclei familiari in situazioni di disagio sociale.


Senza sussidi pubblici


Fedeli alle loro rispettive filosofie operative, i due enti promotori “Casa Martini” non intendono sollecitare sussidi pubblici per eseguire i lavori di ristrutturazione, né per la futura gestione. Hanno perciò lanciato un appello alla popolazione, a ditte, gruppi, associazioni, club di servizio o fondazioni perché collaborino per garantire il finanziamento dell’iniziativa. L’avvio del cantiere è imminente, dato che la Società di mutuo soccorso maschile dispone già da tempo della licenza di costruzione, rilasciata dalle competenti autorità.

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