Grigioni

Val Calanca chiusa: ‘Perdite economiche da compensare’

Il granconsigliere Samuele Censi (Plr) con un'interpellanza chiede al governo strumenti per sostenere le regioni che rimangono isolate per un lungo periodo

Val Calanca chiusa: ‘Perdite economiche da compensare’
La strada non è stata percorribile per due settimane
(Ti-Press)
22 ottobre 2026
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Nel caso in cui una regione venga temporaneamente isolata per un lungo periodo – come è stato il caso recentemente in Val Calanca con la chiusura della strada per due settimane a seguito di diversi smottamenti – “le conseguenze economiche e reputazionali possono protrarsi per settimane o mesi”. Lo afferma Samuele Censi – granconsigliere Plr nonché sindaco di Grono – in un'interpellanza, firmata da altri 16 membri del legislativo cantonale dei Grigioni. “Occorre quindi dotare il Cantone di strumenti permanenti che intervengano su tre livelli: compensazione delle perdite non assicurabili, gestione coordinata della comunicazione di crisi e sostegno immediato al rilancio turistico”.

Più precisamente i firmatari chiedono al governo retico se “è ipotizzabile la creazione di una garanzia o di un fondo cantonale che possa intervenire, ad esempio a partire dal terzo giorno di comprovata inoperatività o grave limitazione dell’attività, per coprire almeno in parte il mancato fatturato e costi straordinari non coperti dalle assicurazioni”. In questo contesto “il criterio dovrebbe essere oggettivo e documentabile: perdita di fatturato, cancellazioni, pernottamenti persi, costi supplementari e durata dell’interruzione”. In secondo luogo domandano se “il Cantone (attraverso Grigioni Vacanze) è disposto a elaborare, insieme a Comuni, Regioni e organizzazioni turistiche, un protocollo valido per eventi naturali, chiusure stradali e situazioni analoghe”. Insomma, un protocollo cantonale di crisi per le destinazioni turistiche che “dovrebbe definire chi comunica, quali sono le fonti ufficiali, con quale frequenza vengono aggiornate le informazioni e soprattutto come viene gestita la fase successiva alla riapertura. Il caso Calanca mostra infatti che il danno reputazionale e le cancellazioni possono continuare anche dopo il ritorno alla normalità”. Non da ultimo i granconsiglieri chiedono se il governo “è disposto a prevedere un programma straordinario di rilancio delle regioni turistiche colpite, finanziabile attraverso gli strumenti cantonali e la Nuova politica regionale (Npr)”. A tal proposito “è importante prevedere una procedura accelerata per sostenere, dopo eventi di questo tipo, campagne reputazionali, sviluppo di prodotti, cooperazione fra operatori e commercializzazione. Nel caso della Val Calanca potrebbe tradursi in un programma 2027-2029 condiviso con Regione Moesa ed Ente turistico regionale del Moesano (Etrm)”.

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