22.08.2022 - 19:23
Aggiornamento: 23.08.2022 - 18:25

Mesolcina, ferrovia e il ricordo dell’avvento della modernità

Sarà inaugurata domenica 28 agosto la mostra sulla storia della linea Bellinzona-Mesocco chiusa 50 anni fa

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La locomotrice 454 della ferrovia Bellinzona-Mesocco sul ponte che attraversa la Calancasca a Grono

Cinquant’anni dopo la chiusura della linea Bellinzona-Mesocco, il Museo Moesano – in collaborazione con l’Archivio a Marca e la Biblioteca regionale moesana – organizza una mostra storica, per illustrare il ruolo e il significato della ferrovia in Mesolcina, il cui ricordo è ancora fortemente presente nella popolazione. La mostra intitolata ‘Prendevamo il treno per non essere da meno’ è allestita nell’elettromotrice stazionata presso la ditta Fratelli Censi a Grono (vicino al campo sportivo) e sarà inaugurata domenica 28 agosto alle ore 17 con un rinfresco offerto a tutti i presenti. L’esposizione potrà essere visitata liberamente dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17 fino al 28 ottobre. La mostra è completata con alcuni oggetti e documenti originali sulla ferrovia Bellinzona-Mesocco esposti nella sede del Museo Moesano a San Vittore, aperto ogni mercoledì, venerdì e domenica pomeriggio (14-17), fino a domenica 30 ottobre.

Nel XX secolo, la ferrovia ha rappresentato per molte vallate della Svizzera italiana l’avvento della modernità, una promessa di riscatto civile e di benessere economico, diventando un fattore importante dell’identità collettiva. La Mesolcina ha inaugurato la sua ferrovia elettrica che collegava Bellinzona con Mesocco nel 1907. Cinquant’anni fa, nel maggio 1972 – nonostante la forte opposizione della popolazione locale – veniva soppresso il trasporto di viaggiatori tra Bellinzona e Mesocco, affidato ai bus Ptt, preludio al completo smantellamento dell’esercizio ferroviario.

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