Graziano Zanardi, sindaco di Rossa, scrive al governo grigionese a seguito della chiusura della strada. ‘Coira non può lasciarci soli’

“La Valle Calanca è oggi isolata, bloccata, tagliata fuori dal Cantone e dal mondo”. È con queste parole che il sindaco di Rossa si è rivolto in una lettera al governo grigionese, chiedendo un intervento immediato di fronte alle conseguenze della chiusura dell’unica strada di accesso alla valle. Una situazione che, secondo Graziano Zanardi, non può più essere considerata un semplice problema infrastrutturale, ma che sta assumendo i contorni di una vera emergenza economica e sociale. L’impraticabilità della strada cantonale ha infatti paralizzato la valle, con ripercussioni dirette sulla popolazione e sulle attività economiche. Il sindaco parla di una situazione “non accettabile per un territorio del nostro Cantone” e sottolinea come i danni economici e d’immagine stiano aumentando di ora in ora.
A essere maggiormente colpiti sono il settore turistico, quello ricettivo e le attività commerciali. La lettera segnala disdette immediate delle prenotazioni, l’assenza di nuove prenotazioni per i prossimi mesi, il crollo degli introiti e il rischio concreto di chiusura definitiva di alcune attività. A preoccupare è anche il danno all’immagine della valle, che rischia di compromettere ulteriormente la capacità di attrarre visitatori. Di fronte all’emergenza, i Comuni di Rossa, Buseno e Calanca hanno attivato lo Stato Maggiore congiunto, con l’obiettivo di garantire alla popolazione un minimo di continuità operativa e di sicurezza in assenza della viabilità. Una mobilitazione straordinaria che, secondo il sindaco di Rossa, ha già generato costi superiori ai 200'000 franchi, con una stima riferita al 1° settembre 2026. Si tratta di un intervento che i tre Comuni, tutti di piccole dimensioni, non ritengono di poter sostenere a lungo. Per questo il sindaco chiede al Cantone che tali costi vengano integralmente riconosciuti e coperti.
Nella sua lettera al governo, Zanardi formula una serie di richieste precise. Innanzitutto, la dichiarazione formale dello stato di emergenza economica e sociale in Valle Calanca e l’attivazione immediata di un sostegno finanziario straordinario destinato alle attività colpite. Viene inoltre chiesta la creazione di un fondo di compensazione urgente, operativo fino al completo ripristino della viabilità. Tra le richieste figura anche una comunicazione pubblica ufficiale e tempestiva da parte delle autorità cantonali, ritenuta necessaria per contenere il danno d’immagine subito dalla valle.
Il sindaco insiste sul fatto che il semplice ripristino della strada non sarà sufficiente. “La Valle Calanca dispone di una sola via di accesso”, ricorda, sottolineando che la sua impraticabilità non rappresenta soltanto un disagio alla mobilità, ma mette a rischio la vita economica, sociale e turistica dell’intera valle. L’appello arriva dopo una situazione di difficoltà che, secondo il sindaco, “persiste da diversi anni” e che è diventata “insopportabile” dal 20 agosto. Ora, conclude, servono misure rapide, concrete e proporzionate alla gravità dell’emergenza, perché senza interventi compensativi immediati alcune imprese potrebbero non riuscire a superare le prossime settimane.