Il granconsigliere Samuele Censi (Plr) con un'interpellanza chiede al governo strumenti per sostenere le regioni che rimangono isolate per un lungo periodo

Nel caso in cui una regione venga temporaneamente isolata per un lungo periodo – come è stato il caso recentemente in Val Calanca con la chiusura della strada per due settimane a seguito di diversi smottamenti – “le conseguenze economiche e reputazionali possono protrarsi per settimane o mesi”. Lo afferma Samuele Censi – granconsigliere Plr nonché sindaco di Grono – in un'interpellanza, firmata da altri 16 membri del legislativo cantonale dei Grigioni. “Occorre quindi dotare il Cantone di strumenti permanenti che intervengano su tre livelli: compensazione delle perdite non assicurabili, gestione coordinata della comunicazione di crisi e sostegno immediato al rilancio turistico”.
Più precisamente i firmatari chiedono al governo retico se “è ipotizzabile la creazione di una garanzia o di un fondo cantonale che possa intervenire, ad esempio a partire dal terzo giorno di comprovata inoperatività o grave limitazione dell’attività, per coprire almeno in parte il mancato fatturato e costi straordinari non coperti dalle assicurazioni”. In questo contesto “il criterio dovrebbe essere oggettivo e documentabile: perdita di fatturato, cancellazioni, pernottamenti persi, costi supplementari e durata dell’interruzione”. In secondo luogo domandano se “il Cantone (attraverso Grigioni Vacanze) è disposto a elaborare, insieme a Comuni, Regioni e organizzazioni turistiche, un protocollo valido per eventi naturali, chiusure stradali e situazioni analoghe”. Insomma, un protocollo cantonale di crisi per le destinazioni turistiche che “dovrebbe definire chi comunica, quali sono le fonti ufficiali, con quale frequenza vengono aggiornate le informazioni e soprattutto come viene gestita la fase successiva alla riapertura. Il caso Calanca mostra infatti che il danno reputazionale e le cancellazioni possono continuare anche dopo il ritorno alla normalità”. Non da ultimo i granconsiglieri chiedono se il governo “è disposto a prevedere un programma straordinario di rilancio delle regioni turistiche colpite, finanziabile attraverso gli strumenti cantonali e la Nuova politica regionale (Npr)”. A tal proposito “è importante prevedere una procedura accelerata per sostenere, dopo eventi di questo tipo, campagne reputazionali, sviluppo di prodotti, cooperazione fra operatori e commercializzazione. Nel caso della Val Calanca potrebbe tradursi in un programma 2027-2029 condiviso con Regione Moesa ed Ente turistico regionale del Moesano (Etrm)”.